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L'Aston Martin che James Bond non guiderà

L'Aston Martin che James Bond non guiderà

La prepotente Vanquish è tutta nuova: con la carrozzeria interamente in fibra di carbonio e il V12 di 6 litri e 573 cavalli, pronta per la routine quotidiana e per il circuito

Video  Aston Martin Vanquish

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Sarebbe facile far correre subito la memoria all’auto di James Bond, specie a pochi giorni dall’uscita nelle sale cinematografiche dell’attesissimo Skyfall, 23esimo episodio dell’agente segreto più famoso al mondo. E, anche, perché proprio Vanquish fu il bolide a disposizione di Pierce Brosnan proprio nei panni di 007, prima che un’altra supercar Aston Martin, la DBS, ne prendesse il posto al servizio di Daniel Craig.

È il gioco delle parti, se vogliamo, allorché, ancora, il cambio della guardia al cinema come nella realtà interessa proprio questi due straordinari modelli: DBS esce di scena, a favore di una Vanquish tutta nuova. Il model year 2013 ha un motore di V12 di 6 litri, eroga l’immane potenza di 573 cavalli accompagnati da quel suono unico e riconoscibile, sempre.

Roco, baritonale, eccelso. Frutto di una articolata lavorazione degli scarichi che dalle due bancate confluiscono in una cassa armonica prima di separarsi ancora per dar maggior enfasi al concetto di ‘sinfonia’ motoristica. Questione di dettagli, perché in fondo su quest’auto ogni minimo particolare è ricercato, studiato, realizzato con meticolosa attenzione per restituire una esperienza, prim’ancora che un bolide da trecento orari con scatti da fermo quantificabili in un amen. Non a caso gli interni contemporanei ‘vibrano’ come il riff preferito grazie al sofisticato sistema audio Bang & Olufsen, la plancia ha una pulsantiera discreta con pulsanti a sfioro, come i più moderni smartphone che, fra l’altro, si collegano senza indugi per assumere il controllo della centrale multimediale.

Allora la silhouette è la bellissima evoluzione di quegli stilemi che hanno reso un ‘sogno’ ogni Aston Martin: ci sono i fianchi possenti al posteriore che bilanciano in un gioco di linee concave e convesse le fiancate, protese da e verso quel cofano lungo che guadagna la strada, macinandola. La struttura spesa nel design di Marek Reichman è interamente realizzata in fibra di carbonio per essere leggera e plasmabile, spetta poi alle colorazioni speciali completare l’opera scenica: da non perdere la verniciatura grigio Skyfall, omaggio a 007 e alla tradizione che lega l’agente segreto al blasone automobilistico fin dai tempi della gloriosa DB5. Lo dimostra, su tutto, l’alettone annegato nella carrozzeria, al posteriore dove che gioca coi flussi aerodinamici per schiacciare a terra la vettura. È un pezzo unico, forgiato in unica soluzione col materiale prezioso che diviene tutt’uno col portellone.

Infilata e premuta la chiave-scultura, è un monoblocco con annegato, a sua volta, il logo Aston Martin, si scatena l’inferno. Basta agire sui paddle al volante per spingere e osare dove si può, lasciando che Vanquish segua fedele ogni desiderio del guidatore. In termini di tenuta di strada, ‘staccate e, banalmente, andature ‘normali’. Vanquish affronta con immutato entusiasmo sia la routine quotidiana sia i cordoli di un circuito




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