Notizie dal Mondo dei Motori
Ecco la nuova Mini Paceman

Ecco la nuova Mini Paceman

Mini Paceman, forme muscolose, linee da coupé sportiva et voilà: Mini Paceman. E fanno sette. Tante quanti i modelli nei quali il poliedrico marchio Mini si rifrange.

Video  MINI Paceman

Dimensione Carattere:

Disegno creativo, forme muscolose, linee da autentica coupé sportiva: et voilà, Mini Paceman. E fanno sette. Tante quanti i modelli nei quali ormai il poliedrico marchio Mini si rifrange. Chissà, a questo punto, quale futura sorpresa cuoce ora nelle fucine di Oxford, trascurando che in realtà la “portabandiera” britannica (questa la traduzione del suo nome proprio) prende forma - come la sorella maggiore Countryman - nel sito Magna Steyr di Graz, in Austria. Ecco il primo dilemma: quale grado di parentela lega la Paceman, uscita a metà marzo in tutte le concessionarie del mondo in contemporanea, con la collega di trazione integrale, visto che dimensioni e altezza da terra combaciano perfettamente? Del proprio “Sports Activity Coupè” il costruttore anglo-tedesco ci tiene a difenderne l’identità, ma è dopotutto nella variante a tre porte della più anziana e servizievole “compatriota” (ricorre, come si nota, il tema dell’appartenenza nazionale), che la settima Mini-meraviglia passerà agli annali del popolo.

Riunione di famiglia
In effetti, è una Countryman spiaccicata l’intera sezione di autotelaio che corre dalla calandra fino al montante anteriore della scocca: le portiere sono invece allungate, mentre l’inclinazione del tettuccio (in tinta con la carrozzeria o a contrasto) converge verso la linea di cintura. L’appartenenza all’allegra famiglia Mini, più in generale, è testimoniata da una serie di particolari che - se sommati - danno luogo a un quadro unitario e coerente: la cornice nera del bordo inferiore della carrozzeria, le cornici degli indicatori laterali di direzione lungo la diagonale tra il montante A e il passaruota anteriore, la suddivisione pulita tra corpo vettura, abitacolo e tetto, pur in un’interpretazione nuova e ancor più esclusiva. Proprio come accade sulla variante a cinque porte, anche la sezione frontale - contraddistinta dai grandi ed incisivi gruppi ottici, dal cofano motore con marcato disegno scolpito e dalla calandra radiatore esagonale, montata verticalmente e impreziosita da una larga cornice cromata - trasmette un’immagine di forza e presenza. Del tutto inediti, invece, l’orientamento orizzontale dei gruppi ottici posteriori (dalla classica disposizione concentrica delle fonti luminose) e la scritta sul portellone del nome modello per esteso.

Muscle Mini
Ma il carattere innovativo e individuale della Paceman si manifesta con la massima intensità nella vista di profilo: la linea di spalla progressivamente ascendente e la linea del tetto che segue una curva dolcemente discendente delimitano la superficie dei cristalli laterali che si snellisce verso la coda, accentuando soprattutto la forma a cuneo della fiancata. La lunghe portiere sono poi dotate di una linea caratteristica alta che collega il passaruota anteriore a quello posteriore, lasciando apparire il corpo vettura particolarmente basso. Dal disegno molto muscoloso, i passaruota posteriori sottolineano infine l’indole sportiva della nostra Mini e la sua possibilità di trasmettere – come vedremo - parte della forza motrice alle ruote posteriori.

Salotto per due
Con l’esoscheletro che insomma richiama il magico mondo Mini in un battibaleno, saliamo a bordo: gli alzacristalli elettrici passano dalla consolle centrale ai poggiabraccio dell’interno porta, per il resto è come montare su una Countryman, posizione rialzata e dominio stradale inclusi nel pacchetto. Lo stesso non dicasi per la seconda fila, dall’accesso tutto sommato agevole ma dall’abitabilità rigorosamente per due, non di più. Divide i passeggeri una graziosa “rotaia”, non a caso battezzata Center Rail (unita a quella anteriore, oppure spezzata), sul quale far scorrere a piacimento portaocchiali, porta bevande, supporto cellulare e altri optional dei quali la Mini boutique è super fornita. I due sedili separati della zona posteriore offrono comunque molto spazio per la testa e le spalle, un’ottima ritenuta laterale e un comfort straordinario. Conche ricavate negli schienali dei sedili anteriori ottimizzano pure lo spazio disponibile per le gambe. Il carattere da salotto della sezione posteriore è anche il risultato dei braccioli nei pannelli laterali, avvolti da un rivestimento a forma circolare dello stesso colore e materiale dei sedili. La configurazione a poltrone separate viene accentuata dalle due sagome ricavate nel pannello di copertura del bagagliaio che nascono dietro i poggiatesta e si estendono fino alla coda.

Doppiofondo, doppio spazio
Anche gli interni concorrono insomma a ricreare quel clima familiare che l’esigente e creativo cliente del brand si aspetta quando si avvicina a uno qualsiasi dei prodotti della gamma. La caratteristica forma ellissoidale dei pannelli interni delle porte viene così lavorata in modo particolarmente sottile, ma allo stesso tempo fortemente tridimensionale, mentre cornici circolari lavorate opache in colorazione Carbon Black sottolineano la forma ricercata della strumentazione centrale e delle due bocchette d’aria laterali. Il bagagliaio? Con 330 litri (1.080 litri nella sua configurazione massima) e una soglia di carico perfettamente piatta, non sfigura. E il doppiofondo è una trovata degna del genio che ispira ogni lancio di prodotto dello storico marchio inglese, 2,5 milioni di unità vendute dal 2001, 301.500 nel solo 2012. Mini “tira” perfino nel derelitto mercato italiano (16.700 immatricolazioni), ed è principalmente ad adulti e disinvolti artisti metropolitani, che la Paceman rivolge la propria campagna pubblicitaria.

Go-kart Paceman
Design e “way of life” le ragioni, quindi, per preferirla a una vettura convenzionale: ma dalla sostanziale crescita del baricentro, il classico “go-kart feeling” di Mini Hatch, Cabrio e Coupé non esce affatto sacrificato. Il principio costruttivo del telaio, composto da un asse anteriore del tipo McPherson con bracci trasversali fucinati e da un asse posteriore multilink, assicura alla Paceman la tipica agilità di guida del marchio. Una particolarità del modello è la taratura sportiva dell’assetto e il ribassamento della vettura, ma a richiesta - e senza sovrapprezzo - il primo Mini-SAC (Sports Activity Coupé) viene fornito anche con un assetto di serie non abbassato. Percepibile in qualsiasi momento, la proverbiale agilità che ogni erede della Mini di Sir Alec Issigonis possiede nel proprio dna viene supportata anche dal servosterzo elettromeccanico, equipaggiato di default con la funzione Servotronic (servoassistenza in funzione della velocità). La regolazione della stabilità di guida di DSC (Dynamic Stability Control) include a sua volta il sistema antibloccaggio ABS, il ripartitore elettronico di frenata EBD (Electronic Brakeforce Distribution), la regolazione della frenata in curva CBC (Cornering Brake Control), un assistente di frenata e un assistente di partenza in salita.

Potenza ecosostenibile
La fascia di prezzo è a sua volta in linea con la gamma ed esclude i più “poveri”: si oscilla dai 24.500 euro della Cooper da 122 CV ai 31.500 euro per i 143 CV e la trazione 4x4 All4 della Cooper SD a gasolio. Al debutto, sulla scala della potenza vince in realtà la Cooper S (184 CV, 28.950 euro), che in estate cederà tuttavia lo scettro alla stratosferica John Cooper Works (37.150 euro) da 218 CV. Già, i motori, ingrediente principe di ogni esperienza Mini: due 1.6 a benzina (Cooper e Cooper S, in comune il comando valvole variabile mutuato da Bmw) e due diesel (1.6 Cooper D e 2.0 Cooper SD), tutti a quattro cilindri. La loro briosa erogazione di potenza viene accompagnata da valori di consumo del carburante e delle emissioni particolarmente bassi. La tecnologia Minimalism, montata di serie su tutti i modelli, include per esempio la Brake Energy Regeneration, la funzione Automatic Start/Stop e, nelle vetture a cambio manuale, l’indicatore del punto ottimale di cambiata. Trasmissione tradizionale a sei rapporti o automatica, sempre a sei velocità.




Newstreet.it - Auto e Motori

Servizi e Link Consigliati