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Gomme Ricostruite sui Camion

Gomme Ricostruite sui Camion

In Italia quattro camion su dieci montano gomme ricostruite. I dati di un indagine AIRP sui ricostruiti nel trasporto pesante in Europa.

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Quattro Tir su dieci circolanti sulle strade italiane montano pneumatici ricostruiti. Il dato emerge da una ricerca elaborata dall´Airp (Associazione Italiana Ricostruttori di Pneumatici) da cui risulta che la situazione italiana non si discosta da quella rilevata in Europa e negli Stati Uniti. In testa alla classifica per l´utilizzazione di ricostruiti vi sono i Paesi nordici che sono i più attenti non solo alla sicurezza, ma anche alla salvaguardia dell´ambiente, un obiettivo quest´ultimo al cui raggiungimento, la ricostruzione dei pneumatici offre un notevole contributo, riducendo la massa di gomme usate da smaltire.

I pneumatici sono costituiti da numerose componenti che formano due elementi essenziali del prodotto: la struttura portante, formata da gomma ed altri materiali molto resistenti quali acciaio, rame ecc… per sopportare carichi sempre più elevati, e il battistrada che, avendo la funzione di assicurare una buona aderenza al suolo, è costituito da componenti in gomma che si consumano ben prima che la struttura portante perda le caratteristiche di sicurezza ed affidabilità. Struttura portante e battistrada sono saldati inscindibilmente durante la produzione dei pneumatici nuovi ed un processo analogo avviene quando si sostituisce il battistrada per ricoprire una struttura portante ancora in grado di assolvere in piena sicurezza il suo compito. Specie nel trasporto pesante la ricostruzione è quindi divenuta prassi costante e consolidata da cui deriva che i pneumatici ricostruiti sono prodotti assolutamente sicuri, in termini di affidabilità e prestazioni, tanto che sono ampiamente e regolarmente impiegati in tutto il mondo sia nel trasporto su strada che sugli aerei.

I pneumatici ricostruiti vengono infatti prodotti attraverso un rigoroso processo di lavorazione definito dai regolamenti Ece Onu 108 e 109 che disciplinano le fasi si lavorazione e prevedono severi controlli su ogni singolo pneumatico ricostruito, con le stesse prove di durata, carico e velocità stabilite per i pneumatici nuovi. L´elevata qualità raggiunta dagli attuali processi di lavorazione, tecnologicamente avanzati e certificati, pone le prestazioni dei ricostruiti sugli stessi standard di sicurezza e rendimento dei pneumatici nuovi, in tutti i settori del trasporto, mentre il costo di un ricostruito è pari a circa la metà di quello su un pneumatico nuovo.

Qualità, sicurezza e risparmio non sono però gli unici aspetti positivi del ricostruito. Importante è anche il contributo offerto dalla ricostruzione alla tutela dell´ambiente. La sostituzione delle gomme dei veicoli circolanti generano ogni anno in Italia più di 30 milioni di pneumatici usati. Si tratta di una mole enorme di gomme da smaltire e la soluzione più efficace per limitare l´impatto negativo sull´ambiente è la ricostruzione dei pneumatici che pur avendo esaurito il primo ciclo di vita, conservano inalterata la loro struttura portante.

Proprio in considerazione della valenza ecologica della ricostruzione, anche in riconoscimento di quest´attività, la Legge Finanziaria 2001 ha previsto che gli enti pubblici e i gestori di servizi pubblici nell´acquisto di pneumatici di ricambio per le loro flotte di autoveicoli riservino almeno il 20% alle gomme ricostruite. Si tratta di una quota minima

perché, per quanto riguarda il trasporto pesante, la quota del ricostruito nei principali Paesi industrializzati è compresa tra il 40% e il 50%.

Fonte: Econometrica S.p.A.




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