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Gruppo VW: gli eredi di Piech e Winterkorn possono attendere

Gruppo VW: gli eredi di Piech e Winterkorn possono attendere

Nuove indiscrezioni filtrano sul futuro del top management del Gruppo Volkswagen

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Periodicamente filtrano indiscrezioni sul futuro del top management del Gruppo Volkswagen dove i protagonisti chiave sono il Chairman del Consiglio di Sorveglianza Ferdinand Piech e il Presidente e A.D. Martin Winterkorn. Una coppia consolidata e soprattutto affiatata che sta portando il Gruppo VW verso la leadership mondiale, eppure soltanto qualche giorno fa la stampa tedesca aveva ipotizzato un addio a breve del gran capo Piech per motivi di salute. Il 76enne manager austriaco ha scelto il Salone di Francoforte per dimostrare l’inesattezza delle voci presentandosi in ottima forma. Ma è chiaro che internamente al Gruppo, sebbene senza alcuna fretta, si stia pensando agli eredi. Innanzitutto, se e quando Piech deciderà di farsi da parte, il suo posto quale Chairman del Consiglio di Sorveglianza andrebbe in modo naturale proprio a Winterkorn, mentre non ci sono al momento seri candidati alla Presidenza. Nell’ultimo anno, spesso per divergenze con la dominante coppia di ferro, hanno abbandonato il Gruppo manager del calibro dell’ex responsabile delle operazioni in Cina, Karl-Thomas Neumann, del capo sviluppo di Audi, Wolfgang Dürheimer, e del responsabile vendite sempre di Audi, Peter Schwarzenbauer. In ogni caso, gli eredi possono attendere. Piech e Winterkorn hanno anche il pieno sostegno della Cancelliera Angela Merkel, soddisfatta degli sforzi profusi dal Gruppo VW nel rafforzare la gamma delle auto ad alimentazioni alternative, in particolare quella elettrica. La Germania, come noto, vuole 1 milione di unità a zero emissioni circolare sulle strade entro il 2020. Ma la vera forza della coppia è rappresentata dai risultati. I volumi di vendita mondiali continuano a registrare valori record tanto che già quest’anno il Gruppo Volkswagen dovrebbe salire a 9,5 milioni di esemplari, quindi a ridosso di GM e della leader Toyota. E finanziariamente non ci sono problemi, grazie soprattutto alla spinta dei marchi Audi e Porsche.




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