Notizie dal Mondo dei Motori
Chevrolet Trax vocazione fuoristrada

Chevrolet Trax vocazione fuoristrada

Chevrolet Trax ricorda molto da vicino i grandi SUV a Stelle e Strisce. Tuttavia le abitudini d'OltreOceano possono essere riprodotte in scala minore e adattate al contesto...

Video  Chevrolet Trax

Dimensione Carattere:

Caricare su un Airbus A380 e importare nella Vecchia Europa i vertiginosi canyon del Colorado, le aride steppe del Texas, le praterie a perdita d’occhio dell’Iowa, la variopinta fauna delle Montagne Rocciose? Insomma, lo stile di vita “wild”, così idealizzato da queste parti, dell’America più profonda? “Everything is possibile”, tutto è possibile, grazie alla visione globale Chevrolet. A patto che anche il profilo dimensionale rispecchi la natura di un Continente, il nostro, che con gli Stati Uniti ha in comune assai pochi temi, spazio e mentalità in primo luogo. Durante la trasvolata, una gola si restringerà così in un piccolo crepaccio, la steppa in una piana dalla vegetazione brulla, una desertica highway dritta come un spago in un breve tratto rettilineo di autostrada. A bordo di Trax, sport utility di taglia “small” che nelle sembianze ricorda molto da vicino i grandi Suv a Stelle e Strisce, le abitudini d’Oltreoceano possono tuttavia essere “zippate” e adattate a un contesto differente. Abbiamo, infatti, le proporzioni classiche del fuoristrada da tappe “marathon”, ma riprodotte in scala minore. C’è la seduta rialzata, ma in fondo non così alta. Non manca la trazione integrale, ma in versione “light”, cioè inseribile all’occorrenza. Spuntano, infine, motori potenti ed efficienti, sia diesel che benzina, ma pur sempre calibrati sulle particolari abitudini di guida europee.

Chevrolet, missione “glocal”
Il plusvalore di ogni progetto General Motors (industria che nel caso specifico atterra alle nostre latitudini col Cravattino Dorato stretto al collo) risiede proprio nell’abilità di calarsi a meraviglia nell’ambiente locale e di sfornare un prodotto cucito su misura per le singole esigenze di quel luogo, senza per questo snaturare la sua ultrasecolare vocazione internazionale. Fratello gemello di Opel Mokka, già sulle strade e pure in grado di conquistare in breve tempo più cuori di quanti i propri creatori non immaginassero, Chevrolet Trax (in vendita da fine aprile) condensa insomma la robustezza, la modularità e la tecnologia dinamica e di cabina (MyLink) tipiche di ogni Suv che si rispetti con altri fattori come ingombri, sostenibilità e rapporto qualità/prezzo che, mai come oggi, scalano posizioni tra i criteri d’acquisto di qualsiasi vettura.

In principio era il Suburban
Che Chevrolet abbia confezionato uno sport utility coi fiocchi, non c’è dopotutto da meravigliarsi. Perché è proprio al popolare marchio di GM, che si deve l’invenzione dell’automobile che inconsapevolmente, decenni dopo, avrebbe ispirato la diffusione di un fenomeno di massa. Lo Chevrolet Suburban Carryall, per convenzione l’antesignano del moderni Suv, nacque esattamente 78 anni fa (1935): mano a mano, nel corso del suo longevo ciclo di vita introdusse freni idraulici, vetro di sicurezza, sospensioni anteriori a ruote indipendenti, piantone dello sterzo ad assorbimento d’urto e freni con sistema antibloccaggio. Ecco, per raggiungere l’aspetto in cui si mostra e le funzionalità di cui è capace, Trax (assonanza non casuale con la Chevrolet Tracker del 1988) ha iniziato il suo percorso di studi dal vecchio Suburban. Rapida panoramica esterna del nostro Suv fabbricato per l’Europa da GM Korea (ex Daewoo): l’impressione, attraverso linee decise e la speciale combinazione di lunghezza (4,2 metri), altezza (1,6 m) e larghezza (1,7), è innanzitutto quella di un’auto ben piantata a terra. La griglia sdoppiata raffigurante l’iconico cravattino Chevrolet, i passaruote pronunciati e la parte posteriore della fiancata molto mossa, insieme alla linea del tetto rastremata al posteriore che si unisce allo spoiler integrato nella carrozzeria, sono gli elementi di carrozzeria che la distinguono dalla concorrenza, anche infragruppo (Mokka).

In “presa” diretta
Gli interni, a loro volta, si caratterizzano per linee fluide, soluzioni moderne e un abitacolo ben organizzato. E’ possibile scegliere fino a otto configurazioni dei sedili. Nella parte posteriore della consolle centrale, facilmente accessibile per i passeggeri posteriori si trova una normale presa da 230V, da utilizzarsi per ricaricare laptop e altri dispositivi elettronici senza bisogno di adattatore. A pensarci, è l’uovo di Colombo: quante volte abbiamo imprecato a causa della batteria ai minimi termini di cellulare, notebook, fotocamera, rasoio elettrico (…) e via dicendo, col cavo di alimentazione tradizionale fra le mani e tanta voglia di scardinare la solita, e in quel momento inutile, presa per accendisigari. Ebbene, sui comodi sedili di seconda fila si sta oggi come a casa, rassicurante presa domestica a tre vie compresa. Capillare la distribuzione di vani portaoggetti, tra cui il cassetto sotto il sedile passeggero anteriore (di serie sugli allestimenti superiori) e due fessure porta-guanti, in una delle quali si trovano gli attacchi Usb e Aux-in per connettere comodamente iPod, smartphone e altri elettro-aggeggi di sorta. Il bagagliaio? Può raggiungere un massimo di 1370 litri, ma ulteriore spazio è disponibile sotto il pianale di carico. Oltre ai sedili posteriori abbattibili asimmetricamente 60/40, è possibile reclinare a filo anche lo schienale del sedile passeggero anteriore, aumentando così la flessibilità e consentendo il trasporto di oggetti fino a 2,3 metri. Proprio così: disteso per il lungo, su una Trax alloggia pure il cestista Yao Ming. D’accordo, siamo realistici e diciamo…una tavola da surf.




Newstreet.it - Auto e Motori

Servizi e Link Consigliati