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L’UNRAE contro il Caro RCA

L’UNRAE contro il Caro RCA

Non se ne può più dei rialzi delle tariffe RC Auto: e così anche l’Unrae (le Case estere) scende in campo chiedendo il raffreddamento delle polizze in Italia. Stando alle associazioni dei consumatori, siamo arrivati a rincari Rca del 186% in 17 anni.

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Nel 1994 è partita la liberalizzazione del settore Rc auto: tutte le Compagnie sono libere di fissare i prezzi Rca, non più stabiliti dallo Stato. Obiettivo, stimolare la concorrenza e far calare le tariffe. A 17 anni di distanza, il bilancio è drammatico: stando alle associazioni dei consumatori, +186%. Con punte elevatissime specie al Sud Italia, dove secondo l’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) si toccano i 7.000 euro l’anno di Rca. Che per questo chiede una revisione del sistema bonus malus (premia chi non fa incidente, penalizza chi li causa), evidentemente non più in grado di reggere. Ora scende in campo anche l’Unrae (Case estere): stop ai rincari.

In particolare, l’Unrae chiede un intervento urgente per calmierare e riequilibrare ai livelli degli altri Paesi europei. Aumenti che gravano esclusivamente sugli automobilisti e contribuiscono ulteriormente a penalizzare un mercato automobilistico già in forte crisi. Il discorso è: già le vendite non lievitano, se poi le Rca picchiano duro, diventa più difficile rianimare il mercato.

Sentite il neopresidente Unrae, Jacques Bousquet, commentando il rilievo dell’Isvap che l’assicurazione Rc auto è aumentata in media del 6,6% dall’inizio dell’anno: "Voglio ricordare che oltre all’aumento della Rc auto, sono state appena incrementate le accise sulla benzina, mentre si attendeva una loro riduzione visto che l’Erario sta incassando molta più Iva dai prodotti petroliferi".

Dopodiché, c’è il nuovo federalismo fiscale che corre il rischio di determinare una crescita anche dell’Ipt. Non solo: le Province, proprio per via della riforma fiscale in senso federalista, possono far crescere le Rca di 3,5 punti percentuali.

Ancora Bousquet: "Questa situazione non è più sostenibile, soprattutto considerando le condizioni in cui versa oggi il mercato dell’auto. Quanto denunciato dall’Isvap in termini di costi delle Rc auto è un altro elemento che rafforza le necessità per la immediata costituzione degli Stati generali dell’auto", che sarebbero formati da Unrae, le altre associazioni del settore, ministeri competenti (Trasporti, Sviluppo economico, Ambiente)m per un rilancio dell’intero comparto.

Logica e scontata la difesa delle Assicurazioni, che ancora non hanno risposto all’Unrae. I costi in Italia sono elevatissimi, con le truffe che minano il sistema. In Italia la circolazione dei veicoli ha provocato nel 2009 oltre 4 mila 200 morti e più di 1 milione di feriti o presunti tali. Il costo sociale dell’incidentalità è di circa 30 miliardi di euro (1,8 punti di PIL), di cui 15 miliardi sostenuti dal sistema assicurativo.

La realtà italiana è che, a fronte di una significativa riduzione dei premi (complessivi e unitari) registrata tra il 2005 e il 2009, il numero dei sinistri accaduti e il costo dei risarcimenti non sono scesi in pari misura. Anzi, il costo complessivo dei sinistri ha mostrato nel triennio 2007-2009 una tendenza alla crescita. A fronte di oltre 15 miliardi di euro di uscite le imprese nella Rc auto hanno incassato poco meno di 17 miliardi di euro. Questa è la spesa complessiva della collettività per acquistare la polizza obbligatoria. Nel 2006 la spesa era stata di molto superiore: 18 miliardi e 400 milioni di euro, ma i costi dei sinistri erano stati di 14 miliardi e 600 milioni.

Il costo totale dei risarcimenti (comprensivo sia dei danni a cose sia dei danni alle persone) nel 2009 è stato pari a 15 miliardi; di questi circa i due terzi (ossia ben 9,5 miliardi) sono relativi a danni fisici (e comprensivi anche dei danni a cose dei sinistri misti). In particolare, 3,5 miliardi sono risarciti per invalidità permanenti comprese tra uno e nove punti, mentre circa 6 miliardi per morti o per invalidità superiori.

Secondo l’Ania (Assicurazioni), poi, il prezzo medio effettivamente pagato risulta dividendo il complesso dei premi incassati dalle compagnie per il numero di veicoli assicurati. In merito si può agevolmente rilevare che nei cinque anni considerati, la riduzione del prezzo medio dell’assicurazione Rc auto è stata pari a -1,5% nel 2005, -0,8% nel 2006, -2,7% nel 2007, -3,6% nel 2008 e -3,9% nel 2009.

E l’Agenzia antifrode non arriva: il ministero dell’Interno non gradirebbe l’utilizzo della banca dati della Polizia tra le varie fonti informative che dovrebbero essere messe al servizio della nuova agenzia. Lo sostiene Milano Finanza. Infatti, l’istituzione, che dovrebbe nascere con lo scopo di ridurre le frodi e i falsi sinistri nel settore assicurativo, è già previsto in un Disegno di legge licenziato con un voto bipartisan dalla commissione Finanze della Camera. Ma è nato male. Sin da subito, perfino l’Ania l’ha criticato, sostenendo che ha solo poteri amministrativi e non investigativi..




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