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Mercato Auto - Paura vera

Mercato Auto - Paura vera

In settembre nuova forte flessione del mercato (-18,9%) in Italia. In base ai dati diffusi dal ministero dei Trasporti, a settembre sono state immatricolate 154.429 autovetture nuove. Mai così in basso da 14 anni. Timore per i livelli occupazionali.

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Sempre più giù, numeri sempre più brutti: a settembre in Italia le vendite di auto nuove calano del 18,9% (in base ai dati diffusi dal ministero dei Trasporti, a settembre sono state immatricolate 154.429 autovetture nuove). Nei primi nove mesi, le immatricolazioni sono 1.542.433, con una contrazione del 4,35% rispetto ai nove mesi dello scorso anno, che avevano fatto registrare 1.612.581 targhe. E il trend del mercato? In base ai dati Unrae (Case estere), la flessione è esattamente in linea con quella delle immatricolazioni: i 157.000 contratti hanno fatto registrare, infatti, una contrazione del 19%, mentre la riduzione cumulata della raccolta ordini dei nove mesi, con circa 1.285.000 contratti, fa segnare un calo del 23%.

Era da 14 anni che il mercato dell’auto in Italia non proponeva dati così deludenti e, stando alle previsioni Unrae, non ci sono concreti elementi per prevedere una significativa inversione di tendenza anche per gli anni a venire. Serve un piano di sviluppo, richiesto peraltro a gran voce dalle forze imprenditoriali del Paese, all’interno del quale il settore dell’automotive è forza trainante con 1.200.000 persone fra addetti diretti ed indiretti. "Occorrono azioni tese al rilancio dei consumi - afferma Filipponi, direttore generale di Unrae - attraverso progetti strutturali, che stimolino il rinnovo del parco circolante e che introducano l’automobile in una fiscalità più moderna, abbandonando quel sistema ormai arcaico che colpisce la proprietà invece di incidere fiscalmente sull’uso".

Ricordate la promessa di Berlusconi in campagna elettorale? Via il bollo auto gradualmente. Ora ci si aspetta che venga mantenuto il preciso e ormai attuale impegno di abolizione della tassa di proprietà, per la seconda parte della legislatura. Servono pure gli incentivi, che favorirebbero anche un miglioramento dell’aria. Si deve puntare a una riduzione media ponderata delle emissioni di CO2, che nel 1° trimestre 2010 era scesa a 131,8 g/km - grazie anche agli incentivi al rinnovo del parco - avvicinandosi all’obiettivo dei 130 g/km indicato dall’Unione europea per il 2012, per risalire, invece, nel periodo aprile-settembre a 134,2 g/km.

Comunque, in dettaglio, le alimentazioni diesel tornano a rappresentare il 50% del mercato, recuperando 10 punti di quota rispetto al settembre 2009, mentre le benzina si posizionano al 40% rispetto al 32,9% di un anno fa. Di contro, le vetture a basso impatto ambientale hanno perso quasi 17 punti di rappresentatività, raggiungendo appena il 10% contro il 26,8% di un anno fa.

"Per il mercato italiano dell’auto la situazione rimane critica - ha commentato Eugenio Razelli, presidente dell’Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica). Occorre ancora un po’ di tempo perché si avverta un significativo miglioramento della fiducia dei consumatori, al momento ancora troppo debole, e generalmente più graduale nella ripresa rispetto a quella degli operatori economici. Ci aspettiamo che il trend discendente incominciato ad aprile prosegua fino a fine anno, portandoci a chiudere il 2010 poco sopra 1,9 milioni di unità immatricolate, l’11,4% in meno rispetto ai volumi del 2009.

Inoltre, stando al Centro studi Promotor, in settembre i concessionari che giudicano l’affluenza di visitatori negli showroom su bassi livelli sono il 76%, ma in agosto erano il 79% e in luglio l’88%. Le prospettive per i prossimi mesi non appaiono positive. Il 40% dei concessionari ritiene che la domanda si manterrà su bassi livelli e, in mancanza di interventi, il quadro non dovrebbe modificarsi sensibilmente fino alla prossima primavera.




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