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Eurovignetta per i TIR

Eurovignetta per i TIR

Nei Paesi europei che recepiranno la nuova norma, i Tir pagheranno un tassa oltre al normale pedaggio autostradale: lo dice la direttiva Eurovignetta del Parlamento europeo. Newstreet.it è d’accordissimo. Ma Confindustria e Governo italiano sono contrari.

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Ogni novità importante che riguarda il denaro porta scompiglio: non fa eccezione la direttiva Eurovignetta appena concepita dal Parlamento europeo. Vediamo anzitutto di che si tratta e poi arriveremo alle diatribe. Riguarda i Tir e introduce il principio "chi inquina paga". Se i Paesi recepiranno la direttiva (sono liberi di farlo o no), i mezzi pesanti verseranno sia il pedaggio normale sia una sovratassa commisurata alle emissioni e alla capacità di inquinare in una certa zona (per esempio, in montagna si paga di più).

È una revisione della normativa fiscale del trasporto su strada (Eurovignetta), che consentirà di addebitare ai vettori il costo dell’inquinamento atmosferico e acustico. Il testo adottato nella sessione plenaria di Strasburgo garantisce che i ricavi saranno utilizzati in futuro per finanziare sistemi di trasporto più efficienti e meno inquinanti.

A spingere l’Eurovignetta per i Tir, in particolare, il relatore belga Saïd El Khadraoui, secondo cui il compromesso ottenuto segna una tappa importante per la politica dei trasporti dei prossimi 10 anni: permette per la prima volta agli Stati membri di includere i costi esterni e di utilizzare meglio una vasta gamma di variazioni di pedaggio per migliorare la mobilità.

Siamo sui 3-4 centesimi (per veicolo/km in media) da aggiungere al costo di utilizzo delle infrastrutture per coprire i costi esterni generati dal trasporto su strada: inquinamento atmosferico e quello acustico. Oltre alle reti di trasporto transeuropee (TEN-T), la direttiva coprirà le autostrade e si applicherà ai veicoli superiori alle 3,5 tonnellate. Uno Stato membro intende concedere deroghe ai mezzi fino a 12 tonnellate? Allora dovrà comunicarne le ragioni alla Commissione europea.

Gli Stati membri, come accennato su, si impegnano a investire il 15% dei ricavi totali nelle reti di trasporto transeuropee. I fondi rimanenti vanno usati per attenuare gli effetti nocivi e per sviluppare tutti i sistemi di trasporto in maniera sostenibile. C’è l’obbligo per gli Stati membri di informare periodicamente la Commissione sulle tariffe e sull’utilizzo degli oneri percepiti. Insomma, l’Europa vigilerà per bene affinché i vari Paesi usino a dovere i soldi.

Comunque, 22 Stati membri dispongono già di strumenti applicabili agli autoveicoli pesanti. Ecco i Paesi che si basano sul fattore tempo (tariffa unica annuale): Belgio, Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Svezia e Ungheria). Altri Governi, come l’Italia, puntano sulla distanza (per chilometri): Germania, Francia, Regno Unito, Grecia, Austria, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Repubblica Ceca, Croazia e Svizzera). E poi ci sono Stati che non prevedono alcuna tariffa: Lituania, Estonia, Malta, Cipro e Finlandia.

Nelle aree sensibili e nelle zone montuose, si aggiungerà una maggiorazione fino al 25% per i veicoli più inquinanti (da EURO 0 a EURO II) e, a partire dal 1° gennaio 2015, sarà esteso alla classe EURO III. Inoltre, l’Eurovignetta vuole promuovere il rinnovo della flotta. I veicoli a motore meno inquinanti saranno esenti dai costi dell’inquinamento atmosferico fino al 1° gennaio 2014 per la classe di emissione EURO V, e fino al 1° gennaio 2018 per la classe EURO VI.

Il tasso di variazione dei pedaggi potrà arrivare fino al 175% nelle aree congestionate, con tariffe superiori applicabili nelle cinque ore di punta e con tariffe più basse per gli altri periodi.

Newstreet.it condivide in pieno l’Eurovignetta, specie se contribuirà a spazzare via delle autostrade certi Tir vetusti e pericolosi. Sarebbe anche meraviglioso, però, avere la totale certezza che le Amministrazioni sempre pronte a risolvere i problemi con tasse e multe, spendessero al 100% le risorse raccolte per rafforzare le infrastrutture "pulite" e favorire l’intermodalità del trasporto pesante, travasandone gran parte su rotaia. Speriamo.

Ma nella sessione plenaria a Strasburgo c’è stata battaglia: 501 voti a favore, 141 contro e 17 astensioni. La sovratassa è stata contestata da Confindustria con il sostegno del Governo italiano: "C’è il rischio che le merci importate ed esportate dall’Italia siano le più esposte ad essere gravate di ulteriori oneri". Il sovrapedaggio, dice Confindustria, imposto ai caselli autostradali "può trasformarsi in una pura e semplice entrata fiscale per i Paesi centrali dell’Europa, a danno dei prodotti esportati dalla periferia della Ue".
Anche gli spagnoli del Ppe si sono detti contrari. L’Italia non imporrà l’Eurovignetta per non gravare su un settore ritenuto già pesantemente fiscalizzato. Tuttavia, Austria, Francia Germania e altri Paesi dell’Europa centrale paiono intenzionati ad aderire alla direttiva.




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