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Mercato Auto ancora in calo

Mercato Auto ancora in calo

Continua la serie negativa del mercato auto italiano. In aprile sono state immatricolate 195.000 autovetture con un calo del 6,39% rispetto al 2004. Il primo quadrimestre si chiude accusando una contrazione del 5,64%. La colpa va anche a tasse e accise.

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Continua la serie negativa del mercato automobilistico italiano. In aprile sono state immatricolate 195.388 autovetture con un calo del 6,39% rispetto allo stesso mese del 2004, mentre il consuntivo del primo quadrimestre chiude a quota 836.157 accusando una contrazione del 5,64%.

Con il calo di aprile si conferma la tendenza negativa già delineatasi nella seconda metà del 2004. La situazione del settore automobilistico, pur essendo preoccupante, continua comunque ad essere migliore di quella di molti altri comparti. Basti pensare, segnala il Centro Studi Promotor, che sono in calo gli stessi consumi alimentari.

Tra le cause che stanno determinando la contrazione delle vendite di auto vi è innanzitutto la difficile situazione dell'economia, indicata in aprile come fattore di freno delle vendite dall'82% dei concessionari, e la situazione economica delle famiglie, indicata dall'84%. Preoccupa in particolare la crisi di fiducia che si sta determinando nel Paese. Mentre in aprile l'indicatore dell'Isae relativo ai consumatori, da tempo attestato su livelli molto depressi, fa registrare un modesto rimbalzo, gli indicatori riferiti agli operatori economici sono in calo in tutti i comparti oggetto di rilevazione (imprese manifatturiere, imprese dei servizi di mercato, commercio).

E in aprile cala anche di oltre quattro punti l'indicatore relativo ai concessionari auto determinato dal Centro Studi Promotor sulla base dei risultati delle sue inchieste congiunturali mensili. In particolare, rispetto a marzo, nell'inchiesta di aprile del Centro Studi Promotor i concessionari che segnalano bassa affluenza di visitatori nei saloni di vendita passano dal 70 all'82% e quelli che dichiarano bassi volumi di acquisizione di ordini passano dal 68 all'83%. Peggiora pure il quadro delle attese per l'andamento delle vendite a tre-quattro mesi.

Al di là della situazione economica vi sono però anche - segnala il Centro Studi Promotor - fattori specifici che deprimono la domanda di auto: in primo luogo, secondo il 65% dei concessionari, il livello raggiunto dai costi di esercizio. In particolare preoccupano il permanere dei premi di assicurazione su livelli elevatissimi nonostante gli effetti dell'introduzione della patente a punti e i forti rincari dei carburanti che, secondo molti indicatori, stanno inducendo gli automobilisti a ridurre l'uso dell'auto. A questo proposito particolarmente significativi sono i dati sui consumi di carburante per autotrazione.

Da quando è iniziata l'escalation delle vendite delle vetture diesel (che, per inciso, si è fermata nei primi mesi del 2005) i consumi di benzina sono in calo, ma fino a tutto il 2004 le contrazioni sono state più che compensate da incrementi dei consumi di gasolio. Nel primo trimestre del 2005, invece, anche i consumi di gasolio sono in calo (-0,5%), mentre particolarmente pesante è la flessione dei consumi di benzina (-8,5%). Si tratta di segnali decisamente preoccupanti sia per l'economia italiana che per il settore dell'auto che per i conti pubblici, data l'importanza del gettito fiscale dei carburanti per autotrazione (30,7 miliardi di euro nel 2004 secondo le stime del Centro Studi Promotor).

Nonostante questa situazione, la domanda di autovetture, come si segnalava più sopra, è in ridimensionamento, ma non si può parlare di una caduta perché comunque i volumi di vendita si mantengono in assoluto abbastanza soddisfacenti, soprattutto se si considera che il 2005 è stato preceduto da ben otto anni di vendite su livelli elevati. Il Centro Studi Promotor conferma quindi la previsione presentata il 2 dicembre scorso in occasione dell'apertura del 29° Motor Show di Bologna, previsione che per il 2005 ipotizza 2.100.000 immatricolazioni con un calo sul 2004 del 7%.




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