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Audi Urban Future: mobilità sostenibile!

Audi Urban Future: mobilità sostenibile!

Sostenibilità è la parola chiave di ogni progetto automobilistico contemporaneo. Audi è in prima linea nel trovare quelle logiche che possono migliorare la qualità della vita

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Sostenibilità è la parola chiave che guida il capitolato di ogni progetto automobilistico contemporaneo. In questa direzione infatti sono compiuti sforzi progettual-economici davvero importanti, si sbloccano investimenti, si stressa la ricerca. I costruttori di auto diventano così pionieri e grandi sostenitori di tutte quelle logiche industriali che possono contribuire, concretamente, a incidere positivamente sulla quotidianità. In termini di emissioni nocive indicate dalla famigerata Co2, l’indicatore che determina il footprint (letteralmente: l’impronta, la traccia che lasciamo) ogni volta che ci spostiamo da un punto A al punto B, ma anche di quei coefficienti che incidono direttamente sul costume di ciascuna epoca.

Alla crisi economica corrisponde la disaffezione per le automobili, sempre. Era così nei Settanta all’alba della grande crisi petrolifera derivata dal blocco del Canale di Suez, è così oggi, anche se va sottolineato che al progressivo impoverimento del potere di acquisto della maggioranza dei cittadini si deve sommare una più spiccata che mai coscienza collettiva verso il tema ambientale. Anche da qui deriva l’impegno dei costruttori nella realizzazione di scenari, politiche, motori e mezzi alternativi a quelli attuali, al fine di anticipare – disegnandolo – il mondo che verrà.

Audi è in prima linea. Tanto che sotto le insegne Audi Urban Future coinvolge ogni declinazione della sua struttura. Una struttura cui va dato atto di avere una penetrazione importante in un mercato importante – quello delle vetture premium che meno di altri conosce la crisi e traina mode e tendenze – che si spende così nel tracciare un percorso di crescita ed evoluzione per migliorare la vita nei grandi centri urbani. Nei prossimi 20 anni infatti è stimato che circa il 60% della popolazione mondiale avrà dimora in città, metropoli sempre più grandi di cui almeno 1800 supereranno il milione di abitanti. Secondo gli studiosi degli Audi laboratories non basterà più migliorare costantemente l’efficienza delle automobili ma servirà saper combinare una ricca gamma di proposte in termini di mobilità. È questa la chiave dello sviluppo sostenibile, è necessario considerare il contesto in cui le auto si muovono, si devono prendere in esame le infrastrutture.

In Germania, abbiamo fatto visita a uno dei centri di eccellenza Audi in cui si lavora quotidianamente a questi temi per scoprire due strategie: si prendono in esame nuovi modelli non-convenzionali come Audi Urban Concept, e contemporaneamente si delineano con Audi E-Fuels carburanti alternativi per cambiar marcia.

Audi Urban Concept è una vettura disegnata da Jürgen Löffler, attuale exterior designer of urban design Audi, per la propria tesi di laurea: si tratta di un modello di auto molto stretta, con ruote esterne come le Formula Uno su cui si viaggia in tandem per migliorare ingombri, pesi, superfici. Quindi consumi ed emissioni. C’è un motore posteriore elettrico, e un'ala la cui funzione si sposa con l'aumento della superficie induttiva per la ricarica delle batterie. Audi infatti ha già in fase avanzata una serie di possibili soluzioni per la ricarica a induzione – il principio è il medesimo dei fornelli di casa – da integrare per esempio nell’asfalto. Si potrebbe così caricare l’auto ogni qual volta è parcheggiata e addirittura in movimento su strade dotate di corsie di ricarica, senza doversi preoccupare di attaccare la spina. Un’auto come questa si può guidare a 16 anni perché assimilabile a un quad.

Di più. Dal 2010 il progetto Audi E-Fuels studia la possibilità di produrre carburanti da fonti rinnovabili per raggiungere la totale assenza di Co2 nella mobilità, bruciando la Co2 direttamente nel motore e, anziché emetterla attraverso gli scappamenti, immagazzinandone l’energia direttamente nel carburante. Dando vita a un circolo virtuoso, potenzialmente, infinito. Una parte consistente delle emissioni nocive derivano dalla produzione: è il cosiddetto well to wheel – l’unità che misura il consumo totale, dal ‘pozzo alla ruota’ – che oggi si attesta al 20% nella fase produttiva, cui va sommato il 79% che deriva dal ciclo di vita dell’auto stesso. Per produrre un’auto si spendono circa 7 tonnellate di Co2, di queste solo una piccola parte si deve all'utilizzo quotidiano: la maggior parte si deve a smaltimento e riciclo delle componenti a fine ciclo di vita, appunto. Utopia? Non troppo, dato che l'impianto pilota per questi carburanti, in Germania è già realtà, mentre un secondo è in fase avanzata di costruzione in Texas e già nel 2014 potrebbero nascere i primi impianti commerciali.




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