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Auto Ambiente e Città

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PSA Peugeot Citroën partecipa a "Progetto Città", la 2a mostra dell´Architettura, dell´Urbanistica, delle Tecnologie e dei Servizi per lo Sviluppo del Territorio, che si tiene nella Fiera di Milano dal 19 al 22 febbraio 2003.

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La presenza a livello di gruppo, anziché dei singoli marchi Peugeot e Citroën che mantengono una forte differenziazione, si basa sul "savoir faire" comune, che si esprime nella ricerca e sviluppo tecnologico, oltre che nella progettazio-ne e produzione mediante la politica delle piattaforme industriali.

PSA Peugeot Citroën è in forte espansione: i 3.267.000 veicoli venduti nel 2002 rappresentano una crescita del 55% in 5 anni e portano il Gruppo al 2° posto nella classifica costruttori con il 15,5% del mercato europeo e il 5,8% di quello mondiale.

In Italia il Gruppo è ben rappresentato dai suoi due marchi, Peugeot e Citroën, che hanno registrato una crescita complessiva dal 6,5% al 9,7% negli ultimi 5 anni. Ma la presenza di PSA Peugeot Citroën nel nostro Paese è testimoniata anche dai 2,04 miliardi di Euro di acquisti effettuati direttamente in Italia o presso fornitori italiani in Francia.

L´insediamento "storico" in una città come Milano e in una regione, la Lombar-dia, particolarmente sensibili alle problematiche ambientali, ha permesso e permetterà ai due Marchi di declinare con offerte specifiche e differenziate la comune tecnologia, tra le più avanzate in materia di riduzione dei consumi e di rispetto per l´ambiente.



Nella Conferenza Stampa del 19 febbraio, tenutasi nell´ambito di "Progetto Cit-tà", Marc Bocqué, responsabile della comunicazione del gruppo in materia di innovazione, tecnologia e ambiente, ha evidenziato le tre sezioni in cui si artico-la la presenza sullo stand.

Prima di tutto le tecnologie attuali in materia di antinquinamento: considerando che per almeno due decenni i motori termici resteranno l´offerta predominante del mercato dell´auto, la tecnologia sviluppata dal Gruppo nel settore dei motori diesel HDi consente la riduzione del 20% di Co2, del 40% di CO e del 50% di idrocarburi incombusti.
Inoltre il Filtro Attivo Antiparticolato permette un abbattimento pressoché totale del particolato, 10.000 volte inferiore rispetto ad una vettura "Euro3".

Lanciato con la Peugeot 607, il FAP ha successivamente equipaggiato le 406, 307 e la nuova monovolume Peugeot 807.
La competenza si esprime nelle cifre di produzione: 1.6 milioni di motori Diesel costruiti nel 2002, di cui 1.4 milioni HDi (400.000 con cilindrata 1.4 in collabora-zione con Ford).

A questo proposito, Marc Bocqué ha annunciato che entro il 2005 saranno 3 milioni i motori prodotti ogni anno, di cui 1 milione equipaggiati con il FAP.

Ovviamente non va dimenticato il know-how sviluppato nel settore benzina, la cui espressione migliore è oggi rappresentata dai propulsori HPi, ad iniezione diretta.



La presenza sullo stand continua con il polo dei veicoli ibridi, "il cui sviluppo av-verrà dalla fine del 2003, inizio 2004, al 2007 in tre fasi, non necessariamente consecutive".
  • I Mini hybrids integrano la funzione Stop & Start, che consentono una riduzione del CO2 dal 5 al 7%.
  • I Mild hybrids, per i quali il contenimento delle emissioni raggiunge il 15%.
  • I Full hybrids, il cui obiettivo è il raggiungimento della modalità "Zero Emission Vehicle".

Lo sviluppo di queste tecnologie va di pari passo con la ricerca sulla Pila A Combustibile, evidenziato sullo stand da Ranch Taxi PAC e da H2O. Ha sottolineato Marc Bocqué che "lo sviluppo dei veicoli ibridi non rappresenta tanto un problema di padronanza della tecnologia, quanto di rapporto co-sti/benefici ambientali".

Infine la sezione dei veicoli elettrici, nei quali PSA Peugeot Citroën è leader mondiale. Pur riconoscendo che si tratta di un volume di produzione trascurabi-le, il responsabile della comunicazione del Gruppo evidenzia la preziosa espe-rienza che PSA raccoglie a beneficio proprio dello sviluppo della Pila A Combu-stibile e dei veicoli ibridi.

Esempi concreti del know how in materia sono in Francia e in Italia, a Brescia, dove, in collaborazione con gli enti locali, si promuovono nuovi modi di utilizzare l´auto, esasperando il concetto di intermodalità dei mezzi di trasporto.




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