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Caos Pedaggi Autostradali

Caos Pedaggi Autostradali

Il Consiglio di Stato ha deciso: resta in vigore lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali, deciso dal Tribunale amministrativo del Lazio la scorsa settimana contro le disposizioni della Manovra economica. Ma verranno eliminati i rincari ai caselli?

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Seconda sconfitta per il Governo: il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta formulata da Anas e presidenza del Consiglio, che chiedevano misure provvisorie contro la decisione del Tar di sospendere gli aumenti dei pedaggi. Il Consiglio di Stato ha invece mantenuto il blocco agli aumenti su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas. Ma non finisce qui: è stato fissato al 31 agosto la discussione dell’istanza in camera di consiglio. In quella data, la parola fine alla vicenda.

Secondo il Consiglio di Stato, la situazione controversa va conservata immutata in tutti i suoi aspetti, sino alla decisione cautelare da parte del collegio; allo stato delle cose non ricorrono gli estremi per una misura cautelare connotata dalla estrema urgenza, sollecitata dal Governo.

L’appello del Governo contro l’ordinanza del Tar potrà essere esaminato (nel rispetto del contraddittorio tra le parti) nella camera di consiglio fissata per il 31 agosto.

Tutto era cominciato quando l`Anas (il gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale; una società per azioni il cui socio unico è il ministero dell’Economia ed è sottoposta al controllo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) aveva comunicato che a decorrere dal 1° luglio 2010, presso le stazioni di esazione relative alle autostrade a pedaggio assentite in concessione che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta Anas, si sarebbe applicata la maggiorazione tariffaria forfettaria di un euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi 3, 4 e 5. La maggiorazione tariffaria non poteva comunque comportare un incremento superiore al 25% del pedaggio altrimenti dovuto.

Le entrate derivanti dall`attuazione del provvedimento sarebbero andate a riduzione dei contributi annui dovuti dallo Stato per investimenti relativi a opere e interventi di manutenzione straordinaria anche in corso di esecuzione da parte dell`Anas.

Il Tar Lazio aveva in seguito bocciato gli aumenti e i nuovi ingressi a pagamento, accogliendo i ricorsi delle Province 1 di Roma, Rieti e Pescara e di decine di Comuni sull’asse Lazio-Abruzzo: il rincaro è una legnata per i pendolari per lavoro verso le aree metropolitane.

Adesso resta il dubbio: visto che dopo la sentenza del Tar gli aumenti non sono stati eliminati, cosa avverrà dopo la decisione del Consiglio di Stato? Eliminazione dei rincari?




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