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Fiat salirà al 51% di Chrysler

Fiat salirà al 51% di Chrysler

Il Gruppo Fiat è pronto ad aumentare del 16% la sua quota in Chrysler per giugno 2011: totale, 46%. E punta al 51% per dicembre. Sergio Marchionne viene elogiato dalla stampa internazionale. Intanto, il caso Bertone non smette di suscitare polemiche.

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Continua inarrestabile l’ascesa di Fiat. Adesso ha raggiunto un accordo con il Gruppo Chrysler per acquisire un ulteriore 16% di azioni del partner americano. Siamo al 30%, si arriverà al 46% per giugno 2011. Un American dream. Con un costo. Un miliardo 268 milioni di dollari: sugli 870 milioni di euro. Contestualmente Chrysler, nel secondo trimestre del 2011, dovrà rifinanziare il debito di Chrysler verso Usa e Canada.

Chiare le parole dell’amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, la grande mente che ha messo in piedi il progetto di acquisizione graduale: "Chrysler sta seguendo uno straordinario cammino di ripresa: Fiat è pronta ad assumerne il controllo, per rendere il legame ancora più stabile e più forte". Si va verso "l’integrazione tra Fiat e Chrysler, iniziata due anni fa, che porterà alla creazione di una casa automobilistica globale".

E infatti, a quel 46% di giugno 2011, potrebbe aggiungersi un altro 5% per dicembre 2011. Totale, 51%. Maggioranza assoluta e controllo del Gruppo Chrysler. Roba che a pensarci solo pochi anni fa, quando Fiat aveva un piede e mezzo nella tomba, avrebbe fatto sbellicare dalle risate. Invece, è realtà. A beneficio di tutti. Secondo Marchionne, così "si assicura a tutte le nostre persone un futuro molto più sicuro in un ambiente stimolante, dove lo scambio e l’integrazione culturale, uniti alla spinta di competizione con la concorrenza, saranno fonte di crescita professionale e personale".

Un successo per lo stesso Marchionne. Non per niente, il settimanale Usa "Time" consacra Sergio Marchionne come una delle persone più importanti del pianeta.

Soddisfatto anche John Elkann, presidente della Fiat: "L’operazione segna una tappa storica per Fiat e Chrysler. Insieme a Chrysler, Fiat darà vita a un Gruppo automobilistico più forte, con una gamma completa di prodotti, presente su tutti i mercati del mondo e capace di competere con chiunque".

Nel frattempo, resta da vedere se il quartier generale resterà Torino. Oppure se davvero il cuore del Gruppo si trasferirà a Detroit, come si vocifera da tempo.

Resta invece scottante la questione Bertone, storico carrozziere di Torino. Un sindacato, la Fiom, è contro gli accordi separati di Pomigliano e Mirafiori, ed è andata in Tribunale per far sentire la sua. Tutto questo mette a repentaglio gli investimenti di Fiat nel progetto Fabbrica Italia e per l’ex stabilimento Bertone, che oggi si chiamano Officine Automobilistiche Grugliasco. Fiat punta al contratto collettivo concordato per Mirafiori. L’alternativa? "Una nuova allocazione per l’investimento relativo alla produzione della nuova Maserati del segmento E". Serve il consenso di Fiom, ossia dell’organizzazione sindacale che conta il maggior numero di iscritti fra i dipendenti e la maggioranza nelle Rsu dello stabilimento.
Comunque, il referendum tra i lavoratori della fabbrica si terrà il 2 e 3 maggio.




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