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Ford: Happy Seat, operai seduti

Ford: Happy Seat, operai seduti

Ottima iniziativa Ford a favore degli operai: lavorano seduti su un sedile mobile che si muove attorno allo chassis delle vetture nella catena di montaggio. Così i lavoratori effettuano meno sforzi per l’assemblaggio. A beneficio della schiena.

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Prendi un grande Gruppo come Ford, aggiungi esperti di ergonomia industriale, ed ecco che nelle fabbriche Ford viene utilizzato l’Happy Seat. Ossia un sedile mobile che si muove attorno allo chassis delle vetture nella catena di montaggio e evita ai lavoratori i piegamenti più duri. Così effettuano meno sforzi per l’assemblaggio. Migliorare l’ergonomia è un fattore fondamentale per la riduzione delle malattie croniche: meno costi e più produttività. Anche in considerazione del progressivo aumento dell’età media in Europa e del recente innalzamento dell’età pensionabile generalizzato.

Chissà cosa ne penserebbe il mitico Henry Ford, pioniere della catena di montaggio: a un secolo di distanza, la sua azienda è ancora in prima linea per migliorare i processi produttivi. Il tutto grazie a un team di medici, specialisti della produzione, rappresentanti sindacali e portavoce dei lavoratori diversamente abili.

L’Happy Seat è infatti un ingegnoso sedile basculante agganciato a una struttura mobile verticale: la posizione del lavoratore è confortevole durante l’assemblaggio delle auto. Il sedile consente di restare seduti e allo stesso tempo di spostarsi sia fuori sia dentro il veicolo. Un esempio? Il montaggio della scatola dei pedali avviene senza che l’operaio si pieghi. Comunque, il primo Happy Seat agevolava l’installazione delle antenne sui tetti delle auto: parliamo del 1998, a Genk (Belgio). A ruota, nel 2002, Colonia (Germania). Oggi l’Happy Seat è utilizzato anche a Valencia (Spagna) e a Saarlouis (Germania).

Soddisfatto Eilis Carey, specialista di ergonomia per Ford Europa: l’Happy Seat permette ai lavoratori più avanti con l’età di restare integrati nei gruppi di lavoro preservando sia la salute che i livelli di produttività. "Le stazioni di lavoro ergonomiche permettono sia di ridurre la fatica, sia di eliminare le posture scorrette, riducendo il numero di incidenti e malattie, e migliorando la qualità del lavoro". In ogni caso, Ford già utilizza anche piattaforme mobili che sollevano gli chassis delle vetture e li posizionano a differenti altezze, per evitare eccessivi piegamenti.

Ma sentiamo chi l’ha testato sul campo. José Lorenzo, che lavora alla catena di montaggio della C-Max alla fabbrica Ford di Valencia: "Ora possiamo accedere al vano motore dal lato inferiore. Lavorando al precedente modello di Focus dovevamo accedervi dall’alto, con meno spazio a disposizione, e con maggiori rischi di incidenti mentre si lavorava all’interno del vano motore". E Martin Chapman, operations manager nella fabbrica di Colonia, dove Ford produce la Fiesta: "Il lavoro in catena di montaggio è diventato più semplice. Adesso i lavoratori si lasciano scivolare avanti e indietro, dentro e fuori lo chassis della vettura, con movimenti semplici".




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