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Fondi pubblici alla Fondazione ANIA

Fondi pubblici alla Fondazione ANIA

Le Compagnie assicuratrici, attraverso la Fondazione Ania, ottengono soldi dallo Stato per un progetto sulla sicurezza stradale. Tutto in regola? Sì, però lascia perplessi che a ricevere denaro pubblico siano società che mietono profitti...

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È vero: oltre un anno e mezzo fa, il Dipartimento della Gioventù, attraverso il Fondo delle Politiche giovanili, aveva indetto un bando di concorso al fine di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso attività di formazione, iniziative di divulgazione e sensibilizzazione nei confronti dei giovani, volte a promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto delle regole del Codice della strada.

È vero: il bando proponeva di predisporre progetti, destinati in particolare a giovani fino a 35 anni, per continuare il processo sistematico di miglioramento della sicurezza stradale e di progressiva riduzione del numero delle vittime e della gravità degli incidenti stradali. Nel mirino soprattutto droga e alcol.

È vero: l’ammontare complessivo delle risorse destinate ai progetti era di 3.000.000 di euro a valere sulle risorse assegnate al Fondo per le politiche giovanili. E ciascun progetto era finanziabile nella misura massima di 400.000 euro.

È vero: la Fondazione Ania (l’associazione delle Assicurazioni) ha regolarmente partecipato e altrettanto regolarmente vinto 311.000 euro.

Però ammetterete che suona strano: le Compagnie assicuratrici, che povere e sfortunate non sono (mietono profitti, altrimenti chiuderebbero), ottengono denaro pubblico vincendo un bando sui progetti per far calare gli incidenti. Oltretutto, hanno molto da guadagnarci in caso di diminuzione dei sinistri: questo porta a un calo dei costi dei risarcimenti e quindi a un esborso inferiore da parte delle Imprese nei confronti degli automobilisti.

Addirittura, la Fondazione Luigi Guccione Onlus ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, perché la magistratura accerti la regolarità degli atti e perché il ministero della Gioventù faccia chiarezza sui progetti finanziati con 4,5 milioni di euro: "Che la Fondazione Ania, di proprietà delle Compagnie di assicurazione, si aggiudichi oltre 300.000 euro non è solo inopportuno, ma anche al limite della legittimità: il progetto presentato è già in essere da anni, ed è da verificare se non abbia ricevuto già in passato fondi pubblici".




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