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Mercato Auto - Giugno Negativo

Mercato Auto - Giugno Negativo

A giugno, in Europa, sono state vendute 1.272.904 vetture, in contrazione dell’8,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Spagna record a meno un terzo. E attenzione, la prima metà di luglio in Italia fornisce indicazioni ancora peggiori.

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Non incolpateci se dobbiamo ancora snocciolarvi dati grigi: a giugno, secondo, in Europa, sono state vendute 1.272.904 auto, in contrazione dell’8,1% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, quando le consegne ammontarono a 1.385.815. Male nei cinque grandi mercati continentali: Francia 210.236 immatricolazioni, -12,6%; Germania 288.382, -0,3%; Italia 168.832, -1,7%; Spagna 83.385, -31,4%; Gran Bretagna 183.125, -6,2%. Facendo i conti del primo semestre, l’Europa ha fatto registrare 7.350.534 unità, in flessione dell’1,8%.

E c’è di peggio: Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case estere presenti in Italia, dice che, "per quanto riguarda l’Italia, la flessione rispetto allo scorso anno appare contenuta solo perché il confronto è con un mese che, a sua volta, si posizionò ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni".

Ok, ma almeno a luglio cambia qualcosa? Macché. La prima metà di questo mese, soprattutto in termini di nuovi contratti acquisiti, è ancora peggiore.

La Germania è un’eccezione. Nel dettaglio, gli operatori tedeschi indicano nel sommarsi di numerose festività la ragione della lieve flessione registrata dal mercato di giugno: 288.382 immatricolazioni e un -0,3%. L’andamento generale della domanda rimane in buona salute, con una florida situazione macroeconomica. C’è fiducia. Nel primo semestre, infatti, le immatricolazioni globali hanno registrato un incremento del 10,5% (1.622.579 unità). Previsione di Global Insight: il mercato tedesco consuntiverà a fine anno 3.140.000 immatricolazioni, con un positivo +7,7%. E poi ci sono le Case tedesche che vanno a tutta birra.

In Francia, le 210.172 immatricolazioni hanno fatto registrare una flessione del 12,6%. Nel semestre le targhe consegnate sono state 1.225.084, in crescita dell’1%. Le auto con valori inferiori ai 110 g/km hanno costituito una quota del 30% rispetto al 14,2% di un anno fa. L’Associazione dei Costruttori (CCFA) stima una chiusura di anno in flessione dell’8%, a 2.080.000 targhe, in linea con la media degli ultimi cinque anni precedenti l’introduzione degli incentivi.

Per la Gran Bretagna dodicesima flessione consecutiva: 183.125 immatricolazioni e una flessione del 6,2%. D’altronde, qui le Case esistono perché sono state "mangiate" dai grandi del mondo. Vedi Mini con BMW. Vedi Jaguar e Land Rover con Tata. Nel primo semestre il mercato ha registrato 1.029.638 targhe, con una contrazione del 7,1%. La SMMT, Associazione dei Costruttori britannici, ritiene che il mercato si stabilizzerà nel terzo trimestre, per chiudere l’anno con 1.930.000 immatricolazioni, in flessione del 5%.

Spagna: mai così male a giugno. È un incubo. L’andamento del mercato spagnolo è lo specchio delle forti difficoltà che hanno colpito l’economia del Paese. Le 83.385 immatricolazioni hanno fatto registrare in giugno una flessione del 31,4% e nell’intero semestre il mercato ha perso il 26,8%. Secondo L’ANFAC, Associazione dei Costruttori spagnoli, il parco circolante ha subito un notevole invecchiamento, passando, come età media, da 8 a 10 anni. E l’ANIACAM, Associazione delle Case estere, per l’intero 2011 prevede 850.000 immatricolazioni, con una flessione del 14%.

Come se ne esce, in Italia? Il presidente Unare, Jacques Bousquet ha incontrato di recente il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, per illustrare al Governo la preoccupante situazione in cui versa da mesi il settore automotive in Italia. Serve infatti un immediato rilancio del mercato auto in Italia, un settore strategico che con migliaia di posti di lavoro e centinaia di aziende genera complessivamente l’11,4% del PIL e contribuisce per il 16,2% al totale delle entrate tributarie. La strada per far ripartire la domanda di auto, ha evidenziato Bousquet, "non può certo essere quella di continuare ad aumentare le tasse e i balzelli che gravano ingiustamente sugli operatori e sugli automobilisti"; ma "servono soluzioni soluzioni di durata medio-lunga, condivise tra i ministeri, l’Unrae, tutte le altre associazioni del settore". Ossia un nuovo indirizzo di politica legislativa all’insegna della concertazione e di una strategia premiante verso le automobili più sicure e più rispettose dell’ambiente..




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