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James Bond su Aston Martin in Skyfall

James Bond su Aston Martin in Skyfall

Daniel Craig veste per la terza volta i panni di 007 nel 23esimo film della saga cinematografica: Skyfall. La sua auto? Ancora la mitica Aston Martin DB5

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Nel 1962 Sean Connery è per la prima volta James Bond: nel 1964, con Goldfinger (1964) l’agente segreto sale su una DB5 e sbanca il botteghino. Cinquant’anni più tardi tocca a Daniel Craig vestire i panni di 007 (per la terza volta) nel 23esimo film della saga cinematografica, Skyfall. La sua auto? Ancora la mitica Aston Martin DB5, quella dei film di una volta e la stessa già apparsa per un cameo in quel Quantum of Solace (2008) sempre al fianco di Craig. È un Bond nuovo, diverso, contemporaneo e umano come mai prima. Questo 007 è più uomo che eroe invincibile. Ha una complicata psicologia, è concreto e meno gigione che nelle sceneggiature passate. Trascende il savoir faire che per mezzo secolo ne ha contraddistinto il personaggio imposto nei Sessanta da Connery e accende un romantico ritorno al passato che, per certi versi, assume connotati contemporanei. Bond lotta, si stropiccia, si ammacca. Non usa raggi laser né i congegni fantascientifici del mitico Q, conserva immutato l’amore per quelle auto-icona che l’hanno sempre accompagnato tanto nei libri di Fleming che nelle colossali produzioni cinematografiche.

Il Bond di Craig è sorprendente tanto che, dopo due pellicole sulla Aston Martin DBS compresa l’ormai famigerata sequenza del cappottamento (7 rotazioni complete) realizzata proprio a due passi dalla fabbrica Aston Martin, a Millbrooke, nel prologo di Skyfall, 007 appare su un Defender. Sono dieci minuti di adrenalina, inseguimenti e spari: insieme all’agente Eve (Naomie Harris), sale a bordo di uno speciale Defender 110 Double Deck Pick Up anche se, in realtà, sono addirittura 77 i veicoli Land Rover usate per le riprese, comprese Range e Jaguar XJ.

Come detto l’auto ‘di scena’ è la DB5, apparsa per la prima volta con Connery nel 1964, anche se nelle pagine dell’autore che ha inventato James Bond, Ian Fleming, l’agente segreto britannico doppio zero, quindi con licenza di uccidere, guida una Bentley Mk IV del 1930. Si tratta di un’auto esclusiva, certo, ma priva di quei congegni che hanno caratterizzato i film. L’unica arma segreta di Bond è infatti una Colt 45 nascosta nel cruscotto. Solo Albert Broccoli e Harry Salzmann acquistano i diritti cinematografici, la musica cambia e gli accessori diventano parte integrante del personaggio. Nel primo bond-movie, Licenza di Uccidere (1962), tocca alla Sunbeam Alpine Serie II ma è Aston Martin il costruttore più rappresentato in assoluto: alla DB5 si aggiungono entrambe le generazioni di DBS, la V8 Vantage Serie III, la Vanquish. Nel 1967 Connery guida una Toyota 2000 GT realizzata appositamente in versione cabriolet, Roger Moore invece sceglie la Lotus Esprit: il modello S1 per La Spia che mi amava (1977) e la versione Turbo in Solo per i tuoi occhi (1981). Quando spetta a Pierce Brosnan vestire i panni di 007, le auto sono Bmw: Z3, 750iL, Z8. È solo un interludio; presto Bond torna all’antico amore, e Aston Martin è di nuovo protagonista




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