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Lancia Flavia - Prova su strada

Lancia Flavia - Prova su strada

Cabriolet dalle dimensioni generose, eleganza italiana e anima americana. La Flavia del terzo millennio è modaiola più che sportiva. Nata per viaggiare in ampi spazi!

Video  Lancia Flavia, il vero piacere di guida!
Video  Lancia Flavia

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Quello di teletrasportare nel futuro icone del Boom economico sembra un esercizio al quale un po’ tutti, di questi tempi, vogliono partecipare. D’altra parte, se con Fiat 500, Mini e VW New Beetle l’operazione può nel complesso dirsi riuscita, perché allora non coltivare il filone e tentare la fortuna riesumando altri “classici”? Dopo anni di turbolenta gestazione Lancia dà alla luce il progetto Flavia, che in verità dal passato della Casa prende in prestito giusto un nome dolce e nulla più. Già, la Flavia del Terzo Millennio ben poco, stilisticamente e ingegneristicamente, ha da spartire con l’illustre e cinematografica progenitrice. Se non altro perché nasce laggiù negli Stati Uniti, nello stabilimento Chrysler di Sterling Heights (Michigan), e proprio con i “broncos” che pascolano le praterie nordamericane condivide semmai gran parte del proprio codice genetico. Insomma: un “usato sicuro” per nome, una campagna pubblicitaria in bianco e nero, il fascino senza età della guida a cielo aperto. Stop. Tanta acqua è passata sotto i ponti, le analogie con l’antenata anni Sessanta si esauriscono qui. Pur con quella targhetta generatrice di emozioni, la Flavia – sulla falsariga di Thema e Voyager – resta insomma un modello Chrysler - nella fattispecie la 200 Convertible - sulla quale Lancia passa un gradevole strato di vernice. Ecco riportato il valore storico dell’iniziativa al grado che più gli compete.

Auto della pulizia
Passiamo quindi all’analisi del prodotto per come si mostra a un comune profano. Sesto modello della gamma Lancia, il terzo sviluppato in partnership con Detroit, la Flavia si classifica come cabriolet a quattro posti e a trazione anteriore di assai qualificato senso estetico, dove il gusto dell’artista per nulla ostacola il certosino lavoro dell’equipe aerodinamica. Di squisito stampo “Stars&Stripes” sono senz’altro le imponenti dimensioni: 4,9 metri di lunghezza, 1,4 m di altezza e 1,8 di larghezza, misure che ne fanno un autentico “transatlantico” decapottabile. Dal look elegante ed essenzialmente pulito, la nuova “cabriolona” del Gruppo Fiat si riconosce innanzitutto per quel frontale scultoreo Lancia/Chrysler dove spiccano l’inedita griglia con logo Lancia e gli originali proiettori anteriori (gli unici dal contorno che rompa con le precise geometrie degli elementi tutt’attorno) e fendinebbia, questi ultimi sovrastati da un ornamentale listello cromato. La lunga fiancata si mostra a sua volta estremamente semplice e filante, resa ancor più personale dai cerchi in lega da 18 pollici (215/55 la misura dei pneumatici di serie). La prospettiva posteriore regala infine un panorama caratterizzato da luci a Led e scarichi cromati, oltre a una barra orizzontale riflettente che attraversa per il largo il bagagliaio dandogli un tocco di esclusività. A seconda della configurazione di carrozzeria attiva in quel momento, anche la capote in tela nera a comando elettrico. Successivamente al lancio sarà disponibile pure un soft top di colore beige, così come fra le tinte degli esterni si aggiungeranno, agli attuali Bright White e Mineral Grey, le tonalità Deep Cherry, Silver, Black e Blackberry.

Avanti, c’è posto
Sarà anche di derivazione yankee ma la Flavia, specialmente per quanto riguarda gli interni, trasmette lo stesso spirito di artigianalità e cura dei dettagli che hanno fatto la fortuna del Made in Italy nel mondo. Anche in abitacolo si è diffusamente ricorso alla tecnica della cromatura per donare lucentezza alla consolle centrale, territorio dominato da tasti e manopoloni a prova di cieco, un grazioso display come catalizzatore delle funzioni di navigazione, telefonia e intrattenimento, infine un orologio analogico dal profumo, quello sì, di italica maestria. Il cambio automatico, altro richiamo alle abitudini d’Oltreoceano, non è abbinato a “paddle” per la selezione manuale delle marce. È insomma ormai chiaro come la Flavia nasca con la missione di solleticare i desideri della raffinata borghesia piuttosto che alimentare le pulsioni racing di qualche nostalgico lancista. Il volante in pelle attira su di sé i comandi per gestire in sicurezza radio, cruise control e computer di bordo, i sedili di nuova concezione sono infine “vestiti” di una pregiata pelle e completi di utili appoggiatesta attivi. La mano del Centro stile Lancia quindi c’è e si vede, ed è quel valore aggiunto che concorre a plasmare un prezzo di attacco di 37.900 euro (confezionata una serie di formule finanziarie all inclusive). Un interasse di 276 cm assicura spazio a volontà sia per gli occupanti della fila anteriore sia per i passeggeri posteriori, comodi anche nella misura di due adulti. L’accesso alla seconda fila risulta a sua volta abbastanza agevole: nessun “crac” ad anche o ginocchia. Grazie inoltre alle soluzioni tecnologiche adottate per il ripiegamento della capote, la nuova Flavia può vantare un bagagliaio ai vertici del segmento: 377 litri con capote chiusa e 198 litri a capote aperta, vano non certo eccezionale in termini assoluti ma discreto in ottica cabrio, visto e considerato che il tetto è di carattere semirigido e in quanto tale porta via più spazio. A proposito di capote: per passare dalla modalità aperta a quella chiusa il meccanismo impiega 28 secondi, non fulmineo ma preciso. Una volta steso il tettuccio sopra la propria testa, un lunotto termico in vetro assicura una visibilità posteriore sufficiente e non di più: già, piuttosto che in veste di optional, i sensori di parcheggio avrebbero potuto essere inclusi nella dotazione standard, peraltro niente affatto scarna.




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