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Il Mercato Auto Cresce nel 2007

Il Mercato Auto Cresce nel 2007

Con più di 200mila immatricolazioni nel solo mese di febbraio 2007, il mercato dell’auto registra un incremento del 5,66% rispetto al 2006. La medicina degli ecoincentivi ha contribuito in positivo ma sono in netto calo gli acquisti delle aziende.

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Secondo i dati diffusi dalla Motorizzazione Civile, in febbraio 2007 sono state immatricolate 223.504 autovetture con una crescita del 5,66% rispetto allo stesso mese del 2006. Il risultato è positivo ed è il migliore registrato in febbraio negli ultimi sei anni tanto più se si considera che sul dato hanno influito anche elementi negativi di non trascurabile portata.

Sul risultato del mese scorso hanno inciso infatti essenzialmente tre fattori. Le vendite hanno cominciato a risentire della penalizzazione fiscale dell’auto aziendale prevista dalla manovra di fine anno che ha indotto un numero rilevante di operatori economici a rivedere i loro piani di acquisto di autovetture. Già negli ultimi mesi del 2006 il settore del noleggio a lungo termine, che è la formula attualmente in maggior crescita per le flotte aziendali, ha subito un calo degli ordini valutabile nel 15%.

Il mercato delle imprese, che nel 2006 ha assorbito il 28% delle immatricolazioni, dovrebbe quindi aver accusato un calo, anche se i dati diffusi oggi non hanno un dettaglio tale da consentirne una quantificazione. Un altro elemento che ha contribuito a contenere la crescita di febbraio è la frenata che si è verificata per i “chilometri zero”. Con gli incentivi è diminuito infatti l’interesse di case e concessionari a immatricolare vetture nuove ai concessionari per venderle poi sul canale dei “chilometri zero”.

Il terzo fattore che ha influito sul bilancio delle immatricolazioni di febbraio ha più che neutralizzato gli effetti negativi dei due fattori già citati. Si tratta ovviamente degli incentivi alla rottamazione che hanno dato luogo ad una forte crescita degli ordini. L’impatto sulle immatricolazioni è già evidente, ma ancora contenuto perché case automobilistiche e concessionari non sono in grado di rispondere con prontezza al picco di domanda per le vetture acquistabili con incentivi.

Come è noto, queste auto non sono tutte quelle offerte sul mercato italiano, ma soltanto quelle con emissioni di CO2 non superiori a 140 gr/km (696 versioni su 3.713). Per effetto dell’allungarsi dei termini di consegna delle vetture acquistate con incentivi, il primo impatto veramente significativo delle agevolazioni statali sulle immatricolazioni dovrebbe verificarsi in marzo. D’altra parte, sottolinea il Centro Studi Promotor, l’effetto incentivi emerge con chiarezza anche dai dati attualmente disponibili da cui risulta che in gennaio e febbraio vi è stata una forte crescita dei modelli più piccoli e una penalizzazione degli altri.

Dall’inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor emerge poi che il clima di fiducia degli operatori del settore auto si mantiene molto positivo, anche se vi è un modesto ridimensionamento rispetto al massimo che l’indicatore aveva toccato in gennaio sull’onda dell’entusiasmo per gli incentivi. Dall’inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor emerge poi che in febbraio l’83% dei concessionari valuta normale o alta l’affluenza di visitatori nelle show room e che per l’acquisizione di ordini la percentuale corrispondente è pari al 79%.

Sempre dalla stessa fonte, risulta che per il 92% dei concessionari l’elemento che ha maggiormente sostenuto le vendite di vetture nuove in gennaio sono stati gli incentivi alla rottamazione, mentre il maggior fattore di freno viene indicato dal 57% degli interpellati nella situazione economica delle famiglie. Da segnalare però che per il mercato dell’usato il 61% dei concessionari indica come principale fattore di freno proprio gli incentivi alla rottamazione, in quanto l’usato incomincia a risentire della concorrenza del nuovo incentivato.




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