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Citroen DS5 – Prova su strada

Citroen DS5 – Prova su strada

La “shooting break” transalpina si mostra fin dal primo sguardo come autentica scultura aerodinamica, dalle linee fluide e tese, promessa di dinamismo. Ma le prestazioni?

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Reincarnazione della “Dea”, atto III. Con DS5 i francesi di Citroen, confermatisi autentici maestri di marketing, hanno completato lo scorso gennaio l’audace quanto familiare trilogia DS. Coraggiosa scommessa commerciale oltre che seducente esercizio stilistico, la gamma “Déesse” fiutava avvisaglie della propria fortuna già dai bilanci dei primi due esperimenti: 135.000 pezzi la DS3, 20.000 ordini la DS4. All’ultima arrivata, il board Citroen non poteva quindi che riservare un target altrettanto ambizioso: 40.000 unità annue. E l’esplosione del mercato cinese (la DS5 viene assemblata proprio nello stabilimento del Gruppo PSA di Shenzhen, Cina meridionale), già il secondo al mondo per il Double Chevron, sembra pienamente legittimarne le aspirazioni.

Dea della Fantasia
Dunque al logo DS gli uffici centrali parigini attribuiscono dignità da vero e proprio “brand nel brand”, sfruttando il successo dei primi due modelli per calcare la mano, con la terza (ma non ultima!) serie, sul lato sperimentale. E in effetti le soluzioni tecniche e architettoniche sono tutt’altro che le solite note, fatta eccezione casomai per il pianale a passo lungo ripreso dalla DS4. L’alternativa “chic” all’offerta premium tedesca è per il resto un tripudio di qualità, eleganza e tecnologia cui la concorrenza generalista ancora non ha ancora saputo opporre alcuna controfigura. Di fronte a noi si materializza dunque un’auto di dimensioni notevoli (4,53 metri di lunghezza), ben dissimulate da proporzioni armoniose e sbalzi minimi, e che ancora non sa se classificarsi tra le station wagon, le monovolume o i crossover. Il disegno esterno è un’alchimia azzeccata ma in parte tradisce: il vano bagagli non è poi così generoso (468 litri), mentre l’accesso posteriore leviga ma non cancella i disagi mostrati dalla DS4. Ciò non toglie che il comfort di bordo risulti squisito in qualsiasi condizione di marcia (un raggio di sterzata di soli 11,2 metri agevola le manovre cittadine) e attraverso l’impiego di pelli e metalli lussuosi sposi alla grande il principio di “haute couture” che Citroen intende diffondere. Proprio vero che una DS i gusti e le esigenze non li asseconda ma li plasma “ex novo”, come si evince anche da una strumentazione perimetrale di forte influenza aeronautica (tastiera “appesa” al tettuccio) e un connubio singolare ma vincente tra motivi classicheggianti (cromature, cuciture) e dettagli all’avanguardia.

Prego, beve qualcosa?
Dettagli come…il programma motori? No, perché il lancio di un esemplare ibrido a gasolio un dettaglio non lo è affatto. Si salga sul 1.6 a benzina da 200 cavalli o sul 2 litri turbodiesel HDi da 163 Cv, se si vuole godere di un’esperienza “tradizionale”. Alle voci ecologia e parsimonia compaiono invece sia il noto micro-ibrido 1.6 e-HDi da 112 Cv e 4,4 l/100 km, sia il full hybrid che già equipaggia la Peugeot 3008 Hybrid4 e che si avvale della compartecipazione di un 2 litri turbodiesel (163 Cv) e un elettrico (27 Cv) alimentato da batterie al nickel-metal-idruro. E che all’occorrenza, manettino centrale alla mano, trasmette potenza a tutti e quattro i mozzi ruota. La DS5 Hybrid4 Airdream parte da 37.000 euro: il “sogno” elettrico si paga in sostanza 5.000 euro in più dell’equivalente a combustione interna, posizionandosi al vertice di un listino non esattamente popolare ma dalla interessante dotazione di serie. Già, perché sin da quota 29.300 euro, il prezzo cioè necessario per mettersi in garage la 1.6 THP in allestimento Chic, si beneficia di particolari come i cerchi in lega Houston da 17”, l’avviamento tramite Start Button, il freno di stazionamento elettrico, la radio Cd Mp3 a 6 altoparlanti, presa Usb e Jack, il volante in pelle con comandi integrati e inserti cromati che non esattamente fanno parte del kit di base di qualsiasi vettura. Salendo di livello, le versioni So Chic aggiungono tecnologia Bluetooth, cerchi in lega Canaveral da 18”, interni in pelle Claudia Mistral, orologio analogico, sensori di parcheggio posteriori e il caratteristico tetto cockpit a tre tendine elettriche. A tutto ciò, l’equipaggiamento Sport Chic abbina infine Head Up Display, navigatore satellitare e telecamera posteriore, giusto per citare i fattori di maggior richiamo.

A me lo sguardo
Fatta questa lunga introduzione, “sequestriamo” a campione un esemplare di DS5 e facciamogli le pulci. Dal mazzo esce una 2.0 HDi Sport Chic con cambio automatico, esemplare che si posiziona nella fascia nobile del listino e che Citroen mette fuori a 38.800 euro. Non c’è che dire, la “shooting break” transalpina si mostra fin dal primo sguardo come autentica scultura aerodinamica, dalle linee fluide e tese, promessa di dinamismo. Non somiglia a nessuna delle auto che già conosciamo, se non alla DS4 dalla quale, dopotutto, prende le mosse. Il frontale è l’elemento che più fedelmente conferma l’appartenenza alla linea DS, con la presa d’aria dalle dimensioni generose, l’ampia calandra cromata che integra gli chevron, lo sguardo tagliente sottolineato dai LED dei proiettori. L’intera silhouette, sfoggiando un’alternanza da capogiro di dettagli cromati (fasce laterali, doppio terminale posteriore e profili anteriori), inserti neri lucidi (fasce sul frontale e nella parte posteriore, profilo dei vetri) e ampi cerchi in lega diamantati, si presta come territorio di libero sfogo dei propri sensi. La vista laterale afferma a sua volta una personalità eccezionale, trasmettendo contemporaneamente sensazioni di dinamismo e abitabilità interna. Le fiancate scolpite rapiscono lo sguardo con giochi di luci e ombre, mentre i riflessi di luce sul profilo cromato che va dalla punta dei fari fino ai vetri anteriori si alternano alle ombre create dallo stacco del paraurti posteriore, caratteristica tipica dei veicoli DS. La vista posteriore rafforza ulteriormente la sensazione di sicurezza su strada: ampie carreggiate, doppio terminale cromato integrato al paraurti posteriore, 6 linee di luce che enfatizzano lo sguardo d’insieme. DS5 è aerodinamica (Cx 0,29) miscelata al gusto estetico: le prese d’aria laterali del paraurti anteriore ampliano visivamente il frontale ma al tempo stesso convogliano il flusso d’aria attorno alle ruote. La parte finale della fiancata è invece costituita da un unico elemento in policarbonato che integra i deflettori aerodinamici.




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