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Chrysler investe altri 600 milioni

Chrysler investe altri 600 milioni

Chrysler ha annunciato che investirà 600 milioni di dollari nell’impianto di assemblaggio di Belvidere (Illinois): l’azienda americana del Gruppo Fiat conferma che l’impianto produrrà i futuri modelli dal 2012. Da giugno 2009, investiti 2,1 miliardi.

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Che Fiat abbia fatto un affare ad accaparrarsi una quota di Chrysler lo dimostrano anche gli ultimi investimenti della Casa americana. Infatti, dalla sede di Auburn Hills, nel Michigan, Chrysler Group ha annunciato che investirà 600 milioni di dollari nell’impianto di assemblaggio di Belvidere (Illinois) per sostenere la produzione dei futuri modelli nel 2012. Non solo: dalla costituzione della nuova azienda nel giugno 2009, gli investimenti nelle strutture statunitensi sono stati aumentati a 2,1 miliardi di dollari.

Questo investimento consentirà la costruzione di un reparto carrozzeria di 59.270 metri quadrati e l’installazione di nuovi macchinari, di attrezzature e di apparecchiature per la movimentazione dei materiali. I lavori di espansione della struttura sono iniziati la scorsa estate e saranno completati nel 2011.

A tutto questo, probabilmente anche con la benedizione di Obama, che ha sempre spinto l’industria dell’auto Usa, hanno contribuito pure i politici dell’Illinois: il Governatore Pat Quinn, il senatore Dick Durbin, il membro del Congresso Don Manzullo e il sindaco di Belvidere Frederic Brereton.

Secondo Scott Garberding, vicepresidente di Chrysler Groug, con l’aiuto della politica, "sarà possibile ampliare e ristrutturare l’impianto di assemblaggio di Belvidere in modo da consentirci di produrre i modelli di nuova generazione e soddisfare così le esigenze dei nostri clienti".

Immancabile la collaborazione dei sindacati, che in Usa è molto più fruttuosa rispetto a quanto avvenga in Italia: gli investimenti sono una dimostrazione del sostegno fornito dal sindacato UAW e dell’impegno delle maestranze specializzate nella realizzazione di alcuni dei veicoli più avanzati che sono in circolazione oggi sulle strade. Lo ha ricordato lo stesso Garberding: con l’applicazione del World Class Manufacturing, lo stabilimento di Belvidere diventerà "uno degli impianti di assemblaggio più efficienti e sicuri al mondo". Lì attualmente si producono i modelli Jeep Compass, Patriot e Dodge Caliber.

Da giugno 2009, Chrysler Group ha compiuto significativi passi in avanti nel costruire una azienda di successo: ha registrato un utile operativo pari a 326 milioni di dollari nel primo semestre 2010; ha annunciato potenziali investimenti pari a un miliardo di dollari nell’impianto di assemblaggio di Sterling Heights (Michigan), nelle strutture di stampaggio limitrofe e nell’impianto GEMA di Dundee (Michigan).

E la bontà della scelta di Fiat viene confermata da numerosi altri dati: ha aggiunto un secondo turno di produzione (pari a circa 1.100 posti di lavoro) nell’impianto di assemblaggio di Jefferson North (Detroit); ha anticipato la creazione di circa 900 posti di lavoro grazie all’introduzione di un secondo turno nell’impianto di assemblaggio di Sterling Heights (Michigan) nel primo trimestre 2011; ha introdotto il nuovo Jeep Grand Cherokee 2011 lo scorso maggio; e si è impegnata a investire più di 343 milioni di dollari presso lo stabilimento per la produzione di sistemi di trasmissione di Kokomo, Indiana.

Ottime news anche dal lato motori. È in ballo un investimento di 179 milioni di dollari per avviare la produzione del motore FIRE (Fully Integrated Robotized Engine) da 1,4 litri e 16 valvole presso l’impianto GEMA (Global Engine Manufacturing Alliance) a Dundee nel Michigan, che consentirà la creazione di oltre 150 nuovi posti di lavoro.

Fra l’altro, con le elezioni di medio termine, appena terminate negli Usa, che hanno fatto registrare una vittoria dei repubblicani, un eventuale cambio di politica non farebbe mutare la situazione per Chrysler: lo ha assicurato l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne. Anche perché proprio adesso, ha detto l’ad del Lingotto, "la Chrysler ha cominciato a funzionare e sta producendo utili. Guardandolo oggi possiamo dire che l’investimento che gli Stati Uniti hanno fatto su queste aziende è stato estremamente saggio".
Infine, va segnalata un’ipotesi che è stata ventilata nelle ore scorse: la creazione di una società mista tra Fiat e Chrysler per la gestione di un polo produttivo (Mirafiori, più Bertone di Grugliasco) destinato a realizzare i modelli nati dalla fusione industriale tra il Lingotto e Detroit. Chiaramente, si deve prima completare lo spin off di gennaio 2011 che dividerà la società dell’auto da Fiat industry (qui confluiranno le produzioni di trattori e camion).




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