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Il Grande Raccordo delle polemiche

Il Grande Raccordo delle polemiche

L’Aci giudica il Grande raccordo anulare di Roma come l’autostrada più pericolosa del nostro Paese. Ma l’Anas, che gestisce il Gra, ribatte polemicamente: sul raccordo romano circola una quantità enorme di veicoli e gli incidenti ne sono una conseguenza.

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Può una tabella far esplodere una polemica fragorosa? Sì, se si parla di incidenti. Proprio di recente, l’Aci ha evidenziato in una tabella le autostrade e i raccordi più pericolosi d’Italia. Lassù, in bella vista col suo record negativo, svetta il Grande raccordo anulare di Roma: nel tratto dal chilometro 20 al km 65, siamo a quota 13 sinistri. Un primato inarrivabile, neppure sfiorato dalle Strade statali più incidentate dello Stivale. Il tutto va inquadrato nel Rapporto Aci-Istat, che evidenzia come nel 2009 ci sia stato un calo, rispetto all’anno precedente, di sinistri (215.405; -1,6%%), morti (4.237; -10,3%) e feriti (307.258; -1,1%). Almeno stando ai verbali delle Forze dell’ordine.

Apriti cielo. L’Anas, appena letta la tabella (ripresa dai mass media) se l’è legata al dito, partendo al contrattacco. Ma che c’entra l’Anas, anzitutto? È il gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale; una società per azioni il cui socio unico è il ministero dell’Economia ed è sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il patrimonio stradale dello stato affidato ad Anas è costituito da 30.352 chilometri di strade e autostrade; diciamo che anche il Grande raccordo anulare di Roma è... "roba" sua.

Proprio il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, è partito lancia in resta: il Grande raccordo anulare di Roma non è l’autostrada più pericolosa d’Italia. Ciucci argomenta che il calcolo del numero degli incidenti non può essere svolto solo in riferimento ai chilometri ricorrenti, ma va sviluppato tenendo conto le percorrenze dell’autostrada.

Quindi, è sì vero che il numero degli incidenti è superiore alle altre autostrade; tuttavia, i 70 chilometri di Gra hanno un tasso medio di percorrenza di gran lunga più alto d’Italia. Siamo a una media di 150mila veicoli al giorno. Un sinistro qui ha un peso specifico inferiore che altrove.

Secondo il presidente dell’Anas, calcolare 13 incidenti gravi in un anno su 150mila transiti al giorno è diverso che pensare a 13 incidenti annui su strade dove il traffico è molto più basso.

Non è che Ciucci abbia tutti i torti, a giudizio di Newstreet.it. Quelle statistiche lasciano il tempo che trovano. Però l’Anas va oltre, e ci lascia perplessi: definisce il Gra un’autostrada nuova e completamente all’avanguardia, e sostiene che "nessuno dei 13 incidenti si è verificato a causa della strada". Mah... È proprio così?

Un altro problema riguarda la futura introduzione del Tutor di seconda generazione anche sul Gra: il sistema di telecamere e sensori nell’asfalto che multa chi supera la velocità media. Ancora telecamere, sempre di più Grande Fratello, ovunque: non si esagera con l’elettronica? Non andrebbe prima fatto uno studio sui punti neri della strada, piazzando effettivi controlli della Polizia, con agenti in carne e ossa?

Comunque, non resta che attendere il terzo round della contesa. Vedremo se l’Aci resterà insensibile alle critiche mosse dall’Anas sul rilevamento dei dati statistici.




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