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Alfa Romeo in Formula 1 - Falso

Alfa Romeo in Formula 1 - Falso

Alfa Romeo in Formula Uno: la notizia diffusasi qualche giorno fa è priva di fondamento. Parola dell’amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne. Invece, la partita parrebbe aperta per un passaggio di Alfa Romeo al colosso Volkswagen.

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Alfa Romeo al centro di un tornado di voci: segno che il marchio del Gruppo Fiat tira tantissimo. A fine gennaio, si diffonde la notizia secondo cui il Biscione potrebbe entrare in Formula Uno. Il tutto nasce alla presentazione della Ferrari F150, presente anche l’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne. Che, dopo essere salito sul palco per le foto rituali, viene subissato di domande dai cronisti. Fra le numerose: come vedrebbe Alfa Romeo nelle corse? Risposta del manager italo-canadese: "È un’idea non male".

Apriti cielo. Internet si scatena: Alfa entrerà in Formula Uno. Poi ci si ricorda di quanto Marchionne aveva dichiarato un anno prima: "Sarebbe da imbecilli non far correre le vetture Alfa Romeo e Maserati, ai massimi livelli del motorsport". Si va indietro con la memoria, quando Farina e Fangio trionfarono nelle stagioni 1950 e ’51.

Il polverone è tale che Fiat deve chiarire urbi et orbi. La domanda faceva riferimento al Biscione nelle corse, genericamente, e non in Formula Uno. L’equivoco è nato da un errore commesso da un’agenzia stampa, che ha un po’ "tirato per i capelli" le parole di Marchionne. Dopodiché, tutti i mass media sono andati a ruota di quella nota di agenzia, scatenando una ridda di ipotesi. Resta invece confermato che Alfa Romeo potrebbe tornare nelle corse, ma non si sa quando.

Ancora più insistenti, e probabilmente più concrete, le voci di una cessione - da parte del Gruppo Fiat - del marchio Alfa Romeo a Volkswagen. Che continuerebbe la sua corsa verso la leadership mondiale, irrobustendo la già massiccia galassia di marchi: il Biscione sarebbe un gradino sotto Audi.

Al "tavolo da poker", come sempre in queste vicende del settore automotive, Marchionne però apre le schermaglie in maniera netta: fino a quando sarò amministratore di Chrysler e Fiat, Ferdinand Karl Piëch (potentissimo presidente del consiglio di controllo di Volkswagen, nonché nipote di Ferdinand Porsche) non avrà mai Alfa Romeo; "non si tocca, gliel’ho detto". Queste le sue parole raccolte a un discorso tenuto alla tavola rotonda organizzata da J.D. Power and Associates a San Francisco. Stando a Automotive News, Marchionne avrebbe aggiunto: Piëch dovrebbe piuttosto raddrizzare le sorti di Seat (marchio spagnolo del Gruppo Volkswagen), invece di pensare ad Alfa Romeo.

Stessa posizione per il presidente di Fiat, John Elkann: il Biscione non è in vendita. Anzi, i programmi del Gruppo prevedono il ritorno di Alfa negli Usa dal 2012. Per rinverdire i fasti del passato. Possibile anche un Suv Alfa Romeo (o Maserati), utilizzando la piattaforma della nuova Jeep Grand Cherokee. Già Alfa Romeo intende, secondo Marchionne, tornare negli Usa e "fare il botto" con la Giulia su base americana.

Resta tuttavia da vedere cosa succederebbe se i tedeschi si presentassero sul "tavolo verde" con una posta altissima per rilevare Alfa. La liquidità rappresenterebbe una risorsa preziosissima per il Lingotto, così da arrivare già al 51% di Chrysler entro fine 2011. Dal canto suo, il rischiamo irresistibile del nome Alfa farebbe davvero comodo a un colosso come Volkswagen, che ama - con sapienza - inglobare nella propria galassia il talento e la classe italiani: fra gli altri, i marchi Lamborghini, Bugatti, i manager De Meo, Perosino, le matite di Italdesign di Giugiaro, e di de’ Silva. L’ascesa a numero uno dei tedeschi passa per il talento di casa nostra.

Forse Alfa, nelle mani di Volkswagen, potrebbe fronteggiare con maggior vigore la feroce concorrenza di Bmw e Mercedes. Con l’obiettivo di vendere 500.000 unità l’anno nel mondo, Usa compresi.




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