Notizie dal Mondo dei Motori
Autovelox Clonati

Autovelox Clonati

È arrivata la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica di Sala Consilina (Salerno) nei confronti di 10 persone nel Vallo di Diano. In più, denuncia da parte della Guardia di Finanza di 300 persone, il tutto per illeciti su autovelox.

Dimensione Carattere:

Uno scandalo enorme, una questione che si trascina da anni: autovelox clonati in 120 Comuni dal 2007 al 2009. Adesso è stato fatto un bel passo avanti. Anzitutto, è partita la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Sala Consilina (Salerno) nei confronti di 10 persone nel Vallo di Diano. Inoltre, ecco la denuncia, da parte della Guardia di Finanza, di 300 persone tra pubblici ufficiali, funzionari, amministratori, politici, impiegati.

Il via grazie ai fascicoli già trasmessi a stralcio presso 92 Procure della Repubblica competenti per territorio in ambito nazionale. È così che si è conclusa l’attività di indagine principale disposta dal procuratore della Repubblica di Sala Consilina, Amato Barile, ed eseguita dai finanzieri di Sala Consilina: oggetto, le numerose fasi del servizio di accertamento illeciti stradali a mezzo apparecchi autovelox. Che risulterebbero clonati, manomessi e illegalmente installati su migliaia di strade in oltre 120 Comuni italiani, negli anni dal 2007 al 2009. Il condizionale è d’obbligo, visto che manca la sentenza di condanna definitiva.

Ipotizzati i reati di associazione a delinquere, turbata liberà degli incanti, abuso d’ufficio, falsità ideologica, usurpazioni di funzioni pubbliche, il tutto finalizzato alla truffa aggravata per gli automobilisti. Dietro al giro sporco, ci sarebbe la Garda Segnale Srl di Desenzano del Garda (Brescia). Oltre 100.000 verbali redatti per eccesso di velocità, con multe per 13 milioni di euro.

Chi ha messo in piedi la truffa utilizzava il paravento della sicurezza stradale: autovelox a fin di bene. Peccato che gli autovelox fossero clonati (un numero di matricola utilizzato per decine di apparecchi), non omologati, non revisionati e non tarati. Senza contare che gli autovelox venivano, stando all’accusa, illecitamente posizionati su strade non appositamente individuate dalle ordinanze prefettizie.

Per giunta, gli autovelox erano manomessi: questo sarebbe stato accertato da consulenze tecniche disposte dalla Procura. Le macchinette rilevavano la velocità con uno scarto dai 10 a 30 km/h in più rispetto alla reale velocità tenuta dai veicoli di passaggio. Fosse vero, sarebbe pazzesco.

Ci si spartiva la torta, con gli amministratori intrallazzati, nonostante la le direttive ministeriali abbiano più volte ribadito il divieto di corrispettivo alla ditta che concedeva gli autovelox di percentuali sulle infrazioni elevate.

È stato analizzato di tutto dei Velomax512 e Traffiphot III SR: Cpu clonate, rilevatori ottici e fotografici, software, computer, documentazione amministrativa, fiscale, bancaria e postale in grande quantità. Un’industria del malaffare, secondo l’accusa: assistenza contrattualistica per la stipula del contratto di affidamento, posizionamento degli apparecchi sulle strade, sviluppo e stampa delle foto, spedizione dei verbali, assistenza legale fornita ai Comuni per i ricorsi. Una macchina infernale.

C’era pure la delibera già pronta per attivare i controlli. Per quanto riguarda gli appalti, si fingeva che ci fossero cinque ditte concorrenti, ma in realtà facenti capo a un’unica azienda.

Forse è anche per questa vicenda che, nel 2009, è arrivata la Direttiva Maroni sugli autovelox, da utilizzare per la sicurezza stradale e non per arricchirsi. Chissà se sarà bastata a togliere il viziaccio ai Comuni...




Newstreet.it - Auto e Motori

Servizi e Link Consigliati