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Le Low cost piacciono sempre di più

Le Low cost piacciono sempre di più

Gli italiani sono sempre più conquistati dal low cost: viene visto come uno stile di vita, non come una scelta forzata, di ripiego. È quanto emerge da una ricerca che Dacia, marca del Gruppo Renault, ha commissionato alla TNS. Un fenomeno in crescita.

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Compro una macchina low cost perché non ho un soldo in tasca o perché ritengo il "basso costo" una scelta di vita? A quanto pare, la seconda opzione è in forte crescita. Almeno in Italia. Lo dice una ricerca che Dacia, marca romena del Gruppo Renault, ha commissionato alla TNS. Si tratterebbe quindi di un fenomeno in crescita, anche se andrebbe sempre valutato fino a che punto le risposte sono sincere.

Premettendo che Dacia è parte in causa, essendo la principessa dell’auto low cost, i numeri dicono questo: il 76% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato o di essere disposto ad acquistare prodotti low cost (contro il 50% circa del 2007). Proprio il settore auto interessa l’8% della popolazione. Dacia non può che strofinarsi le mani dalla gioia: la quota di mercato pari all’1,2% può salire senz’altro.

A tale proposito, Andrea Baracco, Direttore Comunicazione & Affari Istituzionali di Renault Italia, ci ha spiegato che le congiunture economiche spiegano solo in parte il successo del fenomeno: "Le ragioni vere del successo del low cost sono da ricercare in un profondo mutamento socio-economico". Tale considerazione ha guidato il Gruppo Renault (con Dacia) nella commercializzazione, primo fra tutti, di una gamma innovativa e articolata di auto che rispondano alla domanda crescente di un consumatore sempre più consapevole.

Gli obiettivi del low cost Dacia sono la ricerca di qualità e concretezza. Non un compito facile. In ogni caso, l’85% del campione intervistato dichiara di conoscere il brand, con una leggera maggioranza tra gli uomini (90%) rispetto alle donne (79%).

Ma perché il low cost Dacia fa presa? Le caratteristiche che vengono associate più spesso al marchio romeno sono la semplicità, la vicinanza alle esigenze della famiglia. Chi compra auto Dacia guarda più alla sostanza che alla forma. E così vanno a gonfie vele le vendite di Logan, Sandero e soprattutto Duster: in quest’ultimo caso, un boom.

Tuttavia, Dacia non è l’unica a operare nel low cost. Ci sono anche, volendo, le piccole Fiat a gas. Ma anche le Chevrolet, o la Nissan Pixo. E magari la Citroën C1. Tutte vetture che in genere offrono una dotazione di serie più ricca, a un prezzo superiore. Perché alla fine il "trucco" è quello: meno dotazione uguale prezzo un po’ più basso, e viceversa. Dopodiché, aggiungi qualche optional a macchine a costo bassissimo, e ti accorgi che il prezzo finale è simile a quello di un veicolo con un listino base più elevato.

E un’altra sfida alle low cost, specie a Dacia, potrebbe arrivare in futuro dalla super economica indiana Tata Nano. Se nel continente asiatico il prezzo è sui 2.000 euro, da noi potrebbe costare 5.000 euro, per via delle modifiche a motore e carrozzeria.

A parte le macchine, comunque, il concetto di low cost perde diventa un trend condiviso e diffuso in ogni fascia socio-economica della popolazione per tutti i beni. Alla domanda "secondo lei a quali fasce di popolazione è associabile il concetto?", ben il 69% delle preferenze è andato alla categoria "a tutti".




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