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Gas Gpl - Rischio Multe Europee

Gas Gpl - Rischio Multe Europee

Troppo smog nel nostro Paese: abbiamo sfondato i limiti di legge e l’Unione europea ha in serbo pesanti sanzioni per noi. Per inquinare meno, si potrebbe puntare di più sul Gpl per le auto. Invece, pare che il Governo si stia dimenticando di quel gas.

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Qualche settimana fa, l’Unione europea ha chiuso l’istruttoria sul mancato rispetto dei limiti di inquinamento in Italia, emettendo un ultimatum: dobbiamo dimostrare di aver messo in atto una lotta efficace contro le polveri sottili. Altrimenti, il nostro Paese verrà pesantemente multato (sui 100 milioni di euro).

Sono Lombardia, Piemonte e Veneto ad avere i numeri più preoccupanti: 15 persone ogni 1.000 abitanti muoiono prematuramente a causa dello smog; ma in generale il Belpaese non ha predisposto misure idonee a contenere il PM10 entro i valori limite: parliamo di una concentrazione annuale di 40 microgrammi per metro cubo, e di una concentrazione giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, superabile per non più di 35 volte in un anno. Sono quelle minuscole particelle emesse dall’industria, dalle caldaie e dai veicoli che causano soprattutto guai ai polmoni, fra cui il tumore.

Mentre in Italia le Regioni del Nord e il Governo di Roma litigano scaricandosi a vicenda le responsabilità dell’eccessivo inquinamento, Assogasliquidi e Consorzio Ecogas (le due associazioni del settore gas auto) chiedono l’attivazione di un pacchetto di misure strutturali per riqualificare il Gpl, carburante ecologico e immediatamente disponibile: la possibile soluzione anti smog.

Il paradosso è che, solo fino a pochi mesi, fa l’Italia stava andando nella direzione giusta: il Gpl, assieme al metano, era stato sostenuto dalle scelte del Governo. Grazie agli incentivi statali, infatti, i carburanti gassosi hanno registrato un boom di immatricolazioni (+357%) e di conversioni (150.000): non più prodotti di nicchia ma competitor dei carburanti tradizionali.

Dopodiché, nel 2010, il Governo non ha rinnovato gli incentivi. Risultato, arretramento del Gpl del 35% a maggio per le immatricolazioni e del 40% per le trasformazioni. Ora Assogasliquidi e Consorzio Ecogas chiedono che vengano ripristinati gli incentivi a sostegno dei carburanti gassosi e, in particolare, che il Gpl venga ricollocato come merita all’interno delle politiche fiscali e finanziarie promosse dalle Istituzioni nazionali e locali.
Ma perché il Gpl? Ha emissioni di PM10 pari quasi a zero, riduce le emissioni di NOx del 95% rispetto al gasolio e del 65% rispetto alla benzina. È fruibile abbastanza facilmente grazie a una rete sempre più capillare (2.350 distributori su tutto il territorio).

Resta da vedere come reagirà il Governo di fronte alle sollecitazioni di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas sul Gpl. Qualche malizioso dubita che quel gas venga di nuovo incentivato. In questo comportamento dell’Esecutivo, vede una "ripicca" verso Fiat (regina delle auto a Gpl) che ha abbandonato Termini Imerese (Palermo), ormai prossimo alla chiusura, e non ha ancora chiarito il da farsi con Pomigliano d’Arco (Napoli).




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