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Kia Cee'd SW

Kia Cee'd SW

Il secondo modello Kia a chiamarsi cee’d è sorprendentemente piacevole a vedersi, per effetto del profilo a cuneo e il muso da tigre feroce, e ancor più raffinato a toccarsi

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“Kiamami”, sembra sussurrare quando le auguriamo buonanotte. La cee’d ricambia le nostre attenzioni strizzandoci l’occhiolino sottoforma di spia arancione intermittente. Difficile rifiutare l’invito e resistere alla tentazione di non “tradire” di nuovo la propria fiamma, magari un’italiana (Giulietta), al massimo una tedesca (Golf). Pur di sedurti, la procace orientale ti fa segno con luci di cortesia su maniglie e retrovisori. Espressione fedele della perseveranza con la quale le culture asiatiche rincorrono la tecnologia e il patrimonio artistico della vecchia Europa, il secondo modello Kia a chiamarsi cee’d è sorprendentemente piacevole a vedersi, per effetto del profilo a cuneo e il muso da tigre feroce, e ancor più raffinato a toccarsi, con quegli interni di qualità artigianale che oltre ad indovinare i gusti del pubblico danno l’impressione di poter durare a lungo. Anche sette anni, come la garanzia che il marchio del Gruppo Hyundai applica alla sua nuova compatta. Cui di recente è spuntata la coda, per proporsi sul mercato anche in formato station wagon. Cambia la mission ma non la sostanza: anche la cee’d Sportswagon, di coreano vecchia maniera conserva ben poco.

Di generazione in generazione
Si prenda il primo esemplare di cee’d Sporty wagon e lo si metta e raffronto con l’erede: solo così emerge il gap stilistico e qualitativo che separa il primo corso di Kia con la nuova veste, più modaiola e internazionale, del marchio dell’Estremo Oriente. La carrozzeria è più lunga (4.505 mm) e bassa (1.485 mm) della precedente, segnando inoltre una differenza con l’odierna 5 porte nell’ordine dei 19 cm in senso longitudinale e 1,5 cm (semplice slittamento tecnico dovuto all’allungamento delle forme) in verticale. Invariato invece il passo di 2,65 metri, uno dei più lunghi dell’intero segmento C. L'aspetto "atletico" è ulteriormente accentuato dall'assetto delle sospensioni allargato, mentre la silhouette slanciata è stata perfezionata nel corso di approfonditi test aerodinamici nella modernissima galleria del vento del centro ricerche Kia di Namyang, in Corea. La maggiore inclinazione del parabrezza, la carenatura inferiore, lo spoiler all'estremità posteriore del tetto e la originale profilatura della copertura delle luci posteriori sono tutti particolari che hanno permesso alla nuova cee'd SW di raggiungere un Cx pari a 0,30, valore che la colloca fra i modelli best in class della categoria e contribuisce a ridurre consumi e rumorosità in marcia a velocità sostenute.

Carico da 90
L'architettura di questa sorprendente familiare sviluppa l'impostazione della berlina e sfrutta nel migliore dei modi la formula del passo lungo e degli sbalzi contenuti, ottenendo così una capacità di carico superiore a quella delle concorrenti pur con un ingombro inferiore (4,50 metri di lunghezza). Il tutto con un look che mantiene la personalità e lo slancio della hatchback. La fruibilità del grande volume di carico (528 litri, 1.642 abbattendo i sedili posteriori) può essere ulteriormente migliorata con l'adozione (a richiesta) del Traveller Pack, trovata che arricchisce la cee'd SW di una soluzione finora disponibile solo nelle vetture di classe "premium": l'accorgimento consiste nel modulare a piacimento gli spazi posizionando una traversa metallica regolabile fissata opportunamente al piano di carico. Non serve un genio per montarla e in un colpo solo si dispone come di due bagagliai distinti. Per caratterizzare ulteriormente il design esterno, la cee'd Sportswagon dispone di cerchi in lega da 17 pollici (di serie sulle versioni Class 1.6 GDI e 1.6 CRDi 128 cv) con un disegno specifico.

Euro Kia
Sarà che è progettata, disegnata e costruita dalle nostre parti, sull’asse tedesco-slovacco Francoforte – Zilina, sta di fatto che alla controfigura della i30 Wagon un difetto vero e proprio si scova a stento. Si può osservare che lo sterzo, nonostante la tripla mappatura “Comfort”, “Normal” e “Sport” che l’opzionale Flex Steer (500 euro in abbinamento a Bluetooth e sensori di parcheggio) propone, non lavora preciso come a bordo delle best seller storiche di segmento C. Ma è un peccato che affiora solo ad andature sostenute, non esattamente la dimensione spaziotemporale che si immagina, ancora oggi, chi acquista una Kia. Ci si può poi lamentare della scarsa visibilità offerta dal lunotto posteriore, alto e deformato in nome del design. Ma ad agevolare i posteggi in retromarcia interviene l’apposita telecamera che proietta le immagini sul display touch screen da 7” del fluido e completo navigatore, 1.500 euro spesi proprio bene. Peccati veniali, insomma, che ispirano indulgenza. La vita a bordo della cee’d - acronimo che sta proprio per “Comunità Europea European Design” - scorre invece all’insegna del comfort e del buon gusto, coi comandi principali e quelli secondari razionalmente ordinati in modo da facilitare il loro uso e l'illuminazione a LED della console centrale e delle maniglie di apertura porte a creare un ambiente particolarmente elegante. La dotazione di serie comprende in ogni caso il volante regolabile nelle due direzioni, il sistema audio a 6 altoparlanti, le prese per iPod, supporti USB e altre fonti Aux, oltre al computer di viaggio multifunzione.




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