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Guidare è ancora un piacere?

Guidare è ancora un piacere?

Moltissimi Utenti delle strade ed autostrade italiane si stanno giorno dopo giorno, week-end dopo week-end, sempre più ponendo l´amletico dubbio "Ma guidare e viaggiare è ancora un piacere" oppure una tortura ed un salasso di spese tra carburante e multe?

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Riprendiamo dal Forum di www.StradeMulte.it una recentissima discussione con alcune significative considerazioni e riflessioni sia di "Marimasse" autore della ormai famosissima lettera aperta "Patente a Punti di... vista" pubblicata nel nostro Magazine a dicembre 2004 che di altri intervenuti.

SCRIVE "MARIMASSE":

Il primo maggio, mi sono azzardato a fare una cosa che davvero da tanto tempo non facevo più: una gitarella di 100km su strade provinciali e statali. Ogni tanto credo sia giusto mettere un po' in discussione le proprie convinzioni e quindi mi sono detto "forse sei esagerato, forse le cose non sono poi così male come pensi".

Sono partito nel più sereno degli stati d'animo, senza alcuna fretta e psicologicamente pronto a sopportare eventuali contrattempi ("è una giornata di festa, non ho orari da rispettare, non c'è motivo di rovinarsi l'umore...").

Nonostante ciò, sia all'andata che al ritorno ho terminato il viaggio con i nervi a fior di pelle, quei nervi che mi vengono sempre quando vedo delle cose assurde e insulse di fronte alle quali mi sento del tutto impotente.

Il sogno di quei fondamentalisti che (s)parlano di mettere il limite 50 su tutte le strade, si sta gradualmente avverando. Se si cammina su una strada provinciale o anche statale (una delle cosiddette "grandi arterie") si deve già, in pratica, camminare quasi sempre a 50!!

È una vera e propria fiera del grottesco. I tratti di strada senza limiti (si fa per dire, perchè "senza limite" vuole dire limite 90...) sono quasi inesistenti e, quando ci sono, sono lunghi qualche centinaio di metri, tra la fine del 50 del paese Caio e l'inizio del 50 del paese Sempronio.

Si vede che nelle menti dei saggi NON mettere un cartello di limite vuol dire indurre alla morte; oppure, forse, non mettere in moto i soldini per comprare pali, cartelli e relative installazioni (di recente ho letto che la realizzazione di una piccola rotatoria dalle mie parti è "costata" 300mila euro, non so se mi spiego).

Il susseguirsi continuo di cartelli 50, 70, 80, 60 sembra quasi un test attitudinale, una specie di video gioco nel quale basta che tu ti distragga un attimo (magari perchè guardi la strada) e sei fregato.

Tutti i territori comunali attraversati dalla grande arteria presentano i loro bei cartelli "attenzione, controllo elettronico della velocità" e qualche bel semaforo che blocca il traffico sulla grande arteria medesima, spesso (questa sembra essere un'altra moda che sta avendo grande successo tra le menti più eccelse) adottando la geniale tecnica del "verde in tre o quattro tempi", capace di creare incolonnamenti anche quando il traffico è insignificante.

Spesso inoltre il semaforo è corredato da vistosi cartelli che avvertono che esso è "intelligente", ovviamente NON nel senso che diventa rosso solo quando e quanto serve, MA nel senso che appioppa sonore multe a chi non rispetta la sua stupidità.

Sono tornato a casa, purtroppo, senza il benchè minimo elemento atto a convincermi che il mio punto di vista sia sbagliato, anzi.

In una giornata festiva, senza traffico commerciale e senza camion, ho dovuto fare parecchie code, quasi tutte assolutamente prive di motivazione seria; la più lunga, due chilometri e mezz'ora, dovuta al fatto che la grande arteria passava per un paese in cui c'era una festa (ovviamente LUNGO la statale) e la bellezza di quattro passaggi pedonali ravvicinati su cui la gente, con la testa gonfia di fesserie sul pedone onnipotente, sembrava fare a gara per vedere chi riusciva a fermare le macchine con maggiore efficienza, ovviamente senza lo straccio di un vigile che si preoccupasse della cosa.

Dove non c'erano le code ho dovuto camminare a 50 all'ora su strade larghe, diritte e deserte, sentendomi come l'ultimo degli imbecilli.

Ovviamente non posso assolutamente escludere di aver preso qualche multa, perchè magari in uno di quei rettilinei ho "volato" per qualche istante a 70 senza accorgermene (ogni tanto devo pur guardare la strada e non il tachimetro...)

Quindi la mia opinione circa i viaggi "di piacere" non è cambiata di una virgola. Perchè mai devo fare una cosa che mi procura quasi eslusivamente stress ed esborso di denaro?

Sinceramente invidio ed anche AMMIRO coloro che riescono a guidare come si faceva una volta: con prudenza, serietà, senza manovre azzardate o pericolose, MA altamente fregandosi di tutte queste fesserie che negli ultimi anni sono state introdotte.




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