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De Tomaso: 5 mesi senza stipendi!

De Tomaso: 5 mesi senza stipendi!

Paura per il futuro della De Tomaso e per i 980 dipendenti che da cinque mesi non vedono la cassa integrazione. La Casa, dal nome nobile, pareva rinascere. Invece questa storia è uno dei simboli della crisi che attanaglia l’Italia. Proteste degli operai.

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Il grande sogno potrebbe svanire. Il progetto di far rinascere la De Tomaso, un nome nobile che fece furore negli anni ’60 con le sue vetture sportivissime e dal design accattivante, potrebbe non andare in porto. Così temono i lavoratori dell’azienda, che nei giorni scorsi hanno presidiato davanti alla sede della Regione per le promesse non mantenute dalla proprietà. Ma facciamo un passo indietro per capirci di più.

Dopo terribili travagli, nel 2009 il marchio De Tomaso venne messo in vendita e comprato dalla Innovation in Auto Industry S.p.A. (IAI) dell’imprenditore torinese Gian Mario Rossignolo (noto nel mondo dell’auto), già proprietaria dello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco (Torino). A parte il cambio di denominazione in De Tomaso Automobili S.p.A. (presidente Rossignolo), il progetto di produzione per il 2011 era sostanzioso. Da Grugliasco (con assemblaggio a Guasticce, Livorno, dove sono stati riassorbiti dipendenti dello stabilimento Delphi) 8.000 auto: 3.000 Suv, 3.000 limousine e 2.000 coupé. Non solo. È stata lanciata la crossover costosa (per una rivoluzionaria tecnica di lavorazione dell’alluminio) De Tomaso Deauville (in onore al modello del 1971) al Salone dell’automobile di Ginevra 2011. Entro fine 2011, era prevista un super sportiva, probabilmente la nuova Pantera. Adesso, però, il duro ritorno alla realtà: i 980 lavoratori non vedono la cassa integrazione da cinque mesi.

Per di più, sull’avvio dell’attività produttiva della Deauville, zero certezze. Anche per questo, la tensione è alle stelle: la vettura di Rossignolo, poche ore fa, è stata circondata da operai per bersagliarla di calci e pugni.

Si attendono gli sviluppi dell’incontro fra l’assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale, Claudia Porchietto, e Gianluca Rossignolo, figlio di Gian Mario e responsabile marketing De Tomaso. Che però non ci sta. Gianluca Rossignolo spiega che la Regione Piemonte ha erogato solo 7,5 milioni di euro: mancano gli altri 11 milioni previsti dal piano iniziale di acquisizione del ramo d’azienda Pininfarina. La De Tomaso ha perso pure parte dei finanziamenti bancari. Chiaramente, la Regione smentisce. Potrebbe però arrivare la manna dal cielo: un socio indiano con 100 milioni di euro da investire per aiutare la proprietà.

Certo che l’avventura della Rossignolo-De Tomaso si presenta piena di spine. Anche l’idea di lanciare un crossover così pesante nella linea (e per il portafogli) è discutibile. Di tutt’altro spessore paiono i progetti di Case come la Tesla, per fare un esempio, che non è partita da un vecchio nome, ma proprio da zero. Per poi ideare berline elettriche e ultra moderne come la Model S. Francamente, pure l’idea di investire con i soldi non propri (ma di Enti locali o europei) non convince in pieno.




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