Notizie dal Mondo dei Motori
Italia, perse 260.000 vendite

Italia, perse 260.000 vendite

Andiamo male: per l’Italia, il primo semestre dell’anno per il mercato auto si chiude con 1.012.849 immatricolazioni e un passivo del 13,1%, rispetto alla prima metà del 2010. L’Unrae (Case estere) critica con il nostro Governo per la pressione fiscale.

Dimensione Carattere:

Partiamo dai numeri, molto negativi, appena forniti dall’Unrae (Case estere) che si basa sui dati del ministero dei Trasporti: le immatricolazioni di auto a giugno 20111 sono in flessione dell’1,7% con 168.832 auto, rispetto al livello già sottodimensionato di un anno fa (171.753). Il primo semestre dell’anno per il mercato auto si chiude con 1.012.849 immatricolazioni e un passivo del 13,1%, rispetto all’analogo periodo 2010. E gli ordini? Siamo sui 153.000 contratti, in lieve crescita (+2,6%) rispetto al già basso andamento dell’analogo mese dello scorso anno (che fu il peggior risultato dal 1998). Nel cumulato del primo semestre, 987.000, in crescita del 6% sul debolissimo semestre iniziale 2010.

Il livello di immatricolazioni di giugno è il più basso degli ultimi 15 anni e nel primo semestre si sono perse oltre 260.000 vendite, rispetto alla media per lo stesso periodo degli ultimi 10 anni. Un danno per i Costruttori, per i concessionari, per l’indotto e pure per lo Stato, dato che il gettito Iva cala di un miliardo di euro, secondo il Centro studi Unrae.

Duro Jacques Bousquet, presidente Unrae: "Per l’ennesima volta, la lunga mano del sistema fiscale raggiunge le tasche degli automobilisti e, che siano tributi, carburanti, assicurazioni, pedaggi o altro, saranno sempre loro i primi chiamati a contribuire". La decisione di numerose Province (siamo a quota 30) di aumentare l’aliquota dell’imposta Rc auto dal 12,5% al 16%, il possibile incremento dell’Imposta provinciale di trascrizione sugli acquisti di auto, nonché le nuove accise pesano parecchio. "Pur comprendendo le esigenze di equilibrio dei conti pubblici - aggiunge Bousquet - tali decisioni risultano intempestive, visto il momento di assoluta difficoltà del mercato".

Giustamente, Gianni Filipponi, direttore generale Unrae, aveva gettato acqua sul fuoco nel momento in cui era stato commentato positivamente il risultato del mese di maggio (+3,6%), per due ragioni: il debole andamento degli ordini acquisiti (indicatore dell’effettiva stagionalità della domanda) che, nel confronto con le immatricolazioni, sta portando ad una progressiva riduzione del portafoglio; il cospicuo apporto al mercato, nei primi mesi dell’anno in corso, derivante dalle immatricolazioni di autovetture destinate al noleggio.

Sono le famiglie che hanno pochi soldi per l’auto. A giugno, gli acquisti dei privati sono nuovamente diminuiti di quasi il 10%, portandosi a una quota del 60% del totale, rispetto al 65% di un anno fa. Una parte di quanto perso dai privati continua ad essere recuperato dalle immatricolazioni per uso noleggio (+11,3% nel mese al 20,6% di rappresentatività) e da quelle delle società (+13,4% in giugno, al 19,4% di quota di mercato).

E Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor GL events, calca la mano: la pressione fiscale "si fa sentire in Italia, mentre in Francia il direttore del Programma trasporti del Commissariato generale per gli investimenti ha dichiarato che l’automobile, per il Governo francese, è una priorità e che l’industria francese dell’auto avrà a disposizione nei prossimi anni miliardi di euro attraverso diversi programmi di ricerca finanziata e un contributo specifico di 750 milioni dedicato all’auto".




Newstreet.it - Auto e Motori

Servizi e Link Consigliati