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Indennizzo diretto: lo eliminiamo?

Indennizzo diretto: lo eliminiamo?

Alla Camera, un gruppo di deputati di diversi partiti politici ha presentato un progetto di legge per eliminare l’indennizzo diretto. Che dal febbraio 2007 a oggi ha portato a un aumento delle tariffe Rca. Una procedura che fra l’altro appare facoltativa.

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Newstreet.it non si schiera con nessun partito politico: se ora dà conto di un progetto di legge sull’indennizzo diretto, lo fa perché l’iniziativa arriva da uno schieramento eterogeneo. I deputati della Camera Raisi, Cimadoro, Froner, Polidori, Torazzi, Vico, Vignali propongono, con un Disegno di legge, modifiche al Codice delle assicurazioni private. Obiettivo, apportare alcune modifiche agli articoli 141, 148 e 149 del Codice delle assicurazioni private, cosa indispensabile (stando ai deputati) dopo la sentenza della Corte costituzionale numero 180 del 19 giugno 2009.

Ma cosa dice quella sentenza? Afferma la facoltatività dell’utilizzazione del nuovo sistema di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale, denominato procedura di risarcimento diretto: ci si fa rimborsare direttamente dal proprio assicuratore. Tale nuovo sistema, infatti, secondo quanto affermato dalla Corte, non poteva essere introdotto come sistema obbligatorio con lo strumento del decreto legislativo al di fuori di una specifica delega in tal senso.

Ne è derivata una situazione di incertezza nelle conseguenze operative, sia per quanto attiene ai rapporti fra Compagnie assicurative, tenute a stipulare e a rispettare fra loro una convenzione che le "obbliga" al risarcimento diretto, sia per quanto attiene alla fase stragiudiziale dei rapporti fra le Compagnie e i danneggiati, fase preliminare necessaria e obbligatoria nel procedimento di accertamento e liquidazione del danno.

In particolare, tale norma violerebbe il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), imponendo solo ad alcuni restrizioni del diritto di far valere le proprie ragioni nei confronti del responsabile di un danno nelle opportune sedi giudiziali. Risulterebbe inoltre violato il principio costituzionale del diritto di difesa (articolo 24), poiché verrebbero posti ostacoli al diritto di tutti di agire in giudizio nei confronti di taluni soggetti per la tutela delle proprie ragioni. Infine, si avrebbe violazione degli articoli 1, 35 e 41 della Costituzione, che tutelano il lavoro come principio fondante della Repubblica (articolo 1), in tutte le sue forme e applicazioni (articolo 35) e con il rispetto della libertà della iniziativa economica (articolo 41).

L’esclusione della tutela del diritto nei confronti del responsabile del danno e l’obbligatorietà dell’azione nei confronti di un soggetto contrattualmente legato al danneggiato, infatti, espone quest’ultimo al rischio della limitazione della propria libertà di scelta del contraente in regime di libera concorrenza. In definitiva si deve ritenere la scelta della facoltatività del sistema del risarcimento diretto come l’unica scelta rispettosa dei princìpi costituzionali.

Ciò non impedisce peraltro la possibilità di istituire sistemi alternativi di risarcimento, tali da non consentire l’affermazione di eventuali ipotesi di abuso di posizione dominante, ma basati su un regime di effettiva libera concorrenza che costringa i soggetti interessati a confrontarsi fra loro sul campo della efficienza.

Non deve, infine, essere ignorato il fatto che l’obbligatorietà del risarcimento diretto renderebbe il nostro sistema disarmonico rispetto ai sistemi adottati dagli altri Paesi dell’Unione europea, dove al contrario si sono affermati solo sistemi di risarcimento diretto non obbligatori.

Del resto, se il sistema funziona bene sarà liberamente scelto dai consumatori, ma se non funziona, pretendere che esso venga imposto alla collettività rappresenta un arbitrio che inevitabilmente finisce per favorire i soggetti che nel rapporto assicurativo hanno maggiore forza contrattuale.

Le storture che si sono create nel sistema sono confermate dal crescente numero di multe che l’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) ha erogato per accertata scorrettezza nei procedimenti liquidativi e della maggior frequenza dei casi di contenzioso. In ogni caso, dato l’aumento delle tariffe Rca, a giudizio di Newstreet.it è bene che l’indennizzo diretto venga eliminato.

Verrebbe comunque confermato il diritto del terzo trasportato al risarcimento dell’eventuale maggior danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, ma solo nel caso in cui il veicolo di quest’ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo.
Contestualmente, si pone in capo al terzo trasportato la facoltà di avviare la procedura di risarcimento prevista dall’articolo 148 del codice delle assicurazioni private contro la compagnia assicurativa del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro, ovvero, in alternativa, a rivolgere in qualsiasi momento la richiesta di risarcimento all’assicurazione del responsabile.




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