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Contributi smaltimento pneumatici

Contributi smaltimento pneumatici

Da settembre un contributo a Ecopneus sull’acquisto di pneumatici nuovi. Da ottobre un contributo all’Aci sull’acquisto dell’auto nuova. Obiettivo, facilitare il recupero degli pneumatici fuori uso e combattere le ecomafie che smaltiscono le gomme.

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Solo qualche giorno fa, Newstreet.it ha dedicato ampio spazio alle ecomafie che, in Italia, smaltiscono illegalmente gli pneumatici fuori uso. Adesso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un Regolamento atto a combattere la criminalità organizzata e a migliorare l’ambiente. Si tratta di due contributi. Il primo, di 3-4 euro (lo fisserà il ministero dell’Ambiente, si parte a inizio settembre), da versare quando si compra una gomma nuova, va a Ecopneus, società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici fuori uso (PFU), creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia in base all’articolo 228 del Decreto legislativo 152/2006. Multinazionali del calibro di Bridgestone, Continental, Goodyear, Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli.

È un "contributo ambientale", non un’ecotassa. Deriva da una disposizione contenuta nel Decreto legislativo 152/2006. È evidenziato in tutti i documenti fiscali di vendita dei pneumatici. Sostituisce un costo da anni incluso nel prezzo di acquisto e montaggio di pneumatici nuovi e dovuto ai costi di recupero che il gommista ha per la sua attività. Così si rende trasparente e chiaro il valore del contributo, per poterlo controllare. E il gommista non dovrà più sostenere questo costo.

Ecopneus vuole identificare tutti i punti della generazione del rifiuto-pneumatico. La mappatura completa di tutti i gommisti, delle stazioni di servizio, officine e, in generale, dei punti dove avviene il ricambio dei pneumatici operanti in Italia (30.000), consente di monitorare i luoghi in cui i pneumatici vengono identificati come "fuori uso". Inoltre, in tale mappatura dei punti di raccolta, saranno inserite anche le aziende di demolizione di veicoli, sulla base degli specifici accordi che verranno stipulati con le relative associazioni. Intende poi promuovere nuovi impieghi dei PFU: promuove la ricerca e lo sviluppo delle applicazioni che possono utilizzare i materiali derivati dai PFU; si impegna anche a diffondere adeguata informazione per ampliarne le possibilità di uso, sia negli ambiti già conosciuti, sia in applicazioni innovative.

Il fatto è che ogni anno, in Italia, arrivano a fine vita circa 380.000 tonnellate di pneumatici risultanti dalla sostituzione dei pneumatici sui veicoli in circolazione. Ma 100.000 vanno a finire chissà dove, probabilmente in discariche illegali, specie al Sud.

A vantaggio dei cittadini infatti, Ecopneus vigilerà sulla corretta applicazione ed utilizzo del contributo ambientale. A sua volta, Ecopneus è soggetta a multe per eventuali inadempienze.

Passiamo al secondo contributo. A partire da ottobre, un contributo all’Aci, all’atto dell’acquisto di un’auto nuova. Un Comitato Aci individuerà, sulla base della documentazione fornita dai Produttori e dagli importatori degli pneumatici, l’entità del contributo per la copertura dei costi di raccolta e gestione degli pneumatici dei veicoli a fine vita e lo comunica all’autorità competente la quale approva l’ammontare del contributo. Che è riscosso dal rivenditore del veicolo all’atto della vendita di ogni veicolo nuovo nel territorio nazionale e versato in un fondo appositamente costituito presso l’Automobile club Italia (Aci). Il tutto per la raccolta e gestione delle gomme delle auto mandate dal demolitore.




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