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DSG 7 Marce - Volkswagen

DSG 7 Marce - Volkswagen

Nuova doppia frizione e alimentazione di olio in funzione delle esigenze permettono un rendimento ancora maggiore Studiato per i motori Volkswagen prodotti in grande serie Consumo di carburante: -20% rispetto a un automatico convenzionale.

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Come la versione a 6 marce, anche il cambio DSG a 7 marce è stato sviluppato interamente dalla Volkswagen. La realizzazione di questo nuovo cambio automatico intelligente ha visto in primo piano l’obiettivo di sposare il comfort di un cambio automatico tradizionale all’efficienza che un cambio manuale presenta in merito a consumo di carburante e prestazioni dinamiche.

Nel corso del lavoro di sviluppo del DSG è emerso con sempre maggiore evidenza che questo sistema di trasmissione permette di ridurre sensibilmente il consumo di carburante, e quindi le emissioni nocive, rispetto a qualsiasi altro tipo di cambio automatico. In rapporto a un cambio manuale, infatti, il valore di risparmio può arrivare fino al 12% a seconda della motorizzazione, mentre rispetto a un cambio automatico con convertitore di coppia idraulico si è addirittura a livello del 20%.

Considerando un Paese come gli Stati Uniti, classica roccaforte del cambio automatico, diventa subito evidente quale sia l’importanza del DSG in termini di riduzione dei consumi. Ed è per questo che, oltre che in Europa e in numerosi altro Paesi del mondo, la Volkswagen propone già il DSG a 6 marce anche sul mercato nordamericano per la Golf (inclusa la GTI e la R32), la Jetta e la Eos. In Europa il cambio DSG a 6 marce è inoltre disponibile per i modelli Golf Plus, Golf Variant, Touran, Caddy, Passat e Passat Variant, nonché per la Passat CC, la nuova coupé quattro porte della Volkswagen. Su scala mondiale la Volkswagen vende circa 400.000 veicoli all’anno dotati del cambio DSG.

CAMBIO DSG 7 MARCE PER MOTORI "PICCOLI"

Con il DSG a 7 marce si aggiunge una nuova versione di questo cambio automatico intelligente. Poiché è studiato per sopportare fino a 250 Nm di coppia motrice, le sue potenzialità di risparmio sono disponibili anche in abbinamento con motori di larga diffusione, come il TDI 1.9 105 CV - il Turbodiesel bestseller della Golf - oppure il nuovo TSI 1.4 122 CV, un futuro pezzo forte della gamma di motori a benzina per i modelli Golf e Passat.

Il nuovo DSG è lungo 369 millimetri e pesa soltanto 70 chilogrammi, (DSG a 6 marce: 93 kg). Tecnicamente il DSG a 7 marce si distingue principalmente nei seguenti aspetti principali dalla versione a 6 rapporti soprattutto per doppia frizione a secco anziché raffreddata a olio.

La doppia frizione a lamelle del DSG a 6 marce lavora in un bagno d’olio di raffreddamento. Con il DSG a 7 marce è stato realizzato per la prima volta un sistema di frizioni a secco. Ciò fa risultare numerosi vantaggi che, nel loro insieme, producono un rendimento nettamente migliore. Ne è un esempio il fatto che per il nuovo DSG si è potuto eliminare il filtro d’aspirazione, il radiatore dell’olio e le tubazioni di olio idraulico all’interno della scatola del cambio, dal momento che non è più necessario provvedere al raffreddamento delle frizioni a bagno d’olio.

Ciò che è rimasto è il "normale" volume di olio per assicurare la lubrificazione e il raffreddamento degli ingranaggi e cuscinetti del cambio. Tutto sommato, l’eliminazione del sistema di raffreddamento delle frizioni ha consentito di ridurre da 6,5 per il DSG a 6 marce a 1,7 litri la quantità d’olio del cambio per il DSG a 7 marce.

6 E 7 MARCE DSG SI COMPLETANO

Le due versioni del cambio DSG sono state realizzate per soddisfare esigenze d’uso specifiche: il DSG a 6 marce per fornire prestazioni eccellenti soprattutto in abbinamento con motori di grande cilindrata e molto preformanti, con un’ampia fascia di coppia motrice (fino a 350 Nm); il DSG a 7 marce, invece, essendo studiato in modo mirato per essere abbinato a motori con cilindrata e coppia motrice più piccola (fino a 250 Nm). Ed è proprio qui che il nuovo cambio DSG risponde in modo ideale alle richieste d’uso specifiche, cioè una gestione mirata dell’energia richiesta per gli interventi di regolazione e di azionamento delle frizioni; maggiore scalarità di trasmissione, per fornire più dinamismo nello spunto da fermo nonché per ridurre il numero di giri e il consumo di carburante nell’impiego con la marcia più alta; struttura modulare, al fine di migliorare ulteriormente la robustezza complessiva.




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