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Autovelox e Patente a Punti... Di Vista

Autovelox e Patente a Punti... Di Vista

Non rimarrebbe che piangere su questa situazione “grama” di repressione che sta invadendo tutte le nostre strade ed autostrade al solo scopo di fare reddito, pubblichiamo il sacrosanto sfogo di alcuni assidui frequentatori del forum di www.autovelox.info.

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Leggete attentamente e gustatevi, oltre alle condivisibili amare considerazioni, anche il sottile humor.

Siamo un gruppo di utenti della strada abituati, grazie ad Internet, a scambiarsi opinioni ed esperienze in materia di circolazione stradale, non condividendo, da qualunque parte giungano, gli atteggiamenti esagerati e tanto meno quelli offensivi. Internet ci permette di "incontrarci" anche se viviamo in zone d'Italia lontane tra loro e quindi possiamo farci un'idea più realistica della situazione complessiva, alcuni aspetti della quale riteniamo opportuno sottolineare.

Nelle notizie e nei commenti che i mezzi di informazione distribuiscono in materia, si nota un'evidente impronta comune: si parla di automobilisti indisciplinati, di "novelli Schumacher" severamente puniti, di moltitudini di infrazioni relative alla velocità e così via.

L'obiettivo di tutti questi messaggi è, ci sembra, "promuovere" l'idea secondo cui le due frasi "violare il codice della strada" e "guidare in maniera pericolosa e irresponsabile" sono equivalenti. Colui che supera il limite di velocità è automaticamente, sempre e comunque, un novello Schumacher meritevole di condanna e severa punizione.

Quasi onnipresenti sono i numeri relativi a incidenti e morti e le allusioni più o meno esplicite alla velocità come causa primaria dei sinistri. La necessità (sacrosanta) di prevenire gli incidenti viene quindi sempre sottintesa come motivazione unica alla base di tutta l'attività repressiva i cui successi (in termini di multe, verbali, punti sottratti, patenti ritirate) sono frequentemente sottolineati, il più delle volte (per non dire sempre) con un tono che, se non è plaudente, senz'altro è privo di qualunque critica.

Nel funzionamento di questa "repressione preventiva" ci deve essere però qualche cosa che non quadra. È un po' come se qualcuno con una carabina sofisticatissima stesse sparando verso un albero per colpire un volatile che però è appollaiato su un altro albero e, sentendo ancora il canto del volatile, intensificasse il ritmo degli spari verso l'albero sbagliato, come se lo scopo non fosse "colpire il volatile" ma "sparare".

Probabilmente il numero di incidenti e morti è effettivamente calato (anche se dati e statistiche si possono leggere in tante maniere), ma la percentuale del calo non sembra paragonabile all'incremento delle contravvenzioni, che sono aumentate esponenzialmente assieme alla quantità di denaro da esse derivante.

Senza dubbio oggi le forze dell'ordine hanno in mano "armi" di repressione molto più potenti e sofisticate, ma come le stanno adoperando? Quali sono, nella realtà di tutti i giorni, i comportamenti pericolosi che vengono effettivamente puniti?

Ci sono (chiunque circoli e non voglia essere ipocrita lo sa bene) tantissimi tratti di strada in cui i limiti di velocità sono assurdi, oppure hanno senso soltanto in alcune circostanze; eppure proprio lì e nelle ore di minor traffico è facile trovare l'autovelox.

La maggioranza delle multe cui si riferiscono le statistiche è di questo tipo: punizione inflessibile e salatissima per infrazione formale, che nulla ha a che fare con gli incidenti. Ad esempio, a seguito di notturni scontri mortali provocati da gente che, magari anche alterata, cammina a 160, si multa senza appello chi (sveglio, sobrio e calmo) supera di 20 km/h su una strada extraurbana diritta e deserta un limite 50 introdotto per via del forte traffico nelle ore di punta.

Si spendono fior di quattrini per installare sofisticate macchinette rilevatrici di ogni sorta, ma non si mettono in ordine coerentemente i segnali stradali, non si correggono i tanti limiti di velocità oggettivamente esagerati, con il risultato che più strada uno fa e più rischia, pur guidando in maniera del tutto ragionevole e mai foriera di incidente, di prendere esose multe (come ben sa chi, per esempio, si sposta per lavoro).

Autoritarismo e non autorevolezza. Di conseguenza, abbastanza ovviamente, le multe aumentano a dismisura ma gli incidenti (specie quelli gravi) non diminuiscono o diminuiscono, in proporzione, di molto poco.

Per non parlare di come il reo viene informato sulla multa presa. La contestazione immediata dell'infrazione, il metodo più corretto, diventa sempre più rara e, ciliegina sulla torta, le multe "differite" arrivano dopo mesi, grazie ad un termine "legale" di ben 150 giorni, che sarebbero sufficienti a recapitarle anche a piedi.

Da un lato discorsi sull'effetto psicologico della sottrazione dei punti patente, che dovrebbe indurre a maggiore prudenza nel timore di perdere altri punti; dall'altro un meccanismo di notifica grazie al quale uno (specie se usa muoversi su strade che non conosce bene) può, senza saperlo, avere già preso multe tali da azzeragli il punteggio.




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