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Il Manifesto dell’auto made in Italy

Il Manifesto dell’auto made in Italy

Un giovane designer e una città simbolo: parte da Torino il Rinascimento dell’automobile all’italiana.

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La firma è di Umberto Palermo, giovane e talentuoso designer che, con la sua Up-Design, avevamo imparato a conoscere già qualche anno fa al Qatar Motor Show (2012) quando presentò la sua prima show-car. Si chiamava Vittoria, era un coupé da 400 cavalli con forme e aerodinamica innovativa e certo non banali.

Oggi Up-Design ricomincia da Lucrezia - se il nome Vittoria richiamava il traguardo raggiunto con successo, in questo caso è l’omaggio alla sua neo-sposa – e punta dritto al prossimo Salone dell’Auto di Milano. Ma c’è di più. Imminente anche l’apertura delle Officine Umberto Palermo, sempre a Torino dove Up Design lavora da sempre, per rilanciare la creatività e quell’artigianalità che ha reso grande l’industria dell’auto all’ombra della Mole.

E proprio Mole si chiamerà la sportiva su cui Palermo sta già lavorando per essere pronto al debutto in occasione del prossimo motor-show milanese: l’annuncio arriva in concomitanza con il lancio di Lucrezia, appunto, la one-off che si dice già destinata a una piccola produzione, avvenuto in anteprima mondiale al Museo dell’Automobile Giovanni Agnelli di Torino. Un filo rosso importante che lega la città, la sua creatività, il suo futuro quale faro dell’automobilismo non più solo made in Italy.

Lucrezia raccoglie e interpreta questo Rinascimento: la Quattrocoupé – ha quattro posti e le forme di una sportiva – installa un motore V8 turbo di 4,2 litri da 510 cavalli, è lunga oltre 5 metri (lunghezza 5272mm, larghezza 1958mm, altezza 1419mm, passo 3181mm), come ogni auto moderna si misura con il concetto di alleggerimento delle masse. L’abitacolo per quattro passeggeri ha una deriva di stampo aeronautico e di lusso, così Lucrezia è un ottimo esempio di come si possano ancora realizzare automobili emozionali. Perché no, facendo leva su una miscela unica di quelle eccellenze che rendono speciale il made in Italy in tutto il mondo: non un caso se dietro agli pneumatici Pirelli, infatti, spuntino le pinze rosse dei freni Brembo, e se questa Quattrocoupé strizzi decisamente l’occhio a berlinoni sportivi come la Quattroporte di Maserati, guarda caso l’auto simbolo di una forma nuova di velocità e lusso negli anni Sessanta.




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