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Berline di lusso, ibride e SUV nel futuro di Aston Martin

Berline di lusso, ibride e SUV nel futuro di Aston Martin

L’obiettivo del marchio è incrementare i volumi di vendita a circa 10 mila esemplari l’anno.

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L’arrivo del neo Presidente Andy Palmer, che ha colmato un vuoto che durava da tempo dopo l’addio di Ulrich Bez, ha ridato slancio e fiducia ad Aston Martin che si prepara ora ad una nuova offensiva con scadenza 2020. La Casa britannica e il suo Ceo si apprestano a chiedere ai principali azionisti (Investment Dar del Kuwait e Investindustrial della famiglia Bonomi controllano il 93% di quota) ulteriori finanziamenti e investimenti per supportare un programma certamente ambizioso, ma allo stesso tempo alla portata. Inizialmente, Aston Martin dovrebbe ricevere in dote tra i 100 e i 150 milioni di sterline.Il programma prevede un considerevole ampliamento della gamma con il debutto, entro il 2020, di nuove berline di lusso, varianti ibride e del già preannunciato SUV, il tutto riportando in auge anche la storica firma Lagonda.

L’obiettivo del marchio è incrementare i volumi di vendita globali a circa 10 mila esemplari l’anno, un bel balzo in avanti non solo rispetto al bilancio 2013 (4.200 unità), ma anche al picco raggiunto nel 2007 con 7.300 vetture. Prima di tutto, sarà però necessario riportare la Casa in attivo dopo il rosso netto da 16,7 milioni di sterline dell’esercizio 2013. Secondo la Reuters, la nuova strategia espansionistica di Aston Martin sarà svelata ufficialmente in occasione del Salone di Ginevra 2015 (apertura al pubblico dal 5 al 15 marzo). Un contributo all’offensiva del costruttore di Gaydon arriverà anche dalla collaborazione con il Gruppo Daimler che gestisce una quota del 5%. Importante in tal senso è il rapporto di amicizia tra i due Presidenti, Andy Palmer e Dieter Zetsche, che risale ancora ai tempi di quando Palmer “serviva” Ghosn in Nissan.




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