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Golf GTE: l’interpretazione ibrida plug-in di Volkswagen

Golf GTE: l’interpretazione ibrida plug-in di Volkswagen

Prevendita italiana a gennaio con commercializzazione entro il primo trimestre del 2015.

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Golf è il modello con la gamma più completa al mondo in termini di alimentazione. Dopo i motori benzina e diesel delle varianti base (già 40 anni di gloriosa carriera) e la variante elettrica e-Golf, tocca ora ad una versione ibrida plug-in. Si chiama Golf GTE, la cui prevendita italiana scatterà a gennaio con commercializzazione prevista entro la fine del primo trimestre 2015 ad un prezzo indicativo di 37 mila Euro. Secondo i vertici di VW Italia è proprio questo il momento migliore per lanciare sul mercato un’ibrida plug-in, settore che nel nostro Paese è passato da una quota dello 0,3% del 2011 all’1,2% di fine 2013 con proiezione dell’1,5% a fine 2014. La Golf GTE (esclusivamente a cinque porte) è spinta da un turbo TSI ad iniezione diretta da 150 CV abbinato ad un motore elettrico da 102 CV (e ad un cambio a doppia frizione DSG a sei rapporti) per una potenza complessiva del sistema di 204 CV e per una coppia di 350 Nm. La terza GT della famiglia (dopo Golf GTI e GTD) è caratterizzata dallo stesso Dna sportivo, raggiunge una velocità massima di 222 km/h ed accelera da 0 a 100 orari in 7,6 secondi. Ma sono i dati su consumi, emissioni di CO2 ed autonomia ad attirare maggiormente l’attenzione. La Golf GTE consuma infatti appena 1,5 litri/100 km nel ciclo combinato, vanta emissioni contenute a soli 35 g/km e promette un’autonomia generale di 940 km, oltre a percorrere 50 km in modalità soltanto elettrica. Le batterie sono agli ioni di litio.




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