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Mercato auto a novembre: -28,8%

Mercato auto a novembre: -28,8%

Continua il periodo drammatico per le vendite di macchine in Italia: il calo a novembre è del 28,8%: 139.740 immatricolazioni rispetto alle 196.323 dello stesso mese del 2009. Previsioni nerissime: il mercato 2010 rimarrà al di sotto dei 2 milioni.

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Il mercato dell’auto nuova in Italia va a picco. Anche il mese di ottobre, secondo quanto reso noto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è chiuso con una flessione del 28,8% a 139.740 immatricolazioni rispetto alle 196.323 dell’analogo mese di un anno fa. Il guaio è che le previsioni per gli ultimi due mesi dell’anno non lasciano spazio a inversioni di tendenza.

È comunque vero che va considerato l’impatto degli incentivi nel 2009. Come dice Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia, queste notevoli flessioni, sono amplificate anche dal confronto con un numero molto elevato di immatricolazioni realizzate nel corso della parte finale dello scorso anno, grazie alla spinta dei bonus in scadenza con la fine del 2009. Insomma, ci si affrettava a comprare per approfittare degli sconti. Resta il fatto che il mercato 2010 rimarrà al di sotto dei 2 milioni.

L’assenza di incentivi si fa sentire anche a livello di inquinamento. Solo in termini di riduzione delle emissioni di CO2, le Case automobilistiche stanno producendo il massimo sforzo per soddisfare l’obiettivo, indicato per il 2012 dall’Unione europea, di 130 g/km. Che sarebbe più facile da raggiungere con bonus a livello di ogni singolo Stato.

Secondo le elaborazioni dell’Unrae, l’emissione media ponderata calcolata sulle nuove immatricolazioni nel 2008 era pari a 144,8 g/km, scesa nel 2009 a 136,6 e a 131,8 nel primo trimestre di quest’anno, per risalire nel periodo aprile/ottobre a 134,2 g/km, dopo la scadenza del programma di incentivazione al rinnovo del parco.

Secondo l’Unrae, soltanto un programma strutturale e pluriennale di rinnovo del parco, che in Italia è costituito ancora da quasi 14 milioni di vetture con oltre 10 anni, può garantire il raggiungimento degli obiettivi europei.

E i primi 10 mesi del mercato, cos’hanno detto? Le immatricolazioni hanno raggiunto le 1.683.119 unità, con una flessione del 6,95% rispetto alle 1.808.905 dello scorso anno. Gli ordini dichiarati nel mese di ottobre hanno evidenziato una flessione di oltre il 20% con 160.000 unità, un valore mai così basso da quando, nel 1998, si raccolgono informazioni sui contratti stipulati (così come le immatricolazioni hanno registrato il livello più basso dal 1995). Nel cumulato gli ordini sono stati nel complesso circa 1.448.000, -23% rispetto all’analogo periodo del 2009.

Sono le famiglie a non voler spendere. Infatti, disaggregando le immatricolazioni, in ottobre si rileva il continuo calo degli acquisti da parte dei privati (-35,1%), con la perdita di quasi 7 punti di quota al 70,7% e il recupero degli acquisti da parte delle società (+4,6%), che hanno guadagnato in termini di rappresentatività sul mercato i punti persi dalle persone fisiche. Calano nel mese, inoltre, anche le immatricolazioni delle vetture da noleggio (-23,5%).

Ma quale carburante viene preferito? Il diesel prosegue la sua corsa portandosi sui livelli di 2 anni e mezzo fa (maggio 2008) al 51% del mercato (rispetto al 39% dell’ottobre 2009); le vetture a benzina si posizionano in crescita al 38,6%, mentre quelle a basso impatto ambientale continuano la frenata, perdendo oltre 16 punti di rappresentatività e posizionandosi al 10,4%.

Va anche ricordato che il Gruppo Fiat perde più dei concorrenti e vede la quota scendere ai minimi da oltre 5 anni a questa parte: -39%. Da 64.000 a 38.500 auto vendute, con una quota di mercato crollata al 27,5%. È chiaro che Fiat, puntando su auto a basse emissioni, venga punita dall’assenza di incentivi che premiavano invece le macchine a gas, e quindi le Case più "pulite".

Anche le indicazioni che provengono dall’inchiesta congiunturale mensile di ottobre del Centro Studi Promotor (Csp) confermano una situazione di grave difficoltà. Il 75% dei concessionari dichiara, infatti, una bassa affluenza di visitatori nei saloni espositivi, l’85% denuncia un basso volume di raccolta di ordini e aumenta fortemente il numero di concessionari che si attendono un ulteriore peggioramento della situazione: in settembre erano il 40%, in ottobre la quota sale al 52%.

Occhio poi alle chilometri zero. Sul risultato del mese scorso ha influito, secondo il Centro Studi Promotor, anche il fatto che molte Case hanno fortemente ridotto il ricorso a quelle vetture, pratica costosa che le attuali condizioni del mercato non consentono più di seguire. Questa situazione ha fatto apparire il quadro complessivo molto più cupo di quello dei mesi precedenti in cui però la situazione era già fortemente negativa.
Quanto all’economia è forte l’attesa per la stima preliminare del Pil del terzo trimestre 2010, che verrà diffusa dall’Istat il 12 novembre. Due ipotesi del Csp. Uno: se dopo le due variazioni congiunturali positive, registrate nel primo e secondo trimestre di quest’anno, vi fosse un altro incremento, lo scenario del nostro Paese si confermerebbe in crescita sia pure moderata e quindi la prospettiva di una ripresa del mercato dell’auto nel 2011 apparirebbe possibile. Due: se, come paventato dall’Ocse, vi fosse una contrazione, ci troveremmo in una situazione di stagnazione aperta anche a evoluzioni ancora più negative che interesserebbero anche il mercato dell’auto.




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