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Fornitura diesel a Maruti porta Fiat-Tata al profitto

Fornitura diesel a Maruti porta Fiat-Tata al profitto

Per la prima volta al profitto la joint venture tra i Gruppi Fiat e Tata. Fiat sta cercando di ritagliarsi nuovi spazi in un mercato emergente come quello indiano

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La fornitura massiccia di motori a gasolio a Maruti Suzuki, ma anche in parte minore l’export crescente di componenti motoristici verso la Cina e un migliorato piano di contenimento dei costi. Tutti fattori che hanno contribuito a portare per la prima volta al profitto la joint venture tra i Gruppi Fiat e Tata, joint venture che come noto è rimasta attiva soltanto in ambito di produzione e non più di distribuzione. Il bilancio in attivo si riferisce al primo semestre dell’anno fiscale indiano (aprile-settembre). Dunque, sebbene con numeri ancora limitati rispetto alla concorrenza (leggi volumi di vendita), Fiat sta cercando di ritagliarsi nuovi spazi in un mercato sempre emergente come quello indiano, anche se negli ultimi mesi il rallentamento vendite è stato evidente. L’offensiva è ormai alle porte, anzi è già scattata, e prevede il lancio da parte di Fiat/Chrysler delle novità Linea, Abarth e Grand Cherokee. Fondamentale per gli utili rimane comunque sempre la fornitura di propulsori diesel a Maruti Suzuki. Nel primo semestre fiscale, Fiat ha assemblato 80.736 motori nell’impianto di Ranjangaon, una media di 13 mila al mese, e la fornitura ha già superato la soglia delle 100 mila unità.




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