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Incentivi 2011 - Auto escluse

Incentivi 2011 - Auto escluse

Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, rimodula lo stanziamento per proseguire il sostegno dei consumi: sono 110 milioni di euro disponibili per tutti i settori del piano incentivi, dalle moto alle macchine agricole. Ma per le auto nulla.

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Incentivi per le auto: li chiedono a gran voce l’Unrae (Case estere), l’Anfia (Case italiane), i concessionari. Ma non se ne vede l’ombra. Gli ultimi spiccioli riguardano marzo 2010, come coda dei bonus statali 2009. Arriva denaro solo per altri settori. Infatti, le risorse residue del piano governativo di incentivi, varato in aprile per sostenere i consumi nei settori previsti, sono state rimesse in circolo liberando così circa 110 milioni di euro. Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha firmato il decreto con cui sono riassegnati i fondi ancora disponibili per il sostegno della domanda finalizzata a obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro.

Ma com’è avvenuta la rimodulazione? È stata fatta sulla base delle informazioni sullo stato delle prenotazioni dei contributi per i 10 settori incentivati fornito da Poste Italiane Spa, che gestisce le procedure amministrative, il call center e il sistema informatico dell’operazione. Contestualmente è stata anche avviata la procedura di pagamento dei contributi spettanti ai rivenditori.

Il ministro Romani ha sottolineato che "la misura di sostegno ai consumi si è dimostrata un successo: ben quattro dei dieci settori economici interessati agli incentivi hanno esaurito le risorse originariamente loro destinate già a poche settimane dall’avvio del provvedimento". Non stentiamo a credergli. Però perché alle auto non si pensa? È vero che per le vetture servono molti più soldi da stanziare; tuttavia, si potevano premiare le macchine che consumano e inquinano davvero poco.

Leggiamo i dati degli altri settori. A oggi risultano concessi oltre 925.000 contributi, per un totale di 189 milioni di euro di risorse erogate, sui 300 milioni di euro originariamente messi a disposizione. Con questa rimodulazione, il Governo intende consentire da parte dei consumatori il pieno ed ottimale utilizzo delle risorse residue, in questo momento pari a 110 milioni di euro, e di massimizzare i risultati che il Governo si era posto con il Decreto a favore del sistema delle imprese, ossia il sostegno della domanda di mercato per la ripresa economica, di cui fortemente tuttora si avverte l’esigenza in un contesto di perdurante stagnazione. Questa la spiegazione logica del ministro Romani: con lo stesso criterio, tuttavia, secondo noi si poteva assegnare qualche piccola risorsa al mondo auto.

Interessante anche il metodo di redistribuzione del denaro: è stato deciso di effettuare un’unica variazione compensativa tra tutti i settori che consentirà di far confluire tutte le risorse ancora non prenotate in una disponibilità comune ai settori stessi. Il fondo unico così costituito sarà reso disponibile per le prenotazioni dei rivenditori e consumatori a partire dal 3 novembre 2010. Fino a quella data, i settori incentivati che ancora presentano una disponibilità di risorse rispetto alla dotazione iniziale, potranno continuare a prenotare i contributi secondo le modalità già in vigore.

Condivisibile che, in un momento di difficile congiuntura economica, la misura governativa dia un forte sostegno ad importanti settori del Made in Italy: lo stesso discorso potrebbe valere per Fiat. In particolare, c’è stato il sostegno statale a favore di settori a forte presenza di imprese italiane, come la nautica, che ha permesso l’acquisto di 155 stampi industriali per scafi da diporto, per quasi 20 milioni di euro, e di oltre 1.300 motori fuoribordo. Come pure il sussidio alla produzione di macchine agricole e per il movimento terra che, seppur con numeri inferiori in termini di contributi erogati (quasi 4.300), hanno visto il veloce esaurirsi delle risorse loro destinate.

Il ministero dello Sviluppo economico, tramite Poste Italiane Spa, ha contestualmente dato il via alla procedura di saldo dei contributi spettanti a rivenditori (e agli acquirenti per i soli immobili ad alta efficienza energetica), in relazione alle pratiche di incentivo inviate nei mesi di operatività della misura.

Ricordiamo che il mancato rinnovo degli incentivi per le auto ha generato un fenomeno collaterale di non secondaria importanza: i valori della CO2, che nel corso del 2009 in Italia avevano fatto registrare una riduzione di oltre 8 punti, hanno ripreso a salire, allontanandoci dall’obiettivo medio di 130 g/km, stabilito dall’Unione europea per il 2012 e ancor più da quello di 120 g/km, fissato per il 2015..




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