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A Prato le Multe Autovelox sono Illegittime

A Prato le Multe Autovelox sono Illegittime

Il Prefetto di Prato fa scoppiare il caso: “Accoglierò i ricorsi” e potrebbe innescare una reazione a catena dalle conseguenze “telluriche”, ma stanno moltiplicandosi anche i Comitati di protesta di Automobilisti e Motociclisti “Vittime degli Autovelox”.

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Informazione a cura del Coordinamento Nazionale Comitati Auto/Moto "Vittime Autovelox&Multe"

Dalla Nazione, 5 Gennaio 2005
No, senza agente vicino allo scatolone di latta non si può, almeno per ora.

Autovelox dei dolori: Il "caso Prato" rischia di innescare una reazione a catena dalle conseguenze telluriche, una deflagrazione di ricorsi e carte bollate contro il nemico numero uno di ogni automobilista, cauto o incauto al voltante che sia: la stangata di infrazione dei limiti di velocità.

A Prato sulle contravvenzioni da autovelox ("misuratori di velocità" preferisce il ministero dei Trasporti) è in corso una agguerrita disputa, cavillo dopo cavillo, tra Prefettura e Comune.

Caso più unico che raro in Toscana, e a quanto pare nel resto d'Italia - salvo una richiesta di chiarimenti inoltrata al ministero degli interni dal Comune di Treviso -, il Prefetto di Prato considera illegittime le multe elevate in base alla lettura dei dati di due apparecchi ,installati sulla tangenziale cittadina (la cosiddetta declassata).

Questo in base a un parere trasmesso alla Prefettura dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: secondo la lettera a firma dell'ingegner Sergio Dondolini, Direttore Generale del dipartimento trasporti terrestri, i rivelatori di velocità sulla declassata "non possono essere adoperati in assenza dell'operatore di polizia".

Sempre per il ministero, gli autovelox "incriminati" - attualmente in uso - sono stati approvati prima della modifica del Codice della strada del 2003 "che consente la rivelazione di alcune infrazioni in modo automatico con apposite apparecchiature debitamente omologate".

In parole povere: questi dispositivi, di tipo e modello diffusi un po' ovunque, devono essere presidiati per sfornare multe legittime, ovvero non contestabili davanti al prefetto e/o il giudice di pace.

A Prato la ditta che ha fornito gli apparecchi al Comune ha inoltrato domanda di omologazione prima dell'entrata in vigore della nuova normativa, e ha ricevuto l'omologazione qualche mese dopo. Uno scrupoloso automobilista pratese, punito da un autovelox "incustodito", proprio facendo leva su questa differenza di tempi si è appellato al prefetto, dando la stura alla delicatissima querelle.

Ricevuta la risposta da Roma la prefettura pratese non ha più dubbi: le multe fornite da apparecchi "non debitamente omologati" sono da annullare. Il Comune di Prato si oppone a questa interpretazione, sbandierando il precedente decreto di omologazione e auspicando un nuovo ok ministeriale per gli autovelox della discordia. Ma davanti alla Prefettura ogni resistenza pare vana. A questo punto, il "caso Prato" diventa non solo emblematico ma addirittura termine di paragone per situazioni analoghe in altre città, province, regioni.

E gli automobilisti cosa possono fare? Chi ha già pagato la multa, nulla: troppo tardi per qualsivoglia ricorso. Niente da fare anche per chi non ha pagato ma non può più opporsi, essendo scaduti i 60 giorni dalla notifica.

Buona chance, invece per chi ha aspettato a regolarizzare e rientra ancora nei tempi di legge: la multa se presa sulla declassata, previo ricorso al prefetto di Prato verrà annullata.

Ma come si comporteranno i prefetti delle altre province toscane dove quasi tutti gli autovelox sono simili a quello di Prato? L'incertezza è massima.

Ancora nessuno si è pronunciato ufficialmente. In caso di multa il consiglio di alcune associazioni di consumatori fortemente presenti in Toscana, come l'Aduc, è presentare il ricorso al giudice di pace e al prefetto. Il modulo per contestare la sanzione è scaricabile dal sito www.aduc.it. Del resto, che la materia-autovelox sia spinosa e intricata lo dimostrano affastellamento di norme e contrapposizione di interpretazioni, con effetti inaspettati un po' ovunque.

Recentissima, a Firenze, una sentenza del giudice di pace che pare andare nella stessa direzione della prefettura pratese:

"Nel centro abitato, ha stabilito il giudice accogliendo le argomentazioni di un automobilista fiorentino, l'autovelox deve essere accompagnato da un agente e la contestazione dell'infrazione deve essere immediata. Sulle strade extraurbane, dove la velocità è più elevata, è invece possibile sanzionare chi pigia troppo sull'acceleratore con la sola fotografia, senza fermare il veicolo."

Tra i punti più controversi, la mancata contestazione immediata dell'infrazione ha una posizione di rilievo. Anche in Toscana gli avvocati degli automobilisti colti in flagrante ma non fermati da una pattuglia, si appellano al fatto che gli agenti dovrebbero avere come obbiettivo primario la sicurezza della circolazione, e quindi chi viaggia oltre i limiti va subito bloccato per eliminare un potenziale rischio.




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