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Controlli di Velocità per i Ciclomotori

Controlli di Velocità per i Ciclomotori

Dal 1° gennaio 2004 per i ciclomotori che verranno sottoposti alle revisioni previste dalla normativa vigente dovrà essere controllata la velocità massima raggiungibile.

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Dal 1° gennaio 2004 per i ciclomotori che verranno sottoposti alle revisioni previste dalla normativa vigente dovrà essere controllata la velocità massima raggiungibile. Lo dispone una circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevede inoltre che dalla stessa data scatti, sempre in sede di revisione, anche il controllo delle emissioni sia per i ciclomotori che per i motocicli.

Per gli utilizzatori di ciclomotori (e per la sicurezza stradale) il controllo della velocità raggiungibile è una vera rivoluzione. Come è noto - informa l’Osservatorio Autopromotec nel commentare la notizia - la legge stabilisce che i ciclomotori non debbano essere in grado di superare la velocità di 45 km/h. Capita però molto frequentemente che i dispositivi di limitazione della velocità vengano rimossi dopo l’acquisto del ciclomotore. Con l’entrata in vigore dell’obbligo del controllo in occasione delle revisioni periodiche si porrà un freno a questi abusi che hanno certamente un impatto negativo sulla sicurezza stradale.

La normativa prevede una tolleranza del 10%. Ciò significa che i ciclomotori che saranno in grado di oltrepassare la velocità di 49,5 Km/h non supereranno la revisione e dovranno essere riportati a norma del Codice. Secondo l’Osservatorio Autopromotec, emanazione dell’omonima rassegna mondiale di attrezzature e prodotti per l’assistenza ai mezzi di trasporto, l’entrata in vigore del controllo della velocità massima raggiungibile per i ciclomotori è molto importante per la sicurezza in quanto gli abusi in questa materia sono veramente molto diffusi.

La revisione dei motoveicoli è divenuta obbligatoria nel nostro Paese nel 2001 e dopo due anni di rodaggio, il sistema è andato a regime dall’inizio del 2003. La normativa stabilisce che tutti i motocicli soggetti ad immatricolazione (motocicli, motocarrozzette, motoveicoli per trasporto promiscuo, motocarri, mototrattori, motoveicoli per trasporti specifici ed uso speciale) debbano essere sottoposti per la prima volta a revisione nel quarto anno successivo a quello di immatricolazione entro il mese di rilascio della carta di circolazione e successivamente ogni due anni entro il mese corrispondente a quello dell’ultima revisione.

Analogamente i ciclomotori (compresi i quadricicli leggeri) che, com’è noto, non vengono immatricolati debbono essere sottoposti a revisione per la prima volta nel quarto anno successivo a quello del rilascio del certificato d’idoneità tecnica entro il mese di rilascio dello stesso certificato e successivamente ogni due anni entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione.

Nel 2003 sono stati chiamati a revisione, secondo le stime dell’Osservatorio Autopromotec, 4.689.523 motoveicoli. Al termine del primo semestre soltanto 858.268 mezzi sono stati però sottoposti a revisione presso le officine autorizzate. Si può quindi ritenere che vi sia una elevata quota di evasione dell’obbligo. Per cercare di evitare questa situazione fortemente negativa per la sicurezza della circolazione e per l’inquinamento, l’Osservatorio Autopromotec suggerisce al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di inviare, con congruo anticipo, ad ogni proprietario di motoveicolo un avviso per ricordare la scadenza dell’obbligo del controllo per il suo mezzo, analogamente a quanto avviene per la scadenza della validità della patente di guida.




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