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Alfa Romeo MiTo 1.4 TCT - Prova

Alfa Romeo MiTo 1.4 TCT - Prova

Visto che è arrivata negli showroom Alfa Romeo la MiTo equipaggiata con l’innovativo "Alfa TCT", abbiamo messo alla prova la 1.4 Multiair da 135 Cv: il cambio a doppia frizione con funzione automatica/manuale non delude. Prezzi a partire da 19.200 euro.

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La curiosità di Newstreet.it non si placa facilmente, e siccome già conoscevamo l’aspetto dell’Alfa Romeo MiTo, ci siamo catapultati a caccia dei due paddle (dietro il volante) del cambio TCT, la trasmissione automatica con doppia frizione a secco di ultima generazione. Ebbene, sulla nostra Alfa Romeo MiTo 1.4 TCT in prova, col cambio a sei velocità, il MultiAir Turbobenzina da 135 CV è brillante come non mai. Merita davvero il premio come "Miglior Nuovo Motore dell’Anno" (secondo la giuria dell’International Engine of The Year).

Il tutto si abbina bene al sistema "Start&Stop", che gestisce lo spegnimento temporaneo del motore in caso di sosta, e all’esclusivo sistema "Alfa DNA" che cambia i settaggi dell’auto e interviene anche sul comportamento del cambio.

Certo, i prezzi non sono bassissimi: negli allestimenti Progression e Distinctive le cifre da spendere sono rispettivamente 19.200 e 20.800 euro. Ma l’Alfa è pur sempre un marchio di un certo prestigio. Infatti, si parla anche di un interessamento da parte di Volkswagen, colosso pigliatutto. Per gli insaziabili, ecco la MiTo BlackLine Collection con motore 1.4 MultiAir Turbobenzina da 135 CV e cambio Alfa TCT: a 20.450 euro.

La MiTo con il "cambio da grandi" della prova eccita soprattutto in posizione Dynamic: così assicura un comfort di guida e un feeling sportivo superiori a quelli offerti dai cambi automatici convenzionali ma con una migliore efficienza e una riduzione dei consumi.

Secondo la Casa, l’Alfa Romeo MiTo regala ottime perfomance (7,1 l/100Km nel ciclo urbano, 126 g/km di CO2 e 8,2 secondi per passare da 0 a 100 Km/h), dati perfino migliori della stessa motorizzazione con cambio manuale (i valori sono 7,4 l/100Km, 129 g/km e 8,4 secondi). Ci paiono numeri veritieri.

Sviluppato e prodotto da FPT - Fiat Powertrain Technologies, il nuovo dispositivo "Alfa TCT", concettualmente, è composto da due cambi in parallelo, ognuno con la sua frizione, che consente la selezione e l’innesto della marcia successiva mentre quella precedente è ancora innestata. Il cambio marcia viene quindi effettuato con un semplice scambio graduale delle corrispondenti frizioni garantendo la continuità di erogazione di coppia e, quindi, di trazione.

La velocità di cambiata è impressionante; la perdita di potenza è praticamente azzerata in fase di cambio marcia. Inoltre, sono contenuti i costi per acquisto, manutenzione e gestione mentre i consumi si riducono, grazie anche all’adozione del sistema "Start&Stop", fino al 10% in meno rispetto ad un cambio automatico idraulico tradizionale con convertitore di coppia.

Ogni cambio di marcia è morbidissimo, raccordato. Un vero piacere. Per le mani e per le orecchie: il suono del motore è sempre piacevolissimo.

Ulteriori peculiarità della nuova trasmissione "Alfa TCT" sono la flessibilità di applicazione, data dalla compattezza dei componenti, e l’essere una doppia frizione a secco "Dry" (la tipologia di frizione che garantisce il più alto grado di efficienza in termini di consumi tra i cambi automatici). Se confrontiamo le frizioni "Dry" con quelle in bagno d’olio ("Wet") si può affermare che le prime dissipano energia soltanto durante la fase di slittamento nel cambio marcia e nello spunto, mentre le frizioni "Wet", girando sempre in bagno d’olio, introducono perdite per attrito viscoso come quelle dei cambi automatici convenzionali anche quando non sono azionate. In più necessitano di raffreddamento forzato con olio e quindi di un continuo dispendio energetico per il trascinamento della pompa d’olio dedicata (assente nel caso delle frizioni "Dry").

Non solo. Il motore 1.4 Turbobenzina MultiAir si conferma una rivoluzionaria tecnologia: un importante "punto di rottura" rispetto all’attuale scenario dei motori a benzina, proprio come avvenne a suo tempo per la tecnologia diesel Common Rail portata al debutto dall’Alfa Romeo 156 nel 1997. Basti pensare che, rispetto ad un tradizionale motore a benzina di pari cilindrata, i propulsori MultiAir assicurano un incremento di potenza (fino al 10%) e coppia (fino al 15%), oltre ad una sensibile riduzione di consumi (fino al 10%) ed emissioni di CO2 (sino al 10%), di particolato (sino al 40%) e di NOx (sino al 60%).




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