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Art Drive! The Bmw Art Car Collection

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L'arte è movimento, liberta, come l'auto. Ecco allora le "Art Cars" ovvero quelle BMW decorate e rese uniche dagli artisti più influenti del Novecento!

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Cromie accese, temperate, psichedeliche. Carrozzerie che paiono i muri di Soho, in un’artistica New York anni Settanta dove geometrie di colori, figure naturali e creature fantastiche si miscelano alle immagini d’arte Pop, allo stile libero. L’arte è movimento, libertà, come l’auto. Ecco allora l’unicum: le Art Cars, ovvero quelle BMW decorate e rese uniche dagli artisti più influenti del Novecento come Warhol, Hockney, Koons. Installazioni, su ruote, ora in mostra tutte insieme per la prima volta nella Londra olimpica (fino al 4 agosto), alcuni dei modelli che hanno fatto la storia di BMW e, che, BMW ha restituito alla storia tramite un look prezioso, unico, inimitabile.

L’esibizione si chiama ART DRIVE! The BMW Art Car Collection 1975-2010, la ospita ICA (Institute of Contemporary Art) di Londra, nell’East End (http://www.ica.org.uk/artdrive), ha lo scopo di accompagnare l’avventura olimpica nel Regno Unito di BMW – partner tecnico del team USA – con lo stile inconfondibile delle vetture speciali, e degli artisti che le hanno rese uniche negli ultimi 35 anni. Alexander Calder, Frank Stella, Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Ernst Fuchs, Robert Rauschenberg, M.J. Nelson, Ken Done, Matazo Kayama, César Manrique, Jeff Koons, A.R. Penck, Esther Mahlangu, Sandro Chia, Jenny Holzer e David Hockney.

L’idea Art Car nasce per il capriccio di Hervé Poulain, un collezionista e pilota che in occasione della 24 ore di Le Mans del 1975 decide di affidare la propria BMW 3.0 CSL all’alterazione estetica di Alexander Calder. Il risultato è stupefacente, così l’anno successivo tocca a Stella, artista nato in Massachussets, ma d’impegno newyorkese, distribuire di logica geometrica la carrozzeria di un’altra CSL.
Il 1977 è l’anno di Roy Lichtenstein, impegnato su una 320i Gruppo 5, nel 1979 tocca a Warhol con la M1 Gruppo 4 consacrare al mito il collegamento fra la Casa bavarese e il movimento artistico. L’auto intesa non più come oggetto ma come soggetto di un’arte fatta di rappresentazioni avventurose, di formati e procedure realizzative uniche, di modelli che ‘animano’ la tavolozza restituendo un ulteriore testimonianza social-evolutiva: di pari passo al progresso, la carrozzeria muove le geometrie da spigolose ad aerodinamiche, dalle silhouette nate per correre a quelle più morbide per la produzione in serie.

La summa? L’ultima fatica: la M3 GT2 realizzata per la 24 ore di Le Mans del 2010 da Jeff Koons, un’auto futurista, nera come l’asfalto e tempestata di tracce di colore acceso. È la 17esima prodotta, in mostra insieme alle altre a Londra.




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