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Grand Cherokee sempre più attraente

Grand Cherokee sempre più attraente

Jeep batte un colpo: libertà, autenticità, avventura, passione, sabbia, fango, neve e roccia... solo in ultimo lifestyle e asfalto per la Gran Cherokee

Video  Jeep Grand Cherokee
Video  Jeep Grand Cherokee on location

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Libertà, autenticità, avventura e passione. Solo in ultimo, lifestyle. Sabbia, fango, neve e roccia. Solo in ultimo, asfalto. È proprio adesso, con l’esplosione dei Suv compatti a due ruote motrici che sembra a tutti i costi dover prepensionare i “vecchi, pesanti e ingombranti” fuoristrada, che dall’alto del suo blasone Jeep batte un colpo. Rafforzando, anziché mitigando, le qualità off-road della propria ammiraglia, un’icona (5 milioni di pezzi in tutto il mondo) che nemmeno in seguito al passaggio di proprietà del brand pare voler abbandonare la più verace immagine di “American Dream”. Benché oggi prenda ordini da Torino anziché da Detroit, in realtà la Grand Cherokee continuerà a fabbricarsi in Michigan, nello storico Jefferson North Assembly Plant. Lo stesso dal quale uscì il primo esemplare, oltre due decenni fa (1992). È il connubio tra cuore selvaggio e vestito alla moda, semmai, che attribuisce al padre di tutti i “premium large Suv” un gusto da gentiluomo italiano ancor prima che da rude cowboy. Se vuoi vendere in Europa, dopotutto, lo stile non può essere lasciato al caso. Tantomeno nel Belpaese, mercato per il quale la nuova edizione di Grand Cherokee sembra proprio pensata.

Bisonte alla griglia
Mai, insomma, lo sport utility di lusso d’Oltreoceano aveva prestato tanta attenzione al look esterno: fari bi-xeno con scarica ad alta intensità completi di luci diurne a Led (anche adattivi sulle versione “Summit” ed “SRT”), cerchi di disegno artistico, l’inconfondibile griglia a sette feritoie ora più bassa e graziosa, spoiler posteriore, paraurti e portellone rivisitati in chiave sportiva. I fascioni posteriori inferiori sono ora specifici per ciascuna versione, mentre doppi terminali di scarico sono di serie su tutte. Completano il pack estetico nuove combinazioni di colori, che conferiscono al “flagship” Jeep un aspetto elitario. Oltre a una sensazione di qualità ancora più elevata che in passato. La versione “Limited”, in particolare, si contraddistingue per le eleganti cromature che impreziosiscono le maniglie delle porte, mentre la “Overland” si caratterizza soprattutto per cerchi a 5 razze da 20'' in alluminio lucidato con inserti Mineral Gray. Summit è infine l’allestimento più lussuoso della gamma: il paraurti anteriore è più grande e sfoggia fendinebbia dalla forma allungata, le modanature dei passaruota sono in tinta, i pannelli sotto porta Dark Gray presentano una sottile finitura cromata sul bordo superiore che contribuisce ad allungare visivamente il profilo laterale. Sul posteriore, spiccano i doppi terminali di scarico cromati dall’inedita forma rettangolare e il rivestimento Dark Gray del fascione inferiore. In linea poi col suo carattere sportivo, la Grand Cherokee SRT reca sul frontale un inedito inserto nero posto intorno ai fari e alle sette fessure della calandra.

ICommand, UConnect
Il “facelift” 2013 lascia traccia anche in abitacolo: puzzle diverso per ciascun allestimento, Limited, Overland e Summit dal più discreto al più appariscente. Senza contare la versione SRT, l’aggressività fatta Suv anche una volta saliti a bordo. Comuni ad ogni Grand Cherokee sono comunque il nuovo volante a tre razze, lo schermo a sfioramento UConnect da 8,4” - parente stretto del display montato sulla Freemont, e per questa stessa ragione non proprio esclusivo -, l’altro schermo a cristalli liquidi (7”) del quadro strumenti. I comandi della radio e del climatizzatore sono stati posizionati sotto lo schermo e dispongono di manopole e pulsanti di agevole utilizzo. Nella parte bassa della consolle centrale spicca invece la nuova leva elettronica del cambio automatico a otto velocità, a sua volta rivestita in pelle. Ciliegina sulla torta, l’opzionale tetto panoramico CommandView con doppi vetri, superficie due volte superiore a quella di un tettuccio tradizionale. Nuovo, in generale, l’accostamento tra leghe, pellami e legnami di ispirazione globale, non solo “yankee”. Contenuto circoscritto alle versioni Summit e SRT è infine il sofisticato impianto audio Harman Kardon da 825 watt e 19 altoparlanti.

Trovata la Quadra
Il lato “wild” si esprime solo a ruote in movimento, e fa forza su tre differenti sistemi di trazione integrale con differenziale elettronico autobloccante (Quadra-Trac II, Quadra-Drive II e Quadra-Trac Active on-demand, quest’ultimo prerogativa della SRT), le sospensioni pneumatiche Quadra-Lift (cinque progressivi gradi di altezza dal suolo, escursione massima di 28 cm) e i programmi di gestione della trazione Selec-Terrain e Selec-Track. Con ordine: il sistema di trazione integrale permanente Quadra-Trac II con ripartitore a due velocità (di serie sulla Limited) si avvale del controllo della trazione BTCS (Brake Traction Control System) sia sull’asse anteriore che su quello posteriore. È anche merito suo, se le capacità fuoristradistiche della Grand Cherokee restano di assoluto riferimento. Grazie a specifici sensori, Quadra-Trac II avverte immediatamente l’eventuale slittamento di una ruota ed invia le informazioni utili ad apportare il necessario intervento correttivo. Il sistema utilizza inoltre il dispositivo Throttle Anticipate: in caso di brusche accelerazioni, esso massimizza la trazione sulle quattro ruote al fine di evitare perdite di aderenza. Quando Quadra-Trac II avverte lo slittamento delle ruote di un asse, può arrivare a trasferire fino al 100% della coppia all’assale con maggiore presa. Il sistema presenta infine due modalità di funzionamento: integrale permanente (4WD High), in cui si ripartiscono automaticamente ed in modo variabile la coppia sull’asse anteriore e posteriore, e la modalità a marce ridotte (4WD Low), attivabile attraverso un pulsante sulla consolle centrale. Essa provvede a ripartire la coppia con rapporto 50/50 sui due assi. È dunque in assetto 4WD Low, che si possono affrontare nella massima sicurezza i percorsi off-road più impegnativi: eccezionale (2,72:1) il rapporto di riduzione.

Il gioco della coppia
Le versioni Overland e Summit dispongono invece del sistema Quadra-Drive II. Il cuore è rappresentato dal ripartitore centrale, che prevede un pacchetto di frizioni a controllo elettronico. Su fondo stradale asciutto e in situazioni di buona trazione, esso ripartisce la coppia motrice al 48% sull’assale anteriore e al 52% su quello posteriore, mentre in condizioni di scarsa aderenza è in grado di variare automaticamente la distribuzione. Attivo anche in questo caso un sistema elettronico che, in caso di accelerazioni violente, massimizza la trazione sulle quattro ruote. Grazie, inoltre, al differenziale autobloccante, Quadra-Drive II rileva istantaneamente quando una ruota posteriore perde aderenza, intervenendo trasportando la coppia alla ruota in presa. In alcuni casi, il veicolo addirittura anticipa situazioni di perdita di aderenza ed applica azioni correttive solo allo scopo di limitare preventivamente lo slittamento.

Altezza, mezza bellezza
Le sospensioni pneumatiche Quadra-Lift - di serie per le versioni Overland e Summit - consentono al conducente di regolare l’altezza da terra manualmente, semplicemente intervenendo sul comando situato sulla consolle centrale. L’altezza da terra del veicolo può essere modificata secondo cinque diversi livelli, fino a raggiungere l’escursione massima di 28 cm. “Normal Ride Height” (NRH) è la posizione di guida standard: con 22 cm di altezza libera da terra, garantisce efficienza nei consumi e massimo comfort su strada. “Off Road 1” solleva il veicolo di 3,3 cm rispetto alla posizione NRH, fino a raggiungere i 25,4 cm di altezza da terra: ciò consente un assetto utile a superare ostacoli di media difficoltà. “Off Road 2” assicura invece le capacità fuoristradistiche che competono a una Jeep, aggiungendo ulteriori 6,6 cm: angolo di attacco di 35,8°, angolo di uscita di 29,6°, angolo di dosso di 23,5°. “Park Mode” abbassa invece il veicolo di 4 cm per facilitare l’accesso e l’uscita dal veicolo e le operazioni di carico, mentre “Aero Mode” (-1,3 cm rispetto ad NRH) entra in funzione in base alla velocità e assicura l’aerodinamica ideale a garantire performance sportive e consumi ottimali. Mentre la nostra Grand Cherokee si trova ad esempio in modalità Eco Mode, il pianale si abbassa automaticamente al livello Aero Mode.




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