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Audi S1, anche la “piccola” di famiglia entra nel club "S"

Audi S1, anche la “piccola” di famiglia entra nel club "S"

E alla fine, anche la A1 acquistò una consonante.

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Al “Signore degli Anelli” piace da morire mescolare numeri e lettere. Alcuni lo rimproverano di comportamento compulsivo: avanti così, esaurirà le possibili combinazioni. Altri, invece, semplicemente vivono nell’attesa di conoscere la sua prossima mossa. E solitamente, non è loro chiesto un grande sforzo di pazienza. A ognuna delle sue creature, il Signore degli Anelli distribuisce infatti opportunità a pioggia. E alla fine, anche la A1 acquistò una consonante. Nelle sue varianti a 3 e 5 porte (Sportback), la S1 aggiunge una tacca sull’asse cartesiano Audi, mosaico che abbraccia l’intero spettro dei segmenti automobilistici (sebbene limitatamente alla fascia “premium”) e del quale la compatta rappresenta l’entry level in grande stile. Dietro alla permutazione fonetica si nasconde il 2.0 TFSI da 231 CV e 370 Nm di coppia già visto sui modelli maggiori: turbocompressore e iniezione diretta di benzina i fattori che ne fanno uno dei 2 litri più performanti della piazza.

Il “boss” non si mostra ma si sente
Non si vede, ma è lui che comanda i giochi. Parliamo proprio del quattro cilindri sovralimentato che “vive” accucciato tra cofano e asfalto, al riparo da spie e ladri di idee. Da una cilindrata di 1.984 cc, il compatto e leggero 2.0 TFSI eroga dunque una potenza massima di 231 CV a 6.000 giri e una coppia di 370 Nm tra 1.600 e 3.000 giri. Il sistema reagisce ai comandi dell’acceleratore con estrema rapidità, specialmente se è in fase la modalità “Dynamic” del programma “Audi drive select”. Funzione, quest’ultima, attraverso la quale è possibile intervenire persino sulla “voce”: un intensificatore sonoro accentua le sonorità in aspirazione, mentre una valvola regolabile nell’impianto di scarico si apre ai carichi e ai regimi più alti. Immaginando di smontarlo pezzo per pezzo, numerosi sono i dettagli che sottolineano il carattere ad alte prestazioni del 2.0 TFSI. Trasmettono le forze all’albero motore speciali pistoni in alluminio e bielle ad altissima resistenza, dal canto suo il basamento è rinforzato in corrispondenza dei supporti cuscinetti e del cappello di banco. La testata è in lega di alluminio e silicio: resistenza alle alte temperature, solidità e peso contenuto.

Turbo-rullo-compressore
Dotato di valvola wastegate a regolazione elettronica, il turbo è infine stato ottimizzato in funzione della massima prontezza di risposta. Esso genera una pressione di sovralimentazione che può raggiungere gli 1,4 bar. Sono molte altre, in ogni caso, le soluzioni sofisticate che il componente medio-piccolo della famiglia TFSI adotta in numerosi ambiti: l’albero a camme sul lato di aspirazione è regolabile in continuo di 60°, (sul lato di scarico di 30°), mentre cosiddette valvole “drumble” (crasi tra “drall”, turbolenza, e “tumble”, moto vorticoso) imprimono all’aria in ingresso un movimento specifico che consente un’alimentazione ottimale. Altra particolarità, l’iniezione indiretta supplementare che integra l’iniezione diretta di benzina FSI - in azione all’avviamento e ai carichi più elevati - ai carichi parziali. Così facendo, consumi ed emissioni di particolato si riducono sensibilmente. Particolare importanza gli ingegneri Audi l’hanno infine attribuita alla gestione dell’energia termica. Il collettore di scarico è integrato nella testata e lambito dal refrigerante, in modo da ridurre la temperatura dei gas di scarico e accelerare il riscaldamento del motore nelle partenze a freddo. La pompa dell’olio è regolata in base al fabbisogno. Il sistema Start&Stop è inoltre di serie.

Le magnifiche quattro
Manco a dirlo, a scaricare l’energia sull’asfalto sono tutte quante le ruote: Audi ha in casa il miglior programma di trazione integrale (“quattro”) e non ci pensa due volte a riprodurne una copia anche in favore della più piccina della compagnia. Per motivi di ripartizione del peso (60% all’anteriore, 40% sul posteriore), la frizione a lamelle è montata sul retrotreno. A seconda delle condizioni di marcia, la frizione a gestione elettronica ripartisce dunque la coppia motrice tra i due assi. Nel caso estremo, poi, in cui le ruote di un assale perdano completamente aderenza, la coppia viene deviata immediatamente sulle ruote di quello opposto. La gestione della frizione a lamelle è comunque estremamente dinamica: in modalità sportiva, o con ESC disattivato, su fondi a basso coefficiente d’attrito non è difficile sottoporre la S1 a divertenti derapate controllate. Per poter alloggiare i componenti della trazione “quattro” in piccoli spazi si è ricorso davvero a ogni mezzo: il differenziale posteriore occupa ad esempio lo spazio del vano ruota di scorta, mentre un serbatoio a fondo cavo, sviluppato appositamente e posizionato sull’albero cardanico, sostituisce il serbatoio della A1 tradizionale. Sempre in materia di trasmissione, il cambio manuale a 6 marce è un autentico gioiello, peccato però che nell’elenco degli optional non rientri anche l’automatico a doppia frizione DSG. Da Ingolstadt si scusano, ma spiegano anche che in fase di progettazione hanno prevalso ragioni di spazio e di distribuzione dei pesi.

Look da bullo “premium”
Per mascherare la propria preparazione atletica, la S1 in realtà si sforza ben poco: la sua natura “high performance” traspira all’esterno attraverso appariscenti appendici aerodinamiche e le tinte sgargianti della carrozzeria, oltre ovviamente al “badge” specifico applicato a calandra e portellone. La griglia single-frame qui è in grigio platino, attraversata da doppi listelli cromati orizzontali. Proiettori xeno plus, gruppi ottici posteriori a LED con grafica orizzontale delle luci di posizione, due coppie di tubi di scarico, paraurti e sottoporta accentuati, infine cerchi da 17” o 18” con pinze freno rosso e logo S1 (a richiesta), completano il provocatorio kit estetico. Caratteristica distintiva dei fari anteriori, in particolare, è la nuova grafica delle luci diurne. L’“effetto frozen” crea uno stilema caratteristico e rappresenta un “1” stilizzato in orizzontale che si estende per tutta la larghezza dei fari fino ai parafanghi. Come per magia, il baricentro estetico del frontale si abbassa sensibilmente.

Ti faccio nero
Nondimeno, l’abitacolo parla di guida sportiva dal primo all’ultimo dettaglio: in un contesto dove a farla da padrone è il nero gara, risaltano gli strumenti in grigio scuro, i copripedali in acciaio spazzolato e i sedili ergonomici, volendo con poggiatesta integrato. Il volante sportivo in pelle a tre razze ha cuciture di contrasto e inserto nero lucido, mentre un anello rosso orna il pomello della leva del cambio. All’avviamento, il monitor di bordo con alloggiamento dotato di mascherina lucida visualizza la schermata S1. Molti comandi sono in look alluminio: sobri listelli ornano gli interruttori sulla consolle centrale, le mascherine della radio e del sistema di navigazione. A chi infine desiderasse maggiore esclusività è rivolto il pacchetto “quattro”: volante multifunzione dalla corona appiattita, bocchette dell’aria con anelli rossi interni e tappetini doppio bordino color argento, giallo o rosso.

www.S1.com
L’orientamento “racing” non sacrifica tuttavia le funzioni di intrattenimento: tra gli optional più irresistibili, il sistema di navigazione MMI plus con monitor a scomparsa, il modulo “Audi connect” per la connessione internet e l’impianto audio Bose Surround System. MMI plus significa in particolare due lettori di schede SDHC, che permettono di collegare cellulari e lettori esterni mediante interfaccia Bluetooth, e “Audi Music Interface”. Il sistema è inoltre dotato di un lettore DVD e di comandi vocali, grazie ai quali il guidatore può pronunciare l’indirizzo di navigazione completo e gestire oralmente le funzioni principali di radio, supporti multimediali e telefono. Lo schermo a colori da 6,5” ad alta definizione restituisce immagini molto nitide. Completamento naturale del sistema di navigazione è proprio “Audi connect”, con telefono veicolare che collega la S1 a internet mediante rete mobile. Il guidatore deve solo inserire una SIM dati nel lettore di schede, oppure sincronizzare un cellulare adatto attraverso il profilo Bluetooth.

Scalatrice da tappone alpino
Il capitolo prestazioni è quello che meglio di ogni altro descrive il carattere della A1 top di gamma: velocità massima di 250 km/h, scatto sullo 0-100 km/h in 5,8 secondi (un decimo in più per la 5 porte, leggermente più pesante). Consumi? Tutto sommato, limitati: la S1 brucia 9,1 (9,2 la Sportback) l/100 km nel ciclo urbano, 5,8 (5,9) l/100 km in extraurbano, infine 7,0 (7,1) l/100 km su percorso misto. Le dimensioni favoriscono l’agilità: una lunghezza di 3975 mm, una larghezza di 1740 mm (1746 mm la Sportback), inoltre un’altezza di 1417 mm (1423 mm), per un passo di soli 2469 mm, costruiscono il paradigma ideale della guida sportiva. Arrampicarsi baldanzosi su per un passo alpino a bordo di S1 è un’esperienza altamente gratificante, e soprattutto alla portata di qualsiasi profilo di guidatore: dopotutto, regolando la dinamica di marcia sulla posizione preferita del programma “Audi drive select” (Efficiency, Auto o Dynamic), neppure il nuovo asse posteriore a quattro bracci sottopone il fisico a sollecitazioni eccessive. Meno popolare, semmai, è la soglia di 31.500 euro (680 euro in più in caso di Sportback) sotto la quale il 2.0 TFSI resta un sogno..




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