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Limite 150 km/h in Autostrada

Limite 150 km/h in Autostrada

La Serenissima Brescia-Padova si candida a introdurre il nuovo limite di 150 km/h in autostrada, contro i soliti 130 km/h. Ma attenzione, servirà rispettare numerosi parametri, fra cui l’estensione del sistema di controllo Tutor su tutto il tratto.

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È dal 2003 che si parla di passaggio dal limite di 130 chilometri orari in autostrada a quello di 150, ma non se n’è mai fatto nulla; adesso, invece, la società Serenissima Brescia-Padova si candida a elevare di 20 km/h il tetto. Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.

L’articolo 142 del nuovo Codice della strada, dice che, sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati (il celeberrimo Tutor), gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h (anziché 130) sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali. Tutto qui, allora, basta che ci sia il Tutor? Se così fosse, per la Serenissima sarebbe sufficiente estendere il Grande Fratello dai 25 chilometri attuali ai complessivi 145. Cosa che può avvenire entro febbraio 2011.

Ma in realtà ci sono altri requisiti rigidamente fissati dal Codice della strada. Quei 150 chilometri orari sono consentiti sempreché lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. Insomma, non una passeggiata. Specie al Nord Italia: scordiamoci per un attimo il terrificante caldo afoso di questi giorni e pensiamo al freddo polare dell’inverno del Settentrione, con pioggia e soprattutto nebbia. Occhio: il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti può modificare i provvedimenti presi dagli enti gestori della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui sopra.

Nel dettaglio, serve la valutazione delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato. Dovrà essere verificata la compatibilità del tracciato plano-altimetrico della strada con il limite massimo di velocità che s’intende imporre, avuto riguardo alle caratteristiche effettive della stessa per tratte omogenee di lunghezza apprezzabile (almeno 10 chilometri) e senza significative discontinuità. Pertanto sulle autostrade con accessi e uscite frequenti e a distanza ridotta, o con presenza di discontinuità strutturali, come ponti e gallerie, dove la sezione della strada subisce variazioni alternate (assenza o riduzione della corsia di emergenza), non sarà opportuno procedere ad elevazioni del limite massimo di velocità al di sopra di quello legale generalizzato.

Poi serve la valutazione del traffico. La possibilità di elevare il limite massimo di velocità non può prescindere da valutazioni sull’intensità di traffico che interessa il tratto di autostrada sotto esame. Per condizioni di esercizio prevalenti deve intendersi la condizione di traffico non sia superato nell85% dei casi nell’arco dell’anno.

Quindi, le condizioni atmosferiche prevalenti. A parte che, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima in autostrada non può superare i 110 km/h, il condizionamento di tale parametro nella scelta dei limiti massimi appare meno vincolante rispetto alle altre condizioni che occorre garantire. Di conseguenza, per quanto riguarda le valutazioni delle caratteristiche geometriche del tracciato, si dovrà fare riferimento alla condizione di pavimentazione asciutta. Cionondimeno, nelle aree geografiche dove i fenomeni atmosferici negativi (nebbia, pioggia, neve) sono particolarmente frequenti è opportuna una maggiore cautela.

E ancora: l’incidentalità dell’ultimo quinquennio. Nei tratti di autostrade dove si verificano incidenti in numero superiore alla media, non è opportuna l’elevazione dei limiti massimi di velocità. Per una corretta valutazione occorre riferirsi al tasso di incidentalità globale e al tasso di incidentalità mortale sulle tratte in questione. Tali parametri offrono la possibilità di valutare il rischio effettivo di occorrenza di un evento incidentale, e il rischio connesso all’incidentalità con più gravi conseguenze.

Lungo le tratte interessate dall’innalzamento dovranno essere installati i corrispondenti segnali di limite massimo di velocità individuato, che andranno ripetuti con una frequenza di circa tre chilometri.




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