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Incidenti Mortali - Colpo di Sonno

Incidenti Mortali - Colpo di Sonno

Si stima che il 25% degli incidenti sia da imputare al colpo di sonno. Al primo sintomo di stanchezza, c’è solamente un rimedio: fermarsi a dormire. Si deve stare alla larga da qualsiasi altro presunto rimedio. Che alla lunga invece peggiora le cose.

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Colpo di sonno: quanti incidenti provoca con esattezza? Una statistica unica e ufficiale non esiste. Perché è difficile che nei verbali delle Forze dell’ordine la causa venga indicata nell’appisolamento del guidatore: tutt’al più, si evidenziano voci come l’eccesso di velocità o la distrazione. Comunque, secondo stime recenti, il 25% dei sinistri (specie di quelli gravi) hanno alla base il colpo di sonno.

Le tracce di frenata? Quasi sempre non compaiono. Perché rientri fra gli incidenti da colpo di sonno, occorre che il conducente ricordi tutto dopo il sinistro. E racconti come sono andate le cose, senza vergognarsene.

Il sonno in auto è un nemico terribile, subdolo, infido. Perché la stanchezza e il sonno si manifestato poco alla volta, con le palpebre più pesanti, il capo che reclina, i riflessi che scompaiono. Ma in tanti tendono a sopravvalutarsi e a pensare: se sono ancora sveglio, ce la farò ancora per ore, sino al termine del viaggio.

Il problema è che lo stato mentale, prima del colpo di sonno, è confuso: difficile essere lucidi, soprattutto se si continua a resistere a Morfeo.

Basta un nonnulla, ed ecco che gli occhi si chiudono per pochi istanti e d’improvviso ci si risveglia in un fossato. Se va bene. Nella peggiore delle ipotesi, c’è un frontale con un’altra auto.

Allora, iniziamo dalle "dritte". Appena avvertite uno di questi sintomi, fermatevi dove potete: distrazione, difficoltà a tenere sollevata la testa. bruciore agli occhi, pesantezza delle palpebre, frequenti sbadigli, fatica a mettere a fuoco la segnaletica e le auto, allentamento del piede sull’acceleratore. Occhio anche a segnali come i piccoli spostamenti della traiettoria della vettura.

La soluzione? Una sola: dormire. Perché è inutile rimpinzarsi di caffè, mettere la testa fuori dal finestrino, alzare il volume della radio. Anzi, passato l’effetto iniziale di euforia, il sonno torna di prepotenza.

Ma ancora meglio è prevenire. Dormire a sufficienza il giorno prima di partire, mangiare leggero, stare alla larga dall’alcol. E fare una pausa di qualche minuto ogni due ore di viaggio. Attenzione al caldo, che stordisce: usate il climatizzatore.

Per quanto riguarda i farmaci (come gli antidolorifici e i tranquillanti), la faccenda è ancora più delicata. È vero che spesso non se ne può fare a meno; ma se proprio ci si deve mettere al volante dopo averli assunti, massima prudenza.

Le Case automobilistiche hanno già in listino o in sistemi per prevenire il colpo di sonno: un cicalino e un tremore del sedile o del volante (oppure con un movimento dello sterzo appena accennato) danno la sveglia se l’auto si accorge che il guidatore è stanco. Suggerendo la manovra di correzione per tornare in carreggiata. Altri sistemi analizzano (tramite telecamere a infrarossi) i battiti delle palpebre o analizzano i movimenti della testa, e avvertono il conducente in caso di pericolo. Tutto utile; però la vera prevenzione nasce solo dal guidatore.

Per paradosso, proprio i giovani (quelli che in teoria dovrebbero essere i più svegli) sono i soggetti maggiormente a rischio: si sopravvalutano. Anche per questo, i neopatentati non possono bere alcol prima di guidare: sono i protagonisti delle stragi del sabato sera. Dall’alcol al colpo di sonno in auto il passo è molto più breve di quanto i ragazzi immaginino.




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