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Mercato auto ancora in forte calo

Mercato auto ancora in forte calo

Mentre nel resto del mondo le immatricolazioni di auto aumentano, in tutta l’area euro continua il trend negativo di un mercato oppresso dalla crisi e dal rigore economico

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La ACEA (European Automobile Manufacturers Association), ha diffuso oggi in dati sull’andamento del mercato auto in Europa, confermando l’ennesima diminuzione delle immatricolazioni. Da una rielaborazione del Centro Studi Promotor Gl Events emerge, inoltre, che in maggio nei Paesi che adottano la moneta unica le immatricolazioni di autovetture sono calate dell’11,9%, mentre nei restanti paesi dell’area (UE27+EFTA, Unione Europea a 27 stati + European Free Trade Association) il mercato cresce del 3,9%. Sostanzialmente analogo l’andamento nei primi cinque mesi dell’anno: i Paesi dell’euro accusano un calo delle immatricolazioni del 10,5%, mentre gli altri paesi dell’area crescono del 2,4%.

Dati preoccupanti soprattutto se si pensa che nel mondo l’auto continua a crescere a tassi sostenuti, anche se in qualche caso si assiste a pause di assestamento della domanda dopo una fase di forte crescita. In particolare, in maggio le immatricolazioni sono cresciute del 7,6% in India, dell’11% in Russia, del 26% negli Stati Uniti e addirittura del 70% in Giappone (in quest’ultimo caso, la domanda è stata sostenuta anche per il recupero delle perdite dovuto allo tsunami dello scorso anno).

Tornando ai paesi dell’euro, dai dati diffusi oggi da ACEA emerge che in maggio soltanto il minuscolo mercato dell’Estonia ha fatto registrare un incremento delle vendite (+7,9%), mentre tutti gli altri mercati nazionali che adottano l’euro sono in perdita, compresa la Germania che accusa una contrazione di immatricolazioni del 4,8% e si mangia gran parte dell’incremento che aveva accumulato nei primi quattro mesi dell’anno. Il risultato peggiore lo fa registrare la martoriata Grecia (-47,3%), seguita dalla Finlandia (-43,9%) e dal Portogallo (-27,5%). Perdite pesanti si registrano anche in mercati importanti come Francia (-16,2%) e in Italia (-14,3%). Più contenuta, ma comunque significativa, la contrazione del mercato spagnolo (-8,2%) che è però già da tempo sceso su livelli incomprimibili.




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