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BMW: Idrogeno tra pochi anni

BMW: Idrogeno tra pochi anni

Dall’economia del petrolio a quella dell’idrogeno. BMW Italia ha presentato i risultati di una ricerca indipendente commissionata al Politecnico di Milano. Lo studio condotto dal prof. Ennio Macchi del Dip. di Energetica ne dimostra la fattibilità.

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Secondo lo studio condotto dal prof. Ennio Macchi del Dipartimento di Energetica, la produzione d’idrogeno su larga scala può essere economicamente e tecnicamente fattibile in tempi brevi. A parità di contenuto energetico, il costo dell’idrogeno all’utente finale può essere ridotto a un valore circa doppio rispetto a quello della benzina e del gasolio senza tasse.

L’idrogeno liquido, scelto dal Gruppo BMW per lo sviluppo delle sue auto a "emissioni zero", dimostra di poter avere un costo finale alla pompa pari a quello dell’idrogeno gassoso compresso. Si aprono così nuove prospettive commerciali per il combustibile pulito per eccellenza. In Italia l’investimento necessario per una significativa infrastruttura di produzione e distribuzione dell’idrogeno è pari al 2% del gettito fiscale annuo sui combustibili del settore trasporti.

"Per creare rapidamente le condizioni generali essenziali allo sviluppo di un’economia basata sull’idrogeno è assolutamente necessario che vi sia un consenso europeo - ha spiegato Christoph Huss, Direttore Politiche Ambientali e Gestione del Traffico del Gruppo BMW -. In una prima fase, dopo che è stata dimostrata la fattibilità tecnica, occorrerà dimostrare la fattibilità commerciale di un’economia basata sull’idrogeno".

"In Germania - ha aggiunto Huss - l’attuale infrastruttura di distribuzione dei prodotti petroliferi ha un valore di 2-3 miliardi di euro. Un’infrastruttura completa per l’idrogeno richiederebbe una spesa analoga. Nei casi in cui si riterrà che l’idrogeno sia suscettibile di assicurare una redditività a lungo termine anche le società energetiche investiranno nella creazione delle infrastrutture di distribuzione".

Una ricerca coordinata dal prof. Macchi del Dipartimento di Energetica

Forte dell’impegno con cui - da oltre vent’anni - la Casa di Monaco sta portando avanti lo sviluppo delle sue auto a Idrogeno e consapevole degli eccezionali risultati ottenuti dai propri tecnici in collaborazione con i migliori centri di eccellenza del mondo, BMW Italia S.p.A. ha commissionato una ricerca indipendente al Politecnico di Milano.

Il lavoro, svolto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Energetica del Politecnico di Milano e coordinato dal prof. Ennio Macchi, ordinario di Conversione dell’energia, risponde in maniera molto soddisfacente alle necessità di chi, come il Gruppo BMW, è impegnato a costruire un futuro in cui, grazie alla diffusione del combustibile "pulito" per eccellenza, si affermi l’auto totalmente compatibile con l’ambiente.

Le necessità concrete riguardano l’individuazione di strade tecnologicamente ed economicamente percorribili per la diffusione a breve-medio termine del nuovo combustibile, e la contemporanea e veloce opera di sviluppo di soluzioni tecniche e tecnologiche che ne consentano l’indipendenza dai combustibili fossili.

Soltanto grazie all’utilizzo di risorse rinnovabili di partenza per la produzione del combustibile, l’economia dell’idrogeno può permettere di raggiungere il completo abbandono dell’economia del petrolio e dei combustibili fossili. Questa è la visione finale a lungo termine BMW: che le sue auto siano alimentate ad acqua ed energia solare come uniche risorse di partenza, con la realizzazione di un sistema energetico totalmente eco-compatibile.

La volontà BMW di mettere sul mercato già nei prossimi anni automobili non inquinanti alimentate a Idrogeno, rispondendo così alla crescente richiesta da parte della società e delle istituzioni, deve essere accompagnata dall’individuazione di soluzioni efficaci per le infrastrutture, i sistemi di produzione e immagazzinamento, la diffusione della cultura stessa legata all’utilizzo del nuovo combustibile.

Economicità e fattibilità

Lo studio del Politecnico di Milano giunge a conclusioni molto interessanti sull’economicità e sulla fattibilità tecnologica immediata di impianti di produzione e metodi di distribuzione e stoccaggio dell’idrogeno e per questo sceglie di fare riferimento a combustibili fossili di partenza: non derivati dal petrolio o dal gas, ma il più economico e diffuso carbone, che può, con opportune scelte tecnologiche, produrre idrogeno con centrali "zero emission", sia in termini di inquinanti, sia in termini di gas serra. Il taglio con cui è affrontato l’argomento è quello di esaminare le prospettive tecnico-economiche facendo riferimento alla realtà italiana e in maniera specifica a quella lombarda e milanese.

Il rapporto evidenzia conclusioni di grande interesse. La prospettiva di utilizzare il vettore energetico idrogeno nei trasporti si dimostra enormemente attraente. Per l’idrogeno liquido, scelto dai tecnici BMW per lo sviluppo delle future auto (visto che garantisce il migliore rapporto tra peso-ingombro ed energia immagazzinata) è possibile ridurre drasticamente i consumi - e conseguentemente i costi di produzione - nei processi di liquefazione, adottando schemi innovativi per i quali il rapporto di ricerca individua caratteristiche e rendimenti. Lo studio evidenzia l’opportunità di puntare su grandi taglie di impianto.




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